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23 gennaio 2020

Uno studio evidenzia l'importanza dei porti veneti nel sistema economico regionale e italiano

Utilizzato un metodo innovativo per calcolare l'indotto e le ricadute dirette e indirette

Il posizionamento del sistema portuale veneto, comprendente i porti di Venezia e di Chioggia, nei diversi ambiti operativi e rispetto ai competitor nazionali ed europei, appare decisamente rilevante se si considera che Venezia è il primo home port crocieristico nazionale con 1,56 milioni di passeggeri movimentati e settimo tra i porti mercantili grazie alle oltre 26 milioni di tonnellate di merci movimentate e che il porto di Chioggia, nel settore della pesca, è secondo solo a Mazara del Vallo grazie alle 16,788 tonnellate di pescato e alle oltre 5,5 migliaia di tonnellate di stazza complessiva della flotta peschereccia. Lo evidenzia uno studio realizzato da Centro Studi Sintesi e Smart Land per conto dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e della Camera di Commercio di Venezia Rovigo che presenta un metodo innovativo per calcolare l'indotto e le ricadute dirette e indirette dei porti veneti nel sistema economico regionale e italiano.

In occasione della presentazione odierna dello studio “L'impatto economico e sociale del sistema portuale veneto”, avvenuta a Porto Marghera nella Venezia Heritage Tower, l'AdSP del Mare Adriatico Settentrionale ha sottolineato che lo studio rappresenta una novità dal punto di vista della metodologia adottata e risulta totalmente replicabile, sia in termini di sistematico aggiornamento annuale del lavoro, sia in termini di applicazione del metodo ad altre differenti realtà portuali. La matrice adottata permetterebbe, infatti, al decisore politico di fotografare la situazione di tutte le realtà portuali italiane, aiutandolo a definire strategie di sviluppo che garantiscano i migliori risultati possibili in termini economici e occupazionali, e supportandolo nella definizione delle priorità infrastrutturali e nell'allocazione dei fondi disponibili.

Ricordando che il sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale dimostra una spiccata vocazione di porto multi-purpose, dove nessun ambito prevale sull'altro in modo rilevante e dove la filiera agroalimentare si affianca a quelle siderurgica, chimica, energetica, commerciale, turistica e a quella della pesca, l'AdSP ha spiegato che l'indagine dimostra anche come la vocazione multi-purpose del porto abbia accompagnato e sostenuto la crescita del territorio e delle sue imprese: nei settori analizzati, i flussi in ingresso al porto risultano strettamente funzionali al territorio regionale e al Nordest, aree per le quali il porto è una primaria fonte di alimentazione, tanto che le stesse aree coincidono con le destinazioni finali della quasi totalità delle merci movimentate dal sistema portuale. Ne consegue - ha osservato l'authority portuale - che il venir meno della funzionalità del porto provocherebbe danni consistenti all'intero sistema economico locale e regionale. Emerge, inoltre - ha evidenziato ancora l'ente - come rilevante l'opportunità di includere il sistema portuale all'interno delle prossime scelte strategiche regionali sia in termini infrastrutturali sia economici.

Il documento indica in 1.260 le aziende direttamente correlate all'attività del porto di Venezia e in 322 le aziende impiegate a Chioggia, per un totale di 21.175 addetti. Le aziende coinvolte dal porto di Venezia sviluppano un valore di produzione diretto di 6,6 miliardi di euro, pesando per il 27% sull'economia comunale e per il 13% su quella metropolitana. Misurando anche l'indotto, l'impatto economico totale è quantificabile in 92.284 posti di lavoro, il 61% registrati nell'ambito metropolitano, il 13% nell'ambito regionale al di fuori della città metropolitana e il 26% in Italia al di fuori del Veneto.

Tra produzione diretta, indiretta e indotto, il sistema portuale veneto pesa per 21 miliardi di euro di cui: 11,7 miliardi di produzione diretta, sette miliardi di produzione indiretta e 2,3 miliardi di indotto, equivalente alla produzione generata dai consumi delle retribuzioni lorde percepite dalla forza lavoro coinvolta. Circa 10,6 miliardi della produzione totale rimangono nella città metropolitana, 3,9 nel resto del Veneto e i rimanenti 6,4 nel resto del Paese. Se per impatti economici diretti a beneficiarne è soprattutto il territorio locale, per quanto riguarda gli impatti indiretti e indotti, la maggior parte delle ricadute benefiche si registrano altrove, a conferma delle interconnessioni esterne generate dal sistema portuale.

«Quanto presentiamo oggi - ha commentato il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino - ci fornisce la base scientifica per affermare che il sistema portuale veneto, per valore economico-produttivo e per ricadute occupazionali, è un patrimonio di rilevanza nazionale. L'importanza dello studio, però, va oltre i risultati, perché oggi proponiamo al decisore politico uno strumento di provata efficacia per effettuare delle analisi replicabili nel tempo ed esportabile negli altri scali portuali italiani, utile a prendere decisioni strategiche effettivamente fondate sui dati e sulle prospettive reali di crescita di un comparto con un orizzonte temporale medio-lungo. Tale strumento consente di definire e realizzare le infrastrutture che realmente servono e, quindi, di allocare nel miglior modo possibile le risorse finanziarie europee e nazionali. L'utilizzo sistematico di questa metodologia, inoltre, consentirebbe sicuri benefici a tutto il sistema Paese in termini di risultati di crescita e di rilancio dell'occupazione e permetterebbe di sganciarci definitivamente da una vecchia modalità di programmazione campanilistica e miope all'interno di territori che, invece, hanno bisogno sempre più di maggiore sinergia e strategie armoniche per risultare vincenti nella competizione globale».

«Il sistema portuale veneto - ha concordato il presidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, Giuseppe Fedalto - è un attivatore di economie, di valore aggiunto e di produzione di indotti. Occorre lavorare su queste potenzialità e svilupparle puntando ad accogliere investimenti logistici e per questo è necessario progettare strumenti che ne favoriscano la loro attrazione ed in tale direzione va sottolineata la rilevanza strategica della Zona Logistica Semplificata».

PSA Genova Pra'
Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale

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