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23 ottobre 2017 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06.31 GMT+2



16 giugno 2017

I sindacati spagnoli proclamano altri quattro scioperi di 48 ore dei lavoratori portuali

Inascoltato l'appello del ministro de la Serna a «fermare l'emorragia di trasferimenti definitivi di navi»

Le 48 ore di sciopero effettuate ieri e l'altro ieri nei porti spagnoli hanno registrato un'alta adesione dai lavoratori portuali ed altre manifestazioni di protesta sono state programmate per la fine di questo mese e l'inizio di luglio per indurre i terminalisti portuali a siglare un accordo con i sindacati, intesa che dall'approvazione a maggio del regio decreto legge sul lavoro portuale è parsa di difficile da raggiungere nonostante le ripetute dichiarazioni delle parti della volontà di trovare una soluzione condivisa.

Puertos del Estado ha reso noto che lo sciopero appena concluso ha ottenuto un'adesione di circa il 98,5% dei lavoratori in tutto il sistema portuale nazionale. L'agenzia governativa spagnola ha confermato che, avuta notizia del fermo dell'attività sulle banchine, le compagnie di navigazione hanno proceduto a riprogrammare i loro scali per evitare toccate ai porti spagnoli. In particolare, Puertos del Estado ha specificato che si è verificato il trasferimento su altri porti degli scali di 19 navi che originariamente erano programmati al porto di Algeciras, approdo che è stato evitato e che - ha precisato l'agenzia governativa - ha indotto molti clienti a richiedere lo sbarco delle loro merci in porti alternativi come Sines, in Portogallo, Fos, in Francia, e Rotterdam, in Olanda, da dove per poter organizzare il trasporto delle merci via terra. Relativamente al porto di Valencia, 13 navi risultavano alla fonda in attesa della conclusione dello sciopero, mentre sette scali di navi sono stati dirottati su altri porti. Anche il porto di Barcellona ha segnalato il trasferimento di cinque scali su altri porti.

Conclusa ieri sera la due giorni di protesta, il ministro delle Sviluppo economico, Iñigo de la Serna, ha invitato i sindacati a «sospendere lo sciopero e a fermare l'emorragia di trasferimenti definitivi di navi che si sta verificando, evitando così danni irreparabili per l'economia del Paese, per il tessuto produttivo e per la salvaguardia dell'occupazione».

L'appello del ministro è rimasto inascoltato. Appena terminato lo sciopero, infatti, senza attendere i risultati della riunione straordinaria indetta per oggi dall'associazione dei terminalisti ANESCO per esaminare la nuova proposta di accordo presentata nei giorni scorsi dai sindacati, questi ultimi ne hanno programmati altri di 48 ore che, anziché di durata ininterrotta come quest'ultimo, saranno effettuati con il fermo del lavoro solo nelle ore dispari. Le sospensioni a singhiozzo dell'attività sono state proclamate tra le ore 8.00 del 26 giugno e le ore 8.00 del 28 giugno e, con la stessa cadenza oraria, tra il 29 giugno e il 1° luglio, tra il 3 luglio e il 5 luglio e tra il 6 luglio e l'8 luglio.

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