ShipStore web site ShipStore advertising
testata inforMARE
ShipStore web site ShipStore advertising

23 gennaio 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20:56 GMT+1



9 dicembre 2019

Transport & Environment esorta l'UE a istituire un fondo affinché lo shipping paghi per le proprie emissioni di CO2

T&E denuncia «l'inadeguatezza degli standard di progettazione navale come strumento regolatore per decarbonizzare il settore»

In occasione della COP25, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che è in corso dal 2 al 13 dicembre a Madrid, l'organizzazione non-profit Transport & Environment (T&E), il cui obiettivo è di promuovere il trasporto sostenibile in Europa, ha presentato una propria analisi sul contributo dello shipping alle emissioni di gas ad effetto serra che si basa sui dati sulle emissioni di CO2 generate dal trasporto marittimo raccolte dall'UE attraverso il sistema MRV di monitoraggio, comunicazione e verifica di queste emissioni, dati - ha specificato T&E - che sono molto grezzi e richiedono un'ulteriore approfondimento.

Il documento elaborato da T&E specifica, sulla base di questi dati, il contributo alle emissioni di gas serra delle compagnie di navigazione che operano nel settore del trasporto marittimo containerizzato e che, evidentemente, impiegano le flotte di maggiore consistenza nei traffici con i porti europei. Il contributo, come risulta dall'analisi di T&E, è altrettanto evidentemente proporzionale al numero di portacontainer utilizzate nell'area da queste compagnie.

Il documento di T&E pone al primo posto tra le compagnie di navigazione la Mediterranean Shipping Company (MSC) che, con 362 navi, la più numerosa flotta impiegata nella regione, contribuisce alle emissioni con 11,04 milioni di tonnellate di CO2. Seguono la A.P. Møller-Mærsk con 335 navi per 8,22 milioni di tonnellate di CO2, la CMA CGM con 231 navi e 5,67 milioni di tonnellate di CO2, la Hapag-Lloyd con 135 navi e 4,32 milioni di tonnellate di CO2, la COSCO con 113 navi e 3,71 milioni di tonnellate di CO2, la Ocean Network Express (ONE) con 68 navi e 2,32 milioni di tonnellate di CO2, la Evergreen Line con 50 navi e 1,48 milioni di tonnellate di CO2, la Yang Ming Marine Transport Corporation con 29 navi e 0,80 milioni di tonnellate di CO2, la Unifeeder con 32 navi e 0,40 milioni di tonnellate di CO2 e la X-Press Feeders con 28 navi e 0,34 milioni di tonnellate di CO2.

L'analisi di Transport & Environment evidenzia che il primo vettore marittimo, la MSC, figura all'ottavo posto nell'elenco dei primi dieci produttori di anidride carbonica nell'Unione Europea nel 2018. La lista vede ai primi sette posti centrali elettriche a carbone, con la prima - la centrale termoelettrica situata a Belchatow, in Polonia - che emette 38,3 milioni di tonnellate di CO2, con al nono posto un'altra centrale termoelettrica e al decimo posto la compagnia aerea Ryanair.

Inoltre l'analisi sottolinea che c'è un ampio divario di performance, in termini di emissioni medie (grammi di CO2 per tonnellate-miglia nautiche), tra gli standard di progettazione delle navi e le prestazioni realizzate dalle navi in servizio. Secondo T&E, a causa di questo divario di performance metà del trasporto marittimo di merci in Unione Europea ha prodotto circa 22 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto a quanto le stesse navi avrebbero emesso se avessero operato secondo quanto previsto dagli standard di progettazione. Il rapporto osserva che, presumendo lo stesso scarto di prestazioni per la parte restante della flotta impiegata nell'UE, un terzo delle emissioni marittime nell'UE potrebbe essere attribuito a questa differenza di performance. Per T&E, «ciò evidenzia l'inadeguatezza degli standard di progettazione navale come strumento regolatore per decarbonizzare il settore».

Transport & Environment precisa anche che il rapporto rivela che il quantitativo di CO2 emesso nel 2018 dallo shipping e attribuito da questa analisi a Olanda, Belgio, Norvegia, Lettonia ed Estonia risultava maggiore o comparabile alla CO2 prodotta dalla flotta nazionale di autovetture passeggeri di queste nazioni; inoltre in Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia e Finlandia le emissioni dello shipping nel 2018 sono risultate maggiori delle emissioni di tutte le autovetture immatricolate in almeno dieci delle più grandi città di ogni nazione.

Il documento specifica inoltre che circa il 20% delle emissioni di CO2 del trasporto marittimo sono prodotte da navi che trasportano combustibili fossili, come carbone, petrolio grezzo o gas naturale liquefatto, e che in Francia, Norvegia e Lettonia questa percentuale è superiore ad un terzo delle emissioni marittime nazionali attribuite dall'analisi a queste nazioni.

Lo studio conclude raccomandando l'inclusione del trasporto marittimo nel sistema dell'UE per lo scambio di quote di emissioni dei gas ad effetto serra (ETS) attraverso l'istituzione di un European Maritime Climate Fund con lo scopo di assicurare che il settore dello shipping paghi per l'inquinamento da carbonio che produce. Inoltre il documento esorta ad imporre al trasporto marittimo, nell'ambito del sistema MRV, standard operativi dell'UE sulle emissioni di CO2 al fine di tagliare le emissioni e di favorire la diffusione di tecnologie per l'efficienza energetica e combustibili a zero emissioni di carbonio.

PSA Genova Pra'
Autorità di Sistema Portuale Adriatico Meridionale

Leggi le notizie in formato Acrobat Reader®. Iscriviti al servizio gratuito.


Cerca il tuo albergo
Destinazione
Data di arrivo
Data di partenza








Indice Prima pagina Indice notizie

- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail