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17 gennaio 2022 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:27 GMT+1



15 dicembre 2021

Filt Cgil e Uiltrasporti, le Autorità di Sistema Portuale sono enti pubblici non economici e tali debbono restare

Il governo - sottolineano - deve intervenire difendendo il modello della portualità italiana

Filt Cgil e Uiltrasporti hanno sottolineato l'indispensabilità di salvaguardare la forma giuridica di enti pubblici non economici delle Autorità di Sistema Portuale. «Le recentissime affermazioni di vari presidenti di Autorità di Sistema Portuale circa la forma giuridica che dovrebbero assumere le stesse authority - ha spiegato il segretario nazionale della Filt Cgil, Natale Colombo - francamente, ci lasciano attoniti» Riferendosi poi alla richiesta recentemente rivolta dalla Commissione Europea all'Italia di riscuotere tasse non versate dai porti italiani in quanto - secondo Bruxelles - le Autorità di Sistema Portuale nella loro attività di riscossione dei canoni concessori si configurerebbero come imprese economiche soggette a imposizione fiscale, richiesta da respingere invece secondo le stesse AdSP in quanto appunto enti pubblici non economici, Colombo si è chiesto «perché allora gli stessi presidenti si sono appellati alla Corte Europea per contrastare quanto ci verrebbe imputato dall'Unione Europea» ( del 4 dicembre 2020 e 12 e 13 gennaio 2021).

Dello stesso avviso Uiltrasporti, che ha avvertito: «alzeremo barricate per proteggere la natura pubblicistica degli enti portuali». «Il governo - ha sottolineato il segretario generale del sindacato, Claudio Tarlazzi - deve intervenire difendendo il modello della portualità italiana che ha confermato tutta la sua resilienza anche durante il periodo della pandemia grazie alla validità della legge 84/94. La legge va manutenuta e aggiornata alla luce degli scenari e delle opportunità che abbiamo davanti, ma non deve essere scardinata».

«Non c'è dubbio - ha concordato il segretario nazionale della Filt Cgil - che ci sarebbe bisogno di un cambio di passo per l'intera portualità italiana e conseguentemente per le sue governance da proiettare sempre più verso una visione di sistema piuttosto che racchiuderle in una miopia di prospettiva gestionale. Va sicuramente intrapreso un percorso responsabile di potenziamento e rivisitazione della stessa legge 84/94 ma - ha convenuto Colombo - senza perdere il proprio importante profilo di enti pubblici non economici, impegnati a salvaguardare la regolazione del mercato portuale ed il bene pubblico. Sarebbe piuttosto il caso - ha precisato il rappresentante della Filt Cgil - di intervenire sugli aspetti legati alla rispettiva contabilità e quindi prevedere un modello che possa avere una doppia contabilità con il contestuale alleggerimento di tutti gli aspetti amministrativi e burocratici che ancora limitano e soffocano tutti quegli interventi ed investimenti a favore di sviluppo e redditività».

Per Tarlazzi, «i presidenti delle autorità portuali che vorrebbero guidare società per azioni con modello corporate, vanno fermati perché - ha spiegato - questa logica non risponde assolutamente all'interesse dell'intero Paese. Le Autorità di Sistema Portuale di regolarizzazione del mercato e di promozione dello sviluppo delle attività con equilibrio e secondo i principi della concorrenza regolata - ha proseguito il segretario generale della Uiltrasporti - non devono essere sacrificate in nome del profitto, elemento a cui sarebbero inevitabilmente legate se venisse meno la natura pubblicistica dell'ente. Un'Autorità di Sistema di natura privatistica - ha rilevato Tarlazzi - rischierebbe di subordinare il nostro Paese alle grandi alleanze mondiali dello shipping che a quel punto arriverebbero a comprare pezzi dei porti italiani e della logistica e controllerebbero i mari e anche la filiera terrestre, ancor più di quanto sta già accadendo. Non dobbiamo dimenticare che la spinta inflazionistica che incide sulla nostra economia non è estranea alla strategia dello shipping per mezzo del rincaro dei noli marittimi che incide sul costo del prodotto trasportato. La Uiltrasporti su questo alzerà le barricate nell'interesse del sistema portuale italiano e per difendere l'occupazione e la qualità del lavoro che da tutto questo potrebbe subire una ricaduta negativa».

Per Colombo è necessario bloccare le fughe in avanti: «precorriamo i tempi - ha esortato il segretario generale della Filt Cgil - ed avanziamo, tutti assieme, una concreta ipotesi di lavoro capace di mettere in sicurezza il nostro modello che salvaguardia l'interesse pubblico».

Colombo si è soffermato anche sulla prossima nomina del presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, l'ente che amministra i porti di Augusta e di Catania e che attualmente è guidato dal commissario straordinario Alberto Chiovelli affiancato dal segretario generale, il capitano di vascello Attilio Montalto. Riferendosi alla nomina di un nuovo presidente dell'ente siciliano, Colombo ha lamentato che «a prescindere dalle sue capacità, andrebbe ad interrompere l'eccellente lavoro svolto sino ad oggi» e ha denunciato che «il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili continua a perpetuare atti ingiustificabili che destrutturano il buon lavoro». «Sarebbe - ha proseguito Colombo - un déjà-vu che non riconosce e non valorizza i risultati ottenuti ma insinua fortemente il prevalere della logica dell'equilibrio politico su quella del buon governo, dei risultati e della pace sociale. Ancora un bruttissimo segnale per la portualità del nostro Paese e per l'intera comunità di Catania ed Augusta bisognose di riscatto e di una gestione pragmatica capace di favorire la tutela del tessuto sociale ed economico del territorio”.

«All'Adsp del Mar di Sicilia Orientale - ha specificato il segretario generale della Filt Cgil - andrebbero garantiti investimenti e continuità operativa e gestionale, i cui recenti risultati sono assolutamente apprezzabili a garanzia di una visione sistemica delle necessità e potenzialità della stessa comunità portuale all'interno delle nuove opportunità che abbiamo davanti a partire dalle risorse del PNRR. Auspichiamo - ha concluso Colombo - una valutazione suppletiva da parte del Mims neutra e quindi distante da qualsiasi condizionamento politico e che punti all'esclusivo interesse del territorio, attraverso scelte oculate ed in continuità con gli obiettivi raggiunti».

PSA Genova Pra

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