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18 aprile 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:17 GMT+2



23 marzo 2021

Filt, Fit e Uilt, no all'eliminazione dei limiti all'autoproduzione nei porti proposta dall'Antitrust

La concorrenza tra imprese fatta tagliando sui diritti e sulle retribuzioni dei lavoratori - hanno denunciato i sindacati - è una concorrenza malsana

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ribadito la loro contrarietà all'eliminazione dei limiti alla possibilità di svolgere attività in autoproduzione nei porti, cioè al rizzaggio e derizzaggio dei mezzi principalmente sui traghetti ro-pax e le navi ro-ro ad opera del personale di bordo, che è stata proposta oggi dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( del 23 marzo 2021).

«La modifica che suggerisce l'Antitrust al governo - hanno sottolineato i tre sindacati - non porterebbe maggior sviluppo nei porti bensì maggior sfruttamento. I porti si sviluppano con collegamenti terrestri migliori e più veloci, con adeguamenti infrastrutturali per vocazione specialistica, con investimenti immateriali per connessioni più efficaci, con procedure più snelle nei controlli alle merci. Asserire che obbligando il personale marittimo alle operazioni di carico e scarico delle navi porterebbe maggior sviluppo - hanno evidenziato Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - significa non conoscere i porti e scegliere di stare dalla parte di alcune imprese a danno del sistema complessivo e a danno dei lavoratori. Il nodo vero è la forte spinta di queste imprese nel voler difendere il proprio potere di mercato e favorire una liberalizzazione selvaggia dei servizi tecnico nautici e della stessa autoproduzione piuttosto che dover affidare le operazioni portuali, a determinate condizioni, ai soggetti individuati dalla legge».

«La concorrenza tra imprese fatta tagliando sui diritti e sulle retribuzioni dei lavoratori - hanno denunciato le tre organizzazioni sindacali - è una concorrenza malsana, non basata sulla qualità del servizio offerto come invece dovrebbe essere. L'Antitrust dovrebbe tenerne conto quando propone norme che favoriscono il dumping contrattuale e, potenzialmente, gli infortuni sul lavoro. Come sindacati chiediamo semplicemente che ognuno faccia il suo lavoro, per cui il lavoro dei portuali sia lasciato a loro, dato che hanno una formazione specifica e visto che gli infortuni sul lavoro nei porti non sono una rarità. Piangere i morti sul lavoro una volta all'anno, l'11 ottobre, nella giornata dedicata, ci sembra un po' retorico se poi non seguono i fatti, cioè la tutela reale della salute e sicurezza dei lavoratori, che si fa anche rispettando le mansioni di ognuno».

«In ogni caso - hanno esortato le tre federazioni sindacali - il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili scenda in campo e si adoperi per il rispetto della legge emanando urgentemente il decreto attuativo della norma così come è opportuno affrontare con i ministeri competenti la questione del ruolo dell'Autorità dei Trasporti atteso che, sempre più spesso, assistiamo a pronunciamenti discutibili».


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