- A giorni la firma di un nuovo accordo tra Italia e Corea per
la sperimentazione di uno sportello unico marittimo
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- Il progetto pilota coinvolgerà i porti di Genova, La
Spezia e Busan
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Oggi a Genova, nel quartier generale della società di
classificazione e certificazione RINA, è stato presentato un
progetto pilota per la realizzazione di uno “sportello unico
marittimo” con l'obiettivo di rendere più efficiente la
logistica marittima. L'applicazione sperimentale sarà
prodotta in collaborazione con la Corea del Sud, nazione
all'avanguardia in questo campo e primario attore
dell'informatizzazione della logistica marittima in Estremo Oriente
grazie alla cooperazione in atto con la Cina e il Giappone nel
progetto NEAL-NET di interconnessione dei sistemi informativi
logistici dei tre Paesi, che assieme rappresentano il 17% del
trasporto mondiale.-
- Il RINA ha rilevato che la Corea vanta la migliore pubblica
amministrazione digitale al mondo ed è arrivata a
risparmiare, nel settore della logistica, fino a tre miliardi di
dollari all'anno e che, sulla base dei risultati coreani, è
possibile ipotizzare una stima cautelativa secondo cui il risparmio
generato dalla digitalizzazione ammonterebbe per l'Italia a circa un
miliardo di euro. In particolare, l'analisi tiene conto del
risparmio ottenuto dal singolo armatore e dal terminalista, sommato
a quello derivante dal miglioramento dell'intero sistema logistico,
dovuto sia alla riduzione dei tempi di stazionamento in porto sia
alla velocizzazione delle procedure doganali.
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- L'avvio del progetto pilota presentato stamani, che è
figlio dell'accordo sull'e-government e sull'ICT nel settore
marittimo che Italia e Corea hanno siglato il 28 settembre 2011,
sarà formalizzato con un nuovo accordo in via di firma tra i
governi italiano e coreano in materia di digitalizzazione e
innovazione del settore marittimo. L'iniziativa prevede il
coinvolgimento dei porti di Genova e La Spezia, che presentano i
maggiori volumi di traffico scambiati per via marittima con il
principale porto sudcoreano di Busan, e sarà attuata per
l'Italia da DigitPA (Ente nazionale per la digitalizzazione della
Pubblica Amministrazione), ministero dei Trasporti, ministero degli
Affari esteri, Autorità Portuali di Genova e La Spezia e sarà
coordinata tecnicamente dal RINA, mentre da parte coreana prevede il
coinvolgimento del ministero dei Trasporti (MLTM), del porto di
Busan e delle società di information technology per la
logistica KL-Net e Hyundai U&I.
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- Il responsabile Ricerca del gruppo RINA, Mario Dogliani, ha
ricordato che l'informatizzazione è una delle priorità
a livello comunitario per lo shipping e che la direttiva europea
2010/65 relativa alle formalità di dichiarazione delle navi
in arrivo o in partenza da porti degli Stati dell'UE stabilisce che
le nazioni dell'Unione dovranno dotarsi entro il 1° giugno 2015
di strumenti elettronici di trasmissione dei dati al fine di
espletare le formalità di dichiarazione e la loro
trasmissione attraverso un'interfaccia unica.
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- Più che di un progetto - ha precisato il presidente di
DigitPA, Francesco Beltrame - si tratta infatti dello sviluppo di un
processo normato, con un dispiegamento progressivo di regole e
sanzioni. Beltrame ha evidenziato anche come l'Italia, proseguendo
su questo percorso, possa aspirare ad una leadership applicativa non
solo nel contesto europeo disciplinato dalla direttiva 2010/65, ma
possa assumere anche il ruolo di promotore di un approccio omogeneo
alla logistica digitale in altri continenti. Il presidente di
DigitPA ha infatti reso noto che sono già in essere accordi
preliminari con il Canada che vanno in questa direzione.
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- L'argomento è anche oggetto di attenzione da parte
dell'Agenzia Europea per le reti europee di trasporto (TEN-T)
tramite il progetto pilota MIELE, coordinato dal ministero delle
Infrastrutture e Trasporti e gestito tecnicamente dal RINA, che vede
una stretta collaborazione tra Italia, Portogallo, Cipro, Spagna e
Germania con la finalità di condividere i relativi sportelli
unici marittimi.
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- Il presidente dell'Autorità Portuale di Genova, Luigi
Merlo, ha sottolineato i benefici che potranno derivare da uno
snellimento della logistica marittima e dall'accelerazione del
passaggio dei traffici delle merci attraverso i porti. Merlo ha
rilevato che in futuro «il concetto dello sdoganamento sarà
profondamente diverso» e che in quest'ottica l'Italia deve
abbandonare un «sistema difensivistico» che non produce
altro che una perdita di competitività. Inoltre il presidente
della Port Authority genovese ha evidenziato come il processo per la
definizione di uno sportello unico marittimo costituisca una
«percorso virtuoso di spending review» nel quale il
porto e l'Autorità Portuale si propone come ente di
coordinamento di tutti i soggetti pubblici, ruolo - ha osservato -
che attualmente non è normato, ma è solamente inserito
nelle ipotesi di riforma della legge 84/94 sui porti.
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- Anche secondo il presidente dell'Autorità Portuale della
Spezia, Lorenzo Forcieri, tale percorso è idoneo a
«recuperare competitività mettendo a sistema le
eccellenze». In un momento di crisi economica come quello
attuale - ha precisato - è necessario rendere efficienti le
strutture immateriali, con interventi che possono dare frutti
nell'immediato, proseguendo nel contempo nella realizzazione delle
strutture materiali, che però produrranno risultati solo nel
medio-lungo termine. Forcieri ha auspicato l'estensione della
sperimentazione nel campo della logistica marittima anche ai
processi doganali tramite il coinvolgimento delle autorità
competenti di Italia e Corea, ma ha evidenziato anche la necessità
di un approccio più coordinato e di una razionalizzazione
delle iniziative per rendere efficienti le strutture immateriali:
«oggi - ha spiegato - si stanno facendo tante single-window».

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