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22 settembre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:36 GMT+2



7 settembre 2020

ICS, UNHCR e IOM esortano i governi a consentire lo sbarco ai 27 migranti a bordo della Maersk Etienne

Sono a bordo della tanker da oltre un mese

L'associazione armatoriale International Chamber of Shipping (ICS), l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) hanno esortato i governi a consentire l'immediato sbarco dalla nave cisterna Handy Maersk Etienne di 27 persone fuggite dalla Libia, tra cui un bambino ed una donna incinta, che sono state tratte in salvo il 4 agosto nelle acque del Mediterraneo dall'equipaggio della nave su richiesta di funzionari maltesi. Le tre organizzazioni hanno sottolineato che l'equipaggio della Maersk Etienne ha fornito acqua, cibo e coperte a queste persone, a cui tuttavia non sono in grado di assicurare assistenza medica.

In una lettera inviata al segretario generale dell'International Maritime Organization (IMO), Kitack Lim, l'International Chamber of Shipping ha esortato l'organizzazione delle Nazioni Unite ad intervenire con urgenza e ad «inviare un chiaro messaggio agli Stati che devono assicurarsi che i casi di ricerca e salvataggio in mare siano risolti in conformità con la lettera e con lo spirito della legge internazionale».

A tal proposito, l'ICS ha ricordato che il diritto e le convenzioni marittime internazionali impongono chiari obblighi alle navi e agli Stati costieri che sono chiamati a prestare soccorso alle persone in difficoltà che devono essere prontamente sbarcate in un luogo sicuro, così come è stato fatto, almeno per la fase di soccorso, da parte della Maersk Etienne, che si è poi però scontrata con il diniego allo sbarco delle persone soccorse che è stato imposto da varie autorità governative.

«L'assenza di un meccanismo chiaro, sicuro e prevedibile di sbarco per le persone soccorse nel Mediterraneo - ha spiegato il direttore generale dell'OIM, Antonio Vitorino - continua a costituire un rischio per la vita che si può evitare. Da tempo - ha ricordato - l'IOM e l'UNHCR chiedono agli Stati di evitare un approccio autonomo e di stabilire uno schema in base al quale gli Stati costieri si assumano pari responsabilità nel fornire un porto sicuro, seguito da una dimostrazione di solidarietà da parte degli altri Stati membri dell'UE».

Il segretario generale dell'ICS, Guy Platten, ha ribadito l'urgenza di consentire lo sbarco alle 27 persone intrappolate sulla Maersk Etienne: «a bordo - ha specificato - le condizioni si stanno rapidamente deteriorando e non è più possibile rimanere inerti mentre i governi ignorano la difficile situazione di queste persone. Non si tratta - ha aggiunto Platten - della prima volta in cui ciò accade e abbiamo bisogno che i governi siano all'altezza dei loro obblighi. Il tempo stringe e la responsabilità per la sicurezza e la protezione di queste persone spetta direttamente alle autorità governative. Non è un caso legato al Covid. Si tratta di una pura e semplice questione umanitaria».

Un allarme era stato lanciato nuovamente ieri dalla Maersk Tankers, la compagnia che possiede la Maersk Etienne, annunciando che in mattinata tre migranti a bordo della nave si erano lanciati in mare. Il comandante e l'equipaggio della nave avevano immediatamente attivato le procedure di recupero soccorrendo e riportando a bordo le tre persone.

Come in più occasioni evidenziato, il segretario generale dell'International Chamber of Shipping ha ricordato che «l'industria dello shipping si assume molto seriamente i propri obblighi legali e umanitari nell'assistere le persone in difficoltà in mare e ha lavorato duramente per garantire che le le navi siano il più possibile preparate quando si trovano ad affrontare la prospettiva di impegnativi salvataggi in mare. Tuttavia - ha ribadito Platten - le navi mercantili non sono progettate né attrezzate per questo scopo e gli Stati devono fare la loro parte».

PSA Genova Pra'
Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale

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