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24 settembre 2017 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 16.00 GMT+2



28 agosto 2017

Protocollo di collaborazione tra i porti di Trieste e di Shimizu

Il Giappone movimenta sul porto giuliano circa 5.500 contenitori l'anno, due terzi dei quali sono costituiti da export italiano

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e la prefettura giapponese di Shizuoka hanno siglato un protocollo di collaborazione tra i porti di Trieste e di Shimizu che è stato negoziato per quasi un anno e favorito dalla Regione Friuli Venezia Giulia. L'accordo, sottoscritto venerdì nel Palazzo dell'ente regionale nel capoluogo friulano, è finalizzata a tre obiettivi da perseguire mediante lo scambio di esperienze: l'espansione delle relazioni economiche tra le aree del Friuli Venezia Giulia e di Shizuoka per rafforzare e sviluppare la collaborazione regionale; lo scambio di risorse e strumenti per la crescita delle operazioni portuali e delle flotte mercantili; l'espansione dell'attività dei due scali nei mercati internazionali dei servizi legati ai trasporti marittimi e nei corridoi di trasporto internazionali.

L'intesa è stata firmata dal presidente dell'AdSP, Zeno d'Agostino, alla presenza del vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, e di un'ampia delegazione della Prefettura giapponese guidata dal vicegovernatore Takashi Namba. La firma fa seguito alla missione in Giappone guidata nell'ottobre 2016 dallo stesso Bolzonello, caratterizzata da una fitta serie di incontri su varie direttrici. «Si colgono oggi - ha spiegato il vicepresidente della Regione - i frutti di quell'iniziativa che ha avviato relazioni molto significative tra il Friuli Venezia Giulia e la prefettura di Shizuoka in merito a logistica e infrastrutture, nello sport come fattore turistico e nell'agroalimentare. Un percorso di grande amicizia si è tradotto così in una collaborazione strategica».

Attualmente il Giappone movimenta sul porto di Trieste circa 5.500 contenitori l'anno, due terzi dei quali sono costituiti da export italiano, con una crescita nell'ultimo anno del +30%. «Per sviluppare i traffici - ha rilevato D'Agostino - riteniamo che vadano attivati rapporti con una serie di sistemi internazionali e crediamo che uno scalo riconosciuto quale porto di successo come Trieste abbia delle esperienze da scambiare utilmente con il porto di Shimizu, come stiamo facendo con altri porti non solo asiatici, ma anche africani e mediorientali».

D'Agostino ha illustrato agli ospiti le caratteristiche del porto franco e le potenzialità che ne discendono dopo l'entrata in vigore dei decreti attuativi. «L'allocazione di attività giapponesi nel territorio europeo e nello specifico nei nostri punti franchi - ha sottolineato - è un tema importante».

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