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16 ottobre 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:44 GMT+2



10 ottobre 2018

Il costo dei servizi tecnico-nautici al centro di un dibattito del Propeller Club di Venezia

Voci discordanti sull'impatto di queste tariffe sulla competitività di un porto

Il livello delle tariffe dei servizi tecnico-nautici è uno tra gli elementi più importanti per definire la competitività in termini strettamente economici di un porto. Oppure non è così decisivo? Di questo elemento, importante o quasi irrilevante, si è discusso ieri presso il Venezia Terminal Passeggeri di Venezia nel corso del convegno “Servizi tecnico-nautici: tariffe e qualità dei servizi come elemento di competitività” organizzato dal The International Propeller Club Port of Venice.

Nel suo intervento il vice presidente della federazione degli agenti marittimi italiani Federagenti ha evidenziato il problema della diversità dei livelli tariffari che si riscontrano in differenti porti: «combattiamo ogni giorno - ha spiegato Alessandro Santi - per trovare il porto più conveniente per l'armatore. La competitività porta a confrontarsi con tariffe di Stati diversi, in alcuni casi concorrenziali rispetto alle nostre», spesso perché agevolati da regimi fiscali diversi dall'Italia. Pertanto Santi ha sottolineato la necessità di «agevolare la crescita dei mercati, ma evitare le distorsioni».

Andrea Scarpa, presidente degli spedizionieri veneziani Assosped, ha denunciato un «approccio burocratico da parte dei fornitori di servizi nei confronti delle richieste dell'utenza. Come se - ha rincarato la dose - fare entrare le navi o non farle entrare non fosse loro interesse».

Il vice presidente associazione europea piloti marittimi EMPA, Fiorenzo Milani, ha ricordato che «il rinnovo tariffario del servizio di pilotaggio portuale è concordato con il ministero» e che, pertanto, c'è «assoluta trasparenza delle tariffe». «Intendiamoci - ha aggiunto evidenziando che il costo dei servizi tecnico-nautici pesa minimamente sui costi complessivi dello scalo di una nave in un porto - nella scelta di un porto da parte dell'armatore i servizi tecnico nautici sono al penultimo posto: incidono solo per il 4-2%», come - ha precisato - spiega lo studio europeo condotto dall'International Maritime Organization (IMO). I dati - ha sottolineato Milani - parlano chiaro le tariffe italiane in Europa sono competitive, a fronte di una totale mancanza di investimenti da parte del nostro Paese nel campo del pilotaggio. Inoltre Milani ha rilevato come in Italia gli operatori dei servizi tecnico-nautici debbano fare i conti con una carenza infrastrutturale che crea un divario enorme con i porti della concorrenza europea: «solo grazie alla cooperazione dei servizi tecnico-nautici con l'autorità marittima - ha specificato - riusciamo ogni volta a far fronte alle carenze infrastrutturali e agli ostacoli meteorologici».

Davide Calderan della Rimorchiatori Riuniti Panfido & C., rappresentante del servizio di rimorchio del porto di Venezia, rispondendo al quesito sulla possibilità di una riduzione delle tariffe di rimorchio mantenendo però alto il livello della sicurezza, ha replicato che è necessario investire in nuove tecnologie per utilizzare un numero minore di rimorchiatori. Interrogato sul regime di liberalizzazione del servizio con una concorrenza tra più operatori all'interno di uno stesso porto, Calderan si è dichiarato contrario ed ha auspicato invece «un sistema più controllato piuttosto che un regime liberista dove ognuno potrebbe applicare la tariffa che vuole».

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