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19 aprile 2017

Due dirigenti del RINA sono stati posti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'indagine sul crollo della Torre Piloti di Genova

Notificati due inviti a comparire a due ufficiali della Capitaneria di Porto. Il RINA ha manifestato piena fiducia nei confronti della magistratura

Oggi i militari della Guardia di Finanza di Genova, nell'ambito delle indagini della locale Procura della Repubblica sul crollo della Torre Piloti del porto di Genova avvenuta nel maggio 2013 a causa dell'urto della nave Jolly Nero contro l'edificio, hanno eseguito due ordinanze cautelari (arresti domiciliari) nei confronti di due dirigenti del Registro Italiano Navale (RINA) addetti al rilascio delle certificazioni previste per la prevenzione di incidenti in mare che mettano in pericolo vite umane e l'ambiente.

I due ingegneri sono indagati per reati di falso in atti pubblici, anche in via informatica, in relazione al rilascio di certificazioni sia relativamente alla nave Jolly Nero della Ignazio Messina & Co. che alla stessa compagnia di navigazione genovese. I fatti - ha spiegato la Guardia di Finanza - riguardano prescrizioni emesse al fine di limitare le conseguenze pericolose di malfunzionamenti del motore principale dello stesso tipo di quelli che hanno portato al disastro della Jolly Nero.

Inoltre sono stati notificati due ulteriori inviti a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari a due ufficiali della Capitaneria di Porto, uno di stanza a Genova ed uno a Napoli. Gli ufficiali erano intervenuti nella verifica addizionale disposta nei confronti della società Ignazio Messina dopo il disastro della Torre Piloti. I fatti oggetto delle imputazioni riguardano periodi sia antecedenti che successivi all'incidente.

La Guardia di Finanzia ha reso noto che un ulteriore filone d'indagine riguarda ancora reati di false certificazioni, sempre ad opera di ispettori della sicurezza della navigazione del RINA, nell'ambito di verifiche volte al rilascio di documenti/certificati attestanti la corrispondenza dei necessari standard di sicurezza delle navi esaminate ai requisiti previsti dalle normative nazionali ed internazionali.

In particolare, gli investigatori del Nucleo Operativo di Genova hanno rilevato che, almeno in due casi distinti, le paratia di collisione di navi passeggeri non sono risultate conformi alle norme elaborate dall'International Maritime Organization (IMO) che descrivono i requisiti minimi di sicurezza previsti dalla convezione internazionale SOLAS (Safety of life at sea) volta a tutelare la sicurezza della navigazione, con esplicito riferimento alla salvaguardia della vita umana in mare. In base alle risultanze delle indagini - ha precisato la Guardia di Finanza - si ritiene che non corrispondessero al vero le certificazioni emesse dal RINA riguardo alla osservanza delle norme tecniche previste ed in particolare “i particolari relativi alla compartizione stagna” delle navi interessate dagli accertamenti.

Sono in corso accertamenti anche su ulteriori reati di falso riguardanti altre navi tra le quali la Norman Atlantic, il traghetto sul quale alla fine del 2014 divampò un incendio che causò 11 vittime, 16 dispersi e alcune decine di feriti.

In una nota, il RINA ha manifestato piena fiducia nei confronti della magistratura sottolineando che l'azienda ritiene del tutto legittimo che la magistratura attui un'azione di verifica su un'attività rilevante come quella che svolge. Inoltre l'azienda ha specificato sta collaborando per rendere disponibili all'autorità giudiziaria tutte le informazioni che possano essere utili.

Ribadendo che il RINA applica nella propria attività tutta la normativa nazionale ed internazionale vigente ed è dotata dei modelli operativi previsti dal decreto legislativo 231/01, l'azienda di classificazione e certificazione ha ricordato che la propria attività è fortemente regolamentata tanto che ogni anno la società è sottoposta a più di 200 audit/controlli da parte di soggetti di verifica esterni, comprese le amministrazioni di bandiera, la Commissione Europea e gli organismi di accreditamento, questo a garanzia del suo buon operato.

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