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19 gennaio 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10.51 GMT+1



28 dicembre 2017

L'Istat fa il punto sull'evoluzione dei servizi di trasporto in Italia

Nel 2015, nel segmento delle merci la modalità ferroviaria è aumentata del +1,6%, quella marittima del +3,4%, mentre la modalità stradale ha segnato una contrazione del -0,6%

L'Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato oggi l'Annuario Statistico Italiano 2017 che relativamente all'anno 2015 evidenzia per il settore dei trasporti un lieve aumento del numero di passeggeri del trasporto ferroviario rispetto all'anno precedente (+1,0%) e una crescita più marcata nelle percorrenze (+4,5% in termini di passeggeri-chilometro). In rialzo anche il numero di passeggeri del traffico aereo (+4,5%), mentre il trasporto marittimo ha registrato una flessione del -2,7% per i passeggeri imbarcati e sbarcati. Riguardo al trasporto di merci, nel 2015 la modalità ferroviaria è aumentata del +1,6% in termini di tonnellate trasportate, quella marittima del +3,4%, mentre la modalità stradale ha segnato una lieve diminuzione del -0,6%.

Il rapporto dell'Istat rileva che l'evoluzione complessiva dei servizi di trasporto ha segnato, nel corso dell'ultimo decennio, una dinamica piuttosto modesta, in parallelo con la tendenza all'indebolirsi del tasso di sviluppo dell'attività economica. L'evoluzione del trasporto passeggeri, che alla fine del periodo ha raggiunto i livelli pre-crisi, si distingue però in maniera netta da quello del trasporto merci su strada che è ben lontano dai risultati registrati all'inizio del periodo.

>Relativamente al solo segmento del trasporto marittimo, l'Annuario spiega che nel 2015 il traffico di merci movimentato nei porti italiani è ammontato a 458,02 milioni di tonnellate, di cui il 63,9% era costituito dalle merci sbarcate e il 36,1% da quelle imbarcate. Rispetto all'anno precedente, le merci complessivamente movimentate sono aumentate del +3,4%. Nel 2015 il numero di passeggeri sbarcati e imbarcati nei porti italiani è stato di 70,3 milioni, con una diminuzione del -2,7% rispetto al 2014.

Per quanto riguarda il traffico portuale di merci, il movimento internazionale, che costituisce storicamente per l'Italia la parte più consistente del trasporto marittimo di merci, è stato di 285 milioni di tonnellate, con un aumento del +7,4% rispetto all'anno precedente, mentre quello di cabotaggio è stato di 173 milioni di tonnellate, con una diminuzione del -2,7%. Il movimento di prodotti petroliferi è stato complessivamente di 197,4 milioni di tonnellate (+3,4%), di cui 61,7 milioni in navigazione di cabotaggio (-1,1%) e 135,7 milioni in navigazione internazionale (+5,6%). Tali prodotti rappresentano il 43,1% delle merci trasportate nel complesso, il 35,7% del cabotaggio e il 47,6% della navigazione internazionale.

I porti caratterizzati dalla più spiccata vocazione al traffico internazionale sono quelli situati nel nord-est e nelle isole, rispettivamente con una quota del 29,1% e del 20,0% delle merci complessive. Considerando la sola navigazione di cabotaggio, il 34,8% del traffico di merci tra porti italiani viene effettuato nelle isole. Nei porti delle isole si concentra anche il traffico dei prodotti petroliferi: 43,3% nella navigazione di cabotaggio e 33,7% nella navigazione internazionale.

Confrontando la quantità di prodotti non petroliferi movimentati nei porti per ripartizione, emerge la quota elevata (pari al 30,2%) dei porti del nord-est all'interno della navigazione internazionale, e dei porti delle isole (30,0%) con riferimento alla navigazione di cabotaggio.

Il rapporto osserva che, considerata l'elevata incidenza che i prodotti petroliferi presentano sia nella navigazione di cabotaggio sia in quella internazionale, anche nel 2015 così come nell'anno precedente, la rinfusa liquida ha rappresentato il tipo di carico prevalente nel trasporto marittimo, con il 41,3% del totale delle merci trasportate via mare.

Nel confronto con gli altri Paesi europei, l'Italia si colloca al terzo posto per il trasporto marittimo di merci, preceduta da Regno Unito e Paesi Bassi, quest'ultimo dal 2010 primo porto europeo per merci imbarcate e sbarcate. In termini di quota percentuale sul totale delle merci imbarcate e sbarcate in Europa, l'Italia è scesa dal 13,6% del 2010 al 12,0% del 2015.

Relativamente al comparto del trasporto ferroviario, nel 2015 le imprese del settore hanno trasportato oltre 872 milioni di passeggeri, facendo registrare un lieve incremento rispetto all'anno precedente (+1%), ed un discreto aumento dei passeggeri-chilometro (+4,5%), confermando il trend positivo avviato nel 2013 e, in controtendenza, rispetto agli anni precedenti. Le piccole e medie imprese ferroviarie hanno trasportato oltre 43 milioni di passeggeri (+1,7% rispetto al 2014), sebbene il relativo percorso medio di un passeggero sia di 25,2 chilometri, contro i 61,6 chilometri delle grandi imprese, con una differenza di 36,4 chilometri, analogamente a quanto già registrato nei due anni precedenti.

Nel 2015 il totale delle merci trasportate su ferrovia è stato di oltre 92 milioni di tonnellate: un modesto incremento (+1,6%) rispetto all'anno precedente che appare però più sensibile in termini di tonnellate-chilometro (+3,1% rispetto al 2014).

Il documento sottolinea che il trend positivo del settore ferroviario merci trova conferma anche nel più ampio contesto europeo, dove si registra una performance dell'Italia (espressa in tonnellate-chilometro) pari al 5,1%, e che tale valore è ben al di sopra della media degli altri paesi europei (4,0%), sebbene inferiore a quella di taluni stati membri come la Francia, che si attesta su di un 8,3%.

Circa il trasporto merci su strada, l'Annuario spiega che a partire dall'anno 2010 le tonnellate trasportate sono progressivamente diminuite e che questo andamento è ascrivibile alla fase di crisi economica. Parallelamente è stato rilevato un aumento dell'attività di trasporto professionale a discapito del trasporto in conto proprio e ciò significa che le imprese manifatturiere preferiscono ricorrere sempre di più al servizio di trasporto esternalizzato, probabilmente anche a causa della generale contrazione dell'attività manifatturiera stessa.

Tra il 2014 e il 2015 la performance degli autoveicoli italiani adibiti al trasporto merci misurata in tonnellate-chilometro ha segnato una lieve flessione (-0,8%), data da un andamento negativo più accentuato sulle distanze medio-lunghe (-0,9%) e più contenuto sulle brevi distanze (-0,7%). In particolare, i trasporti nazionali oltre 300 chilometri rappresentano, in termini di tonnellate-chilometro, il 18% dei trasporti su distanze medio-lunghe (oltre 50 chilometri) per il conto proprio, e il 46,7% per il conto terzi (complessivamente il 44,7%).

L'Annuario sottolinea che, in relazione agli obiettivi enunciati dalla Commissione Europea nel Libro Bianco dei trasporti nel 2011, è pertanto evidente la necessità di incentivare modalità alternative a quella stradale nei servizi di trasporto che prevedono percorsi con distanze superiori ai 300 chilometri.

Analizzando le tipologie merceologiche trasportate su strada, si evidenzia una marcata preminenza dei prodotti alimentari, bevande e tabacchi, che con circa 20,1 miliardi di tonnellate-chilometro, rappresentano il 17,2% del totale, seguiti dagli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (vetro, oggetti di vetro, prodotti ceramici e in porcellana, cemento, calce, altri materiali da costruzione) e dai metalli e manufatti in metallo (tubi, caldaie, ferramenta, armi, altri manufatti in metallo) con rispettivamente il 9,8% e il 9%. Sotto il profilo delle percorrenze effettuate, in ambito locale (entro 50 chilometri) la performance più consistente risulta essere quella della classe minerali metalliferi ed altri prodotti delle miniere e delle cave, che rappresenta circa il 33,9% del totale, seguita da altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi con circa il 17,7%; le materie prime secondarie, rifiuti urbani e altri rifiuti coprono il 12,7% del trasporto locale.

Il confronto con la performance dei Paesi UE 27 evidenzia un aumento complessivo delle merci trasportate su strada nel 2015 (+2,4%). I vettori italiani hanno registrato tuttavia una lieve diminuzione (-0,8%), passando da 117,8 miliardi di tonnellate-chilometro del 2014 a 116,8 miliardi del 2015.

Relativamente al trasporto aereo, nel 2015 il traffico aereo da e verso gli scali nazionali ha registrato un generale incremento rispetto all'anno precedente: i movimenti di aeromobili sono aumentati del +0,7%, i passeggeri del +4,5% e le quantità di merci e posta del +3,1%. Nello specifico, mentre i voli di linea hanno ampliato l'utenza sia sulle rotte internazionali (+7,7%) che nazionali (+1,8%), i voli charter hanno subito una rilevante diminuzione del numero di passeggeri, pari rispettivamente a -28,3% per i voli nazionali e -20,7% per quelli internazionali

L'Italia, con il 9,3% del trasporto aereo europeo (9,2% nel 2014), si colloca al quinto posto in Europa per numero di passeggeri trasportati, dopo Francia (10,2%), Spagna (12,6%), Germania (14,1%) e Regno Unito (16,8%).

Nel corso del 2015 il traffico aereo complessivo di merci e posta è stato quantificato in circa 941mila tonnellate movimentate su voli di linea e charter con un incremento del +3,1% rispetto all'anno precedente. L'aumento delle merci e posta trasportate è da attribuire esclusivamente ai voli internazionali (+5,7%), mentre il trasporto nazionale è diminuito sensibilmente (-20,5%).

Quanto agli indici di fatturato per i trasporti, questi nel 2016 hanno registrato una sostanziale stabilità (-0,3% sul 2015) per il settore del trasporto terrestre e mediante condotte e una variazione negativa rispetto all'anno precedente per il trasporto marittimo ed il trasporto aereo, pari rispettivamente a -4,5% e -2,7%.

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