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15 novembre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 00:34 GMT+1



11 settembre 2018

Un rapporto analizza sfide e opportunità per i porti del Regno Unito determinate dalla navigazione autonoma

Ballantyne (BPA): è ora che politici e business leader si adoperino per assicurare che i porti britannici siano alla testa di questo sviluppo innovativo

La navigazione autonoma non rappresenta una sfida ricca di rischi e di opportunità solo per il settore del trasporto marittimo, ma anche per il settore portuale, tema quest'ultimo che è stato analizzato nel rapporto “Automation of ships in ports and harbours” redatto dallo studio legale Setfords Solicitors per conto della British Ports Association (BPA). La pubblicazione, anziché interrogarsi - come fanno altre analisi sul tema - sulla possibilità o meno che le navi senza equipaggio controllate da remoto possano in un prossimo futuro essere impiegate nei traffici commerciali, dà per scontato che ciò avverrà e valuta quali potranno essere le conseguenze dell'introduzione di questa tipologia di trasporto sulle infrastrutture dei porti e sulla gestione e pianificazione delle attività portuali.

«Le navi autonome - ha evidenziato l'amministratore delegato della BPA, Richard Ballantyne - potrebbero presto diventare una modalità di trasporto più comune per i traffici nazionali e globali. I porti del Regno Unito hanno la possibilità di cogliere l'opportunità di essere all'avanguardia nel mondo nel far proprio questo cambiamento».

«L'automazione - ha rilevato Andrew Higgs, consulente presso Setfords Solicitors e coautore del rapporto - è in via di introduzione in tutti i settori dei trasporti in ambito portuale ed è parte dell'evoluzione del settore dei trasporti che ha portato all'avvento di automobili, camion e terminal automatizzati o senza conducenti. Sia il governo che l'industria - ha sottolineato Higgs - devono cominciare ad analizzare che impatto questi cambiamenti avranno sui traffici e sulla logistica di domani. In particolare, i porti dovrebbero iniziare a prendere in considerazione le esigenze di un altro tipo di utente: quello che opera navi autonome o semi autonome».

Il rapporto specifica che alcune delle sfide che i porti dovranno affrontare con l'avvento della navigazione autonoma sono incentrate soprattutto nei campi della safety e security, della sicurezza informatica e delle disfunzioni dei sistemi di comunicazione, ma dovranno essere tenuti in conto anche possibili eventi quali incendi o guasti meccanici a bordo di queste navi nonché l'operatività dei servizi di pilotaggio e di rimorchio rispetto a questo tipo di trasporto marittimo. Inoltre saranno da valutare gli aspetti relativi alle assicurazioni dei porti e saranno necessarie modifiche delle banchine per consentire l'attracco di queste navi.

A questo proposito Sudan Macpherson, consulente presso Setfords Solicitors e coautrice del rapporto, ha precisato che, prima che lo scalo di navi autonome nei porti diventi una realtà, sarebbe auspicabile effettuare una revisione dei regolamenti portuali al fine di tenere conto delle prospettive dei porti che in futuro riceveranno navi autonome e semi autonome. «Ciò - ha spiegato - garantirebbe che il quadro normativo del Regno Unito sia favorevole all'introduzione di nuove tecnologie innovative che porteranno nuovi posti di lavoro all'economia marittima del Regno Unito, che è in crescita, nonché potenziali benefici ambientali determinati dal trasporto di un quantitativo maggiore di merci per via marittima».

Il rapporto evidenzia infatti che un'opportunità per i porti derivante dall'introduzione delle navi autonome potrebbe essere quella di un aumento dei posti di lavoro che richiedono elevati livelli di competenza tecnica nel segmento dei servizi portuali e in quello dei fornitori di servizi di supporto a terra.

Il rapporto elenca altre sfide con cui il settore portuale dovrà confrontarsi quando la navigazione autonoma inizierà ad essere una realtà, a partire dalla navigazione cabotiera per poi estendersi ai traffici internazionali. Noi - ha concluso l'amministratore delegato della British Ports Association - speriamo che questo rapporto faccia sì che politici e business leader si adoperino ora per assicurare che i porti del Regno Unito siano alla testa di questo sviluppo innovativo.

ABB Marine Solutions
Consorzio ZAI
Salerno Container Terminal
Autorità Portuale di Trieste

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