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20 gennaio 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 21:54 GMT+1



28 dicembre 2018

L'Antitrust spagnola esorta il governo di Madrid a liberalizzare il mercato dei servizi portuali

La CNMC ha evidenziato che la “riserva di bandiera” è una misura «protezionistica e contraria al diritto dell'Unione Europea»

L'Autorità Antitrust spagnola ha esortato il governo di Madrid ad aprire il mercato nazionale dei servizi portuali alle navi che non battono bandiera spagnola. In particolare, oggi la Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia (CNMC) ha raccomandato l'esecutivo di eliminare la misura nota come “riserva di bandiera” che consente alle sole navi di bandiera spagnola l'accesso allo svolgimento di servizi portuali come le attività di rimorchio e di ormeggio, misura - ha sottolineato la CNMC - che è «protezionistica e contraria al diritto dell'Unione Europea». Inoltre l'Antitrust ha evidenziato che la gestione di queste attività «è principalmente nelle mani di società monopoliste che applicano tariffe eccessivamente elevate».

Rispondendo ad una richiesta di parere sull'istituzione di una riserva di bandiera nella fornitura di servizi portuali che è stata presentata dall'Instituto Nacional de la Marina, organismo che fa capo al Ministero del Lavoro, l'Autorità Antitrust ha pubblicato una relazione in cui rileva che per decenni il settore dei servizi portuali ha subito un'intensa concorrenza internazionale da parte di navi registrate in altre nazioni e che la riserva di bandiera è una misura protezionistica che è stata usata in passato come reazione a quella concorrenza internazionale. La misura prevede che solo le navi registrate in una nazione, in questo caso in Spagna, possano accedere alla fornitura di servizi tecnico-nautici come il pilotaggio, il rimorchio e l'ormeggio.

Nella relazione la CNMC specifica che è stato dimostrato che questo tipo di misura finisce per essere inefficace e genera conflitto nelle relazioni commerciali internazionali. Inoltre, sottolineando che il buon funzionamento dei servizi portuali è un elemento fondamentale del commercio internazionale che è principalmente svolto dal trasporto marittimo, l'Antitrust ribadisce che «limitare la fornitura di servizi portuali alle sole navi sotto la bandiera spagnola comporta forti restrizioni alla concorrenza», che la misura, «vietando l'accesso a navi straniere, ostacola l'ingresso di nuove società che potrebbero introdurre efficienza e innovazione nel settore» e che «rafforza il potere delle aziende che sono già sul mercato, solitamente in un regime di monopolio. In questo modo - osserva la CNMC nella relazione - aumenta il rischio di tariffe più elevate e di una minore qualità del servizio».

Inoltre l'Antitrust ha rilevato che il fatto che la riserva di bandiera sia richiesta dai proprietari di società che attualmente operano nel settore e che coincida con la minaccia di ingresso nel mercato di compagnie internazionali, specialmente nel settore dei rimorchiatori, aumenta il rischio di “regulatory capture”: ciò significa - ha spiegato la CNMC - che la misura va a beneficio delle società attualmente presenti sul mercato e non va a beneficio dell'interesse generale.

Inoltre l'Antitrust spagnola ha ricordato che recentemente l'Unione Europea ha approvato il regolamento 2017/352 che istituisce un quadro normativo per la fornitura di servizi portuali e norme comuni in materia di trasparenza finanziaria dei porti, legislazione che è stata introdotta all'inizio del 2017 ( del 23 gennaio 2017) e che mira a migliorare i servizi portuali ed eliminare le restrizioni inutili che incidono sul suo funzionamento.

«La legislazione comunitaria - ha precisato la CNMC - non liberalizza completamente questo mercato, ma allude ad una situazione di “concorrenza regolamentata”. In questo modo, è consentita la libera prestazione di servizi portuali, con eccezioni molto specifiche per determinati motivi di interesse pubblico e soggette a supervisione. La riserva di bandiera - ha spiegato l'Antitrust - viene autorizzata in via eccezionale e a condizioni molto rigorose: la misura deve essere “necessaria” per garantire “il pieno rispetto degli obblighi in campo sociale e lavorativo”; non può essere una decisione discriminatoria e deve basarsi su motivazioni trasparenti e oggettive e non creare barriere commerciali sproporzionate; la decisione deve essere notificata alla Commissione prima di essere adottata; e sembra essere indirizzata in particolare ai servizi di rimorchio e di ormeggio».

La Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia ha concluso spiegando che, rispetto alla richiesta di parere presentata dall'Instituto Nacional de la Marina, si ritiene che non sussistano tali condizioni e che la misura della riserva di bandiera non sia conforme ai principi della buona regolamentazione (necessità e proporzionalità). Pertanto l'Antitrust ritiene che sia più ragionevole procedere verso una liberalizzazione dei servizi portuali per ottenere un aumento della concorrenza, dell'efficienza, dell'innovazione e del benessere dei cittadini.

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