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23 ottobre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:25 GMT+2



28 settembre 2021

Confitarma sollecita il rapido sblocco dei ristori alle aziende del primo registro navale

Sisto ha evidenziato la necessità di sostenere con il PNRR la flotta italiana nel processo di transizione ecologica

Confitarma ha sollecitato il rapido sblocco dei ristori alle aziende del primo registro navale. Rivolgendo al governo l'apprezzamento dell'armamento per l'inserimento nel decreto-legge in conversione della modifica dell'art.89 del decreto-legge 104/2020 richiesta della Commissione Europea, in occasione dell'audizione informale di ieri presso le Commissioni riunite Trasporti, poste e telecomunicazioni ed Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati in relazione all'esame del disegno di legge C. 3278 di conversione del decreto-legge n. 121/2021 contenente, tra le altre, misure urgenti per il settore marittimo, il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, ha specificato che l'armamento ha apprezzato «che il governo abbia finalmente sbloccato l'iter di attuazione di una norma adottata oltre un anno fa per ristorare le imprese del trasporto marittimo passeggeri delle perdite sostenute per la mancata fatturazione registrata nel periodo più buio della pandemia. Attendiamo adesso con urgenza - ha precisato Sisto - il decreto ministeriale di attuazione«.

«Purtroppo - ha proseguito il direttore generale della confederazione armatoriale - rincresce constatare che analoga modifica all'art.88 del medesimo decreto-legge 104/2020, anch'essa richiesta dalla Commissione Europea, non sia stata inserita dal governo nel provvedimento oggetto di conversione. L'art. 88 - ha ricordato Sisto - prevede un importante e urgente ristoro per il comparto del primo registro navale. Una misura, questa, a suo tempo voluta dal governo e rifinanziata per ben due volte, da ultimo con il decreto-legge n.73/2021 cosiddetto “Sostegni bis”, per sostenere le imprese armatoriali che assicurano i fondamentali servizi di cabotaggio marittimo, di rifornimento dei prodotti necessari alla propulsione ed ai consumi di bordo delle navi, nonché di deposito ed assistenza alle piattaforme energetiche nazionali. Servizi che - ha sottolineato Sisto - non si sono mai fermati durante la pandemia in quanto ritenuti dal governo stesso “servizi essenziali per il Paese”».

«Le imprese - ha evidenziato il direttore generale di Confitarma - hanno programmato la loro gestione economica facendo affidamento sul ristoro loro assegnato: si tratta di una legittima aspettativa. Peraltro, in particolare per alcune di esse, la situazione di difficoltà è aggravata dalla concorrenza “sostenuta” operata da imprese estere».

Riferendosi poi alle risorse del Fondo complementare al PNRR destinate alla transizione green del settore marittimo, Sisto ha rilevato che «per lo shipping gli obiettivi di riduzione delle emissioni individuati a livello internazionale e comunitario sono molto ambiziosi, nonostante lo stesso sia unanimemente riconosciuto quale settore “hard to abate”. Coerentemente con questi obiettivi, al fine di sostenere il processo di transizione ecologica della flotta italiana - ha ricordato il direttore generale di Confitarma - il governo ha destinato attraverso il Fondo complementare al PNRR risorse importanti per il rinnovo e l'ammodernamento delle navi. Riteniamo di fondamentale importanza - ha puntualizzato Sisto - che l'emanando decreto ministeriale di attuazione che definirà i criteri di erogazione di tale contributo green preveda, coerentemente con il testo della norma (decreto-legge 59/2021), l'accesso alle risorse a tutte le navi che operano anche fuori dall'Italia, riservando comunque una premialità specifica per i traffici mediterranei, così da sostenere l'intera flotta italiana nell'importante processo di transizione ecologica avviato a livello internazionale».

«L'obiettivo comune del Paese - ha concluso il direttore generale di Confitarma - è quello di attuare una concreta transizione ecologica della catena del trasporto, elemento fondamentale e strutturale della nostra società, senza svantaggiare le nostre imprese impegnate nella sfida quotidiana dei mercati internazionali e, al contempo, a perseguire gli ambiziosi traguardi, in termini di emissioni, previsti dall'Europa. Come ha ricordato il presidente Draghi “lo Stato deve fare la sua parte nell'aiutare cittadini e imprese a sostenere i costi di questa trasformazione (green)”».


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