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16 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 16:56 GMT+1



10 maggio 2017

Onorato controbatte senza complimenti alle affermazioni di Grimaldi/Confitarma

«La misura - ha denunciato - si è colmata quando anche sul cabotaggio per le isole sono stati imbarcati gli extracomunitari, intaccando così “l'ultima riserva indiana” dei marittimi italiani»

La dura stroncatura della Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) della rinnovata richiesta di rendere obbligatorio l'imbarco di soli marittimi italiani e comunitari sulle navi battenti bandiera italiana avanzata dell'armatore Vincenzo Onorato, che a fine 2015 aveva lasciato la Confederazione sbattendo le porte ( del 24 novembre 2015), sembra non aver fatto adirare più di tanto il patron del gruppo Moby/Tirrenia anche se, pur affermando di non essere riuscito a «trattenere un sorriso» leggendo la nota di ieri firmata dal presidente confederale Emanuele Grimaldi ( del 9 maggio 2017), non ha affatto mancato di rispondere per le rime.

Per Onorato, la nota di “Avviso ai naviganti” diffusa ieri dalla confederazione armatoriale, è una «cortina fumogena che il presidente della Confitarma Manuel Grimaldi sta alzando intorno al problema dell'occupazione dei marittimi italiani. Il tutto - ha denunciato - per continuare a perpetrare il delitto di sfruttare gli extracomunitari e lasciare disoccupati gli italiani».

Onorato ha controbattutto al presidente della Confitarma con il dichiarato scopo di smontare punto per punto i rilievi di Grimaldi, a partire da quello secondo cui le affermazioni di Onorato sono demagogiche con il solo fine di perseguire vantaggi personali. «Se per vantaggi personali - ha replicato Onorato - si intende prendersi cura della piaga della disoccupazione dei marittimi italiani, hai ragione Manuel, perseguo vantaggi molto personali».

Secondo Onorato, inoltre, asserire che obbligare ad imbarcare solo marittimi italiani/comunitari su tutte le navi di bandiera nazionale costringerà gli armatori italiani a cambiare bandiera «suona come un ricatto al governo: della serie - ha osservato - se dobbiamo sbarcare gli extracomunitari sfruttati e imbarcare gli italiani, cambiamo bandiera! Manuel però - ha aggiunto Onorato - “dimentica” che in questo caso lui e tanti altri saranno costretti finalmente a pagare le tasse se manterranno la stabile organizzazione in Italia».

Respinta anche l'affermazione che «l'imbarco di marittimi extracomunitari non comporta oneri a carico dello stato» in quanto - ha ribattuto Onorato - la legge 30/98, che ha istituto il Registro internazionale delle navi, «costa allo Stato, incluso anche il mancato gettito fiscale, oltre un miliardo di euro l'anno, denaro che accresce la sperequazione sociale fra armatore ricco e marittimo italiano-disoccupato. Quanti disoccupati - si è chiesto - si potrebbero sistemare con quei soldi?»

Onorato ha reagito anche alla singolarità riscontrata rispetto a sentimenti di patriottismo che nell'armatore emergerebbero a distanza di 19 anni dall'entrata in vigore della legge 30/98: «in tutti questi anni - ha sottolineato - gli armatori con accordi sindacali ed altro sono riusciti a snaturare la legge. La misura si è colmata quando anche sul cabotaggio per le isole sono stati imbarcati gli extracomunitari, intaccando così “l'ultima riserva indiana” dei marittimi italiani».

Se sinora Onorato ha letto e risposto «non senza trattenere un sorriso» alle critiche mosse da Confitarma, alla constatazione che Onorato sulla sua nave in Baltico, Princess Anastasia, imbarca marittimi extracomunitari deve aver proprio perso le staffe dato la risposta è stata messa per iscritto tutta in maiuscolo. «La legge 30/98 - ha urlato Onorato - deve essere riscritta in questi termini: gli armatori italiani, se vogliono accedere ai privilegi (defiscalizzazione etc.,), devono soddisfare l'imprescindibile requisito che la tabella minima di sicurezza della nave deve essere composta esclusivamente da personale italiano/comunitario». «Sulla mia Princess Anastasia - ha evidenziato - la tabella minima di sicurezza è di 68 persone di equipaggio. Imbarcati a libretto 160 marittimi, di cui 89 italiani-comunitari e 71 extracomunitari. La nave opera in Russia e dobbiamo avere personale alberghiero che parli il russo. I russi sono imbarcati con contratto italiano. Non sfruttiamo il lavoro degli extracomunitari. Una piccola nota: Onorato Armatori ha circa 4.700 lavoratori, di cui oltre 4.500 italiani. Coerenza - ha contestato Onorato - e non chiacchiere».

La replica si conclude con alcuni aspetti di carattere personale avendo ritenuto un attacco diretto contro la sua persona l'affermazione che «storicamente Onorato non conosce le logiche dei traffici internazionali in quanto le sue navi fino a poco fa non hanno mai messo la prua oltre il cabotaggio». «Mi costringe a ricordargli - ha precisato Onorato a Grimaldi - che la mia famiglia solcava i mari quando i Grimaldi non esistevano ancora. Mi accusa - ha aggiunto - di andare per mare per passione e non per necessità e qui devo dargli ragione: passione è il mio lavoro quando vado sulle mie navi, passione è la vela, passione è passare la domenica a pesca con gli amici. Le sue passioni sono i cavalli e quindi, da incontestabile precursore dell'armamento, si è dato all'ippica già in tempi non sospetti».

Riferendosi infine alle anticipazioni del “Secolo XIX” di Genova secondo cui il prossimo presidente della Confitarma sarà l'ottantaquattrenne Alcide Rosina, Onorato ha concluso con quella che appare una (involontaria?) critica rivolta ad uno dei decani dell'armamento italiano: tale scelta - ha seccamente rilevato - «è altamente significativa della mancanza in Confitarma di armatori giovani che siano disponibili a perpetuare le strategie di sfruttamento dell'attuale presidente».


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