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2 luglio 2012
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- I sindacati manifestano preoccupazione per lo stallo della
procedura di privatizzazione della Tirrenia
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- Pico (Federmar): c'è sempre qualcosa che la riporta in
alto mare. Ugl Trasporti proclama lo stato di agitazione di tutti i
dipendenti della compagnia
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I sindacati manifestano preoccupazione per la fase di stallo in
cui è giunta la procedura di privatizzazione della Tirrenia
che prevede la sua cessione alla Compagnia Italiana di Navigazione
(CIN). «È grave e preoccupante constatare - ha spiegato
il segretario generale di Federmar, Alessandro Pico - che ogni
qualvolta la telenovela della Tirrenia - ormai non può che
essere definita così quest'operazione di privatizzazione -
sembra giungere in porto, c'è sempre qualcosa che la riporta
in alto mare, con buona pace per i duemila lavoratori di questa
azienda e per le loro famiglie da tempo in apprensione per il
destino dei loro posti di lavoro e pertanto per il loro stesso
futuro.
Ora a provocare l'ennesima fermata con la storia della
restituzione dei 400 milioni di sovvenzioni che non avrebbero dovuto
essere stati dati al Gruppo Tirrenia, di cui logicamente la CIN non
intende farsene carico - ha ricordato Pico - è proprio quella
medesima Commissione Europea che con propri atti del 2001 e del 2004
aveva giudicati compatibili con il mercato comune gli aiuti erogati
dallo Stato a Tirrenia, Caremar, Siremar e Toremar». «A
dire il vero - ha precisato il rappresentante di Federmar , la
Commissione si è mossa nell'ottobre dello scorso anno, per
sua stessa ammissione, alla stregua di “atto dovuto” in
presenza di alcune denunce pervenutele e riguardanti la proroga
delle convenzioni all'ex Gruppo Tirrenia oltre il dicembre 2008,
denunce che stanno a dimostrare con chiarezza come da una parte
degli armatori italiani si sia sempre osteggiata la presenza di un
vettore sovvenzionato dallo Stato - oggi sarebbe un vettore
sovvenzionato privato - nei collegamenti con le isole e quindi da
eliminare per avere campo libero nei servizi e nelle tariffe».-
- Secondo Federmar, su questa vicenda bisogna però
puntualizzare con forza alcuni punti fermi:
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«checché ne dica la Regione sarda - ha rilevato Pico -
è dovere di ogni Stato garantire la continuità
territoriale con le isole attraverso contratti di servizio, ossia le
famose convenzioni; alla gara per la privatizzazione del Gruppo
Tirrenia, gara regolarmente indetta nel dicembre 2009, hanno
inizialmente partecipato sedici soggetti, via via ridottisi alla
sola CIN; con i tempi di crisi che corrono e con la disoccupazione
inarrestabile che avanza, il governo non può continuare a
rimanere latitante su questa operazione ma deve lavorare alacremente
per una rapida e positiva conclusione, facendo anche capire ai
burocrati di Bruxelles - ha concluso Pico - che non è il caso
di insistere con le loro formalità perché qui, se
salta tutto, ci sono in discussone duemila posti di lavoro ed ampie
fette delle economie di alcune Regioni».
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- Intanto la segreteria nazionale di Ugl Trasporti e la segreteria
nazionale Mare e Porti di Ugl Trasporti hanno proclamato lo stato di
agitazione di tutti i dipendenti Tirrenia spiegando che «nell'ambito
delle procedure di raffreddamento previste dalla legge 146 del 1990,
abbiamo chiesto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo
economico, all'amministrazione straordinaria di Tirrenia, a CIN, a
Fedarlinea, alla Commissione di garanzia dell'attuazione della legge
sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e all'Osservatorio
conflitti sindacali». Per il segretario nazionale di Ugl
Trasporti, Fabio Milloch, e il segretario nazionale Mare e Porti di
Ugl Trasporti, Pasquale Mennella, «sembra che le istituzioni
nazionali ed europee siano in competizione fra loro per impedire che
il processo di privatizzazione si realizzi. Lo scorso 30 giugno -
hanno ricordato - ci sarebbe dovuto essere il passaggio definitivo
di Tirrenia a CIN ma ciò non è avvenuto perché
il ministero dello Sviluppo economico non ha ancora dato a CIN e
alle banche che sostengono il progetto le garanzie richieste».
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- «Altrettanto funesti - hanno evidenziato i rappresentati
di Ugl Trasporti - i presagi sul fronte europeo: l'indagine della
Commissione Europea sugli aiuti di stato ricevuti da Tirrenia dal
2008 ad oggi potrebbe colpire una compagnia nata pochi mesi fa e
quindi totalmente estranea a vicende pregresse, decretando il
fallimento di un'operazione a cui sono legate le sorti di migliaia
di lavoratori, diretti e dell'indotto, e della capacità del
nostro Paese di garantire un servizio pubblico essenziale e la
continuità territoriale».
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- «Abbiamo sempre dimostrato senso di responsabilità
per contribuire a dare un futuro a Tirrenia - hanno concluso Milloch
e Mennella - ma ora non possiamo più aspettare. Metteremo in
campo tutte le azioni necessarie se non ci saranno a breve risposte
concrete per i lavoratori, che si ritrovano nella più totale
incertezza e di fronte al fallimento delle loro aspettative a pochi
metri dal traguardo».

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