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23 luglio 2012
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- Federmar-Cisal respinge la richiesta di Italia Marittima di
aumentare la durata dell'imbarco del personale navigante
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- Il sindacato accusa la compagnia di porre in atto un ricatto
minacciando il trasferimento delle navi della compagnia sotto altra
bandiera
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Federmar-Cisal accusa Italia Marittima (ex Lloyd Triestino),
società di navigazione del gruppo armatoriale taiwanese
Evergreen, di minacciare il trasferimento delle navi della compagnia
sotto altra bandiera se non verrà aumentata la durata del
periodo di imbarco del personale navigante. Il sindacato, che ha
incontrato stamani i rappresentanti di Italia Marittima, ha spiegato
che la richiesta avanzata dall'azienda mira ad elevare ad otto
l'attuale periodo di quattro mesi previsto sia dal Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro che dal Contratto Integrativo,
rinnovato, quest'ultimo, meno di un anno fa.-
- «Le motivazioni portate da Italia Marittima a sostegno
della propria richiesta - ha precisato il segretario regionale di
Federmar-Cisal, Giorgio Marangoni - vertono principalmente su una
differenza di costi che ci sarebbe tra il personale italiano e
quello degli equipaggi delle altre società del gruppo
Evergreen e da qui la minaccia. nemmeno tanto velata, che la
capogruppo di Taiwan potrebbe decidere di trasferire le navi della
compagnia sotto altra bandiera, il che significherebbe la perdita
del posto di lavoro per i marittimi italiani attualmente impiegati
dalla società».
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- «Per la Federmar-Cisal - ha denunciato Marangoni - questa
posizione si configura in un ignobile ricatto, tenuto conto che i
risparmi che sarebbero conseguiti con questa operazione, derivanti
in particolare dalla diminuzione delle spese di avvicendamento
(viaggi, diarie, ecc.) per la sostituzione degli equipaggi,
risultano, conti alla mano, assolutamente ininfluenti e marginali
rispetto al complesso dei costi di gestione di una nave. Inoltre,
sempre per la Federmar-Cisal, esiste anche e soprattutto un problema
di sicurezza per la navigazione in quanto sia l'innalzamento
dell'età pensionabile voluto da questo governo che il
prolungamento del periodo d'imbarco potrebbero influire
negativamente sullo stato psicofisico di coloro che sono incaricati
di portare per il mondo, in ogni condizione di tempo e luogo,
colossi di 70-80mila tonnellate, lunghi come tre campi di calcio,
con cinquemila e passa contenitori a bordo e con soste limitatissime
nei porti».
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- Marangoni ha evidenziato che, «mentre i sindacati di
categoria di Cgil-Cisl-Uil hanno chinato il capo cedendo in toto
alle pretese di Italia Marittima, la Federmar-Cisal non ha firmato
alcun accordo al riguardo perché, oltre alle suddette
considerazioni, ritiene che comunque, davanti alla remissività
del sindacato, i cinesi potranno fare scattare nei suoi confronti e
verso i lavoratori, in qualsiasi momento e per qualsiasi richiesta,
il ricatto del trasferimento delle navi sotto bandiera estera.
Inoltre perché, ripristinando il periodo d'imbarco ad otto
mesi, periodo che, bisogna ripetere, è di quattro mesi in
Italia, i marittimi di Italia Marittima sono in tal modo regrediti
agli anni sessanta, vedendo così vanificato più di
mezzo secolo di lotte sindacali sostenute per migliorare le
condizioni della categoria».
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- Federmar-Cisal ha concluso annunciando la decisione di
denunciare la questione al ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti ed all'Autorità Marittima di Trieste, sede della
compagnia di navigazione.

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