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18 novembre 2017 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20.43 GMT+1



2 novembre 2017

Port Community La Spezia chiede autonomia finanziaria per i porti liguri

Laghezza: la quasi totalità delle scarse risorse disponibili va ai porti del Sud

In tempi di nuovi impulsi secessionisti che oggigiorno agitano qualche vecchia nazione europea ed altri vecchi e giovani Stati in altre parti del mondo, anche una parte dei liguri cerca ragioni perché loro e il loro territorio abbiano quello che ritengono gli spetti.

Non molti anni fa, quando sembrava che il Nord Italia volesse staccarsi dal Centro e dal Sud del Paese perché ritenuti un freno allo sviluppo e al benessere delle popolazioni settentrionali, la Liguria pareva non appartenere né all'una né all'altra delle parti. C'era chi, da oltre Appennino, la considerava un'area sottosviluppata e come tale da abbandonare al suo destino, e altri, al di qua dell'Appennino, che spergiuravano sulla “settentrionalità” dei liguri.

Sarà un caso, ma proprio allora si iniziò ad evidenziare il consistente gettito erariale prodotto dai porti liguri e si iniziò a chiedere l'autonomia finanziaria degli scali portuali della Regione sostenendo che dovesse essere loro riconosciuta una quota del gettito Iva generato dal traffico movimentato dai porti. C'era chi la chiamava un'autonomia fiscale, chi un federalismo fiscale, tale comunque da produrre un consistente incasso, ingenti risorse da utilizzare per molti utili scopi. Magari come dote da portare ad un Nord federal-secessionista per combinare un matrimonio che alcuni non volevano.

Se oggi all'estero si parla di secessione, la si chiede e in alcuni casi la si pretende, in Italia per ora ci si limita ad invocare autonomia. E di avere autonomia è la richiesta che presto verrà avanzata al governo dalla Regione Liguria, come dichiarato nei giorni scorsi dal presidente dell'ente, Giovanni Toti, che ha accennato anche alla necessità che i porti liguri ricevano una quota più rilevante di soldi pubblici dato che sono generatori di un copioso gettito fiscale.

Anni fa la richiesta di autonomia finanziaria piacque alle imprese che operano con i porti. Così sembra essere anche oggi. Un apprezzamento per le parole di Toti è giunto dalla comunità portuale spezzina rappresentata da Port Community La Spezia, l'organizzazione formata dalle associazioni spezzine degli agenti marittimi, spedizionieri e spedizionieri doganali, che ha espresso «pieno sostegno alla sfida lanciata dalla Regione Liguria, per garantire ai porti liguri, che producono la quota più consistente del gettito Iva, delle tasse portuali e dei dazi versata nelle casse dello Stato, una marcata autonomia finanziaria nell'utilizzo di queste risorse».

Port Community La Spezia ha ricordato che dieci anni fa i porti liguri, presso la sede della Camera di Commercio di Milano ( del 1° marzo 2007), avevano presentato uno studio condotto dal Certet Bocconi che - hanno sottolineato gli operatori spezzini - «per la prima volta aveva evidenziato l'enorme gettito prodotto dai tre scali marittimi della regione e lo squilibrio clamoroso fra quanto questi porti pompavano in termini di Iva sulle merci all'import, dazi doganali e tasse, e quanto invece ottenevano dallo Stato per finanziare la manutenzione o la realizzazione di nuove infrastrutture. Infrastrutture - ha rilevato Port Community La Spezia - che avrebbero permesso di aumentare il traffico e quindi di tradursi in un ulteriore gettito».

«Le categorie imprenditoriali - ha ricordato ancora l'organizzazione degli agenti marittimi e degli spedizionieri - avevano sostenuto quella battaglia e più di recente avevano affiancato anche Assoporti, allora guidata da Pasqualino Monti, nel tracciare una riforma portuale che garantisse una forte autonomia finanziaria delle singole Autorità Portuali e quindi evitasse la consueta distribuzione a pioggia dei fondi alimentati da pochi porti».

Riferendosi alle nuove norme introdotte lo scorso anno che hanno modificato il sistema di governance della portualità italiana, Alessandro Laghezza, a nome della community portuale di La Spezia, ha denunciato che «la riforma ha tradito queste aspettative e la distribuzione, alla quale stiamo assistendo in questi giorni, della quasi totalità delle scarse risorse disponibili a porti del Sud, ripropone interrogativi sconcertanti, materializzando i fantasmi di un ritorno al passato».

«La Community di La Spezia - ha concluso Laghezza - esprime quindi un forte interesse anche per la proposta del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in merito a una differente configurazione delle Autorità Portuali e a un'eventuale loro trasformazione in Spa dotate di forte autonomia e agilità gestionale».

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