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20 agosto 2012
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- La Convenzione sul lavoro marittimo, 2006 entrerà in
vigore tra un anno
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- È stata ratificata da 31 nazioni
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La Maritime Labour Convention, 2006 (MLC, 2006), la nuova “carta
dei diritti” della gente di mare, entrerà in vigore tra
un anno. La convenzione, infatti, che è stata adottata il 23
febbraio 2006 dall'International Labour Organization (ILO), prevede
che venga applicata 12 mesi dopo la sua ratifica da parte di 30
nazioni associate all'ILO che rappresentano almeno il 33% della
flotta marittima mondiale in termini di tonnellate di stazza lorda
delle navi, condizioni che sono state entrambe soddisfatte con la
ratifica da parte delle Filippine e che sono state superate con la
successiva ratifica della Russia.-
- La convenzione affronta una vasta gamma di questioni, tra cui i
requisiti minimi per il lavoro dei marittimi a bordo delle navi e le
condizioni del loro impiego, la responsabilità delle agenzie
di manning, gli orari di lavoro, gli alloggi e le strutture
ricreative destinati agli equipaggi, l'alimentazione e i servizi
mensa riservati ai marittimi, la tutela della loro salute,
l'assistenza sanitaria e la tutela del loro benessere. La
convenzione è stata ratificata da Antigua e Barbuda,
Australia, Bahamas, Benin, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Canada,
Cipro, Croazia, Danimarca, Filippine, Gabon, Isole Marshall,
Kiribati, Lettonia, Liberia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Palau,
Panama, Polonia, Russia, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e
Grenadine, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Togo e Tuvalu.
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- «Tutt'oggi - ha dichiarato il direttore del dipartimento
degli standard lavorativi internazionali dell'ILO, Cleopatra
Doumbia-Henry - possiamo ancora vedere marittimi imbarcati su navi
sub-standard in condizioni di vita e di lavoro che sono molto al di
sotto degli standard minimi internazionali. Sono convinta che la
Maritime Labour Convention, 2006 dell'ILO possa rispondere a queste
sfide e indirizzare verso un percorso sicuro e soddisfacente per il
futuro».
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- L'International Transport Workers' Federation (ITF) e
l'International Shipping Federation (ISF) hanno accolto con
soddisfazione l'annuncio della prossima entrata in vigore della
convenzione internazionale sul lavoro marittimo. Ricordando che la
Maritime Labour Convention, 2006 è stata definita il “quarto
pilastro” della normativa sul lavoro in mare assieme alle
convenzioni IMO SOLAS, MARPOL e STCW, il presidente della sezione
Marittimi dell'ITF, Dave Heindel, ha sottolineato che «la MLC,
la “carta dei diritti” del marittimi, è un vero e
proprio strumento per un reale cambiamento. Possiede il potenziale -
ha spiegato - di determinare una reale differenza per tutti i
marittimi, indipendentemente dalla loro nazionalità o dalla
bandiera della nave su cui prestano servizio. La sua entrata in
vigore sarà l'apice di oltre dieci anni di sforzi collettivi
da parte delle parti sociali dell'ILO. Finalmente avremo uno
“sportello unico” per gli standard di lavoro che siamo
certi sarà effettivamente attuato e applicato a livello
globale. Ciò significa che tutti i marittimi dovrebbero
presto essere in grado di godere di una protezione complessiva dei
loro diritti fondamentali. Ciò significa inoltre buone
condizioni di impiego in tutto il settore in modo che i datori di
lavoro responsabili, come quelli rappresentati dall'ISF, non siano
svantaggiati rispetto ad una minoranza irresponsabile».
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- Si tratta - ha rilevato il presidente del Labour Affairs
Committee dell'International Shipping Federation, Arthur Bowring -
«di una convenzione che ha una portata molto ampia che include
requisiti di sicurezza lavorativa e sociale e che pertanto richiede
uno studio dettagliato e, per porla in vigore, la potenziale
modifica della legislazione locale. Ci aspettiamo che molte altre
nazioni ratificheranno la convenzione nel corso del prossimo anno,
in modo che la sua applicazione sarà sostenuta su base
globale».
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- «La stragrande maggioranza delle compagnie armatoriali -
ha aggiunto Bowring - non dovrebbe avere alcuna difficoltà a
rispettare il contenuto della convenzione, dato che in gran parte
deriva dagli attuali standard sul lavoro marittimo dell'ILO e da
accettate buone pratiche di impiego. Tuttavia - ha osservato - il
meccanismo di attuazione è nuovo e sarà importante
evitare problemi nella fase iniziale quando alcuni dei requisiti più
specifici dovranno essere applicati e interpretati. Sarà
quindi assolutamente importante assicurarsi che tutti gli operatori
di navi siano pronti».

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