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29 de noviembre de 2021 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 15:51 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVIII - Numero 6/2010 - GIUGNO 2010

Studi e ricerche

Prezzi e carenza dei box da record

Almeno, questa è la conclusione raggiunta dai ricercatori nell'ultimo numero del notiziario settimanale Alphaliner.

Gli autori hanno scritto al riguardo: “La carenza di contenitori ha raggiunto livelli critici, tanto che le linee di navigazione biasimano tale situazione in un momento di domanda eccezionalmente alta a partire dall'inizio del nuovo anno cinese a febbraio.

Poiché sia i vettori, sia le società di noleggio fanno a gara per piazzare nuove ordinazioni al fine di far fronte alla nuova domanda, i prezzi relativi ai contenitori nuovi sono aumentati sino ai loro livelli più elevati da quasi 20 anni a questa parte”.

Il rapporto quota prezzi di 2.750 dollari USA per una unità da 20 piedi, rispetto agli appena 2.000 dollari USA per un 20 piedi alla fine del 2009, quando il settore mondiale della produzione di box era ancora fermo a causa della debolezza della domanda dei 18 mesi precedenti.

Chiaramente, occorre tempo affinché la produzione si riprenda, ed Alphaliner afferma che i due principali produttori mondiali, la CIMC e la Singamas, dovrebbero produrre solo 1,35 milioni di TEU quest'anno, malgrado possano disporre di una capacità produttiva di 3,5 milioni di TEU.

Anche se si verifica un numero sempre maggiore di lamentele da parte di caricatori e consegnatari quanto alla mancanza di equipaggiamenti, restano però le preoccupazioni circa la sostenibilità dell'attuale ripresa ed in ordine a se la seconda metà del 2010 si dimostrerà solida così come la prima metà dell'anno.

I vettori potrebbero anche rilasciare immediatamente un quantitativo significativo di equipaggiamento, nel caso volessero adeguare i loro programmi di lavorazione lenta o super-lenta che, su un traffico come quello fra l'Estremo Oriente e l'Europa, potrebbero richiedere una percentuale di contenitori pari al 20-25% in più.

Attualmente, tale iniziativa non è vista come desiderabile da parte dei vettori marittimi, principalmente a causa della necessità di dover ancora assorbire nelle proprie reti navi molto grandi di loro proprietà che sono in procinto di essere consegnate, nonché di tenere sotto stretto controllo i costi operativi (per lo più quelli inerenti al carburante).
(da: ci-online.co.uk, 23.06.2010)





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