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CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERSANNO XXXVII - Numero 15 MAGGIO 2019

LEGISLAZIONE

I CARICATORI STIGMATIZZANO L'APPROCCIO DEI VETTORI ALL'IMO 2020

I Supplementi di Emergenza per il Bunker (EBS) introdotti dalle linee di navigazione containerizzate l'anno scorso stanno gettando una lunga ombra sui negoziati fra caricatori e vettori in ordine a come pagare i costi più alti dei carburanti a basso contenuto di zolfo in vista dei regolamenti IMO 2020 che entreranno in vigore l'anno prossimo.

Le linee di navigazione containerizzate sono state accusate di speculazione e segnalazione dei prezzi da alcuni spedizionieri e caricatori la scorsa estate quando hanno introdotto una serie di Supplementi di Emergenza per il Bunker nel secondo trimestre in seguito ad un aumento del prezzo del petrolio e dopo che la maggior parte di loro aveva fatto registrare ingenti perdite nel primo trimestre del 2018.

Nonostante le linee di navigazione si siano trovate di fronte ad un incremento di 10-15 miliardi di dollari USA dei costi del carburante l'anno prossimo a causa della attuazione a livello mondiale delle nuove regole dell'IMO sul carburante a basso contenuto di zolfo a partire dal 2020, i caricatori sono diffidenti circa le proposte delle linee di navigazione di trasferire i costi ai clienti facendo seguito alla loro esperienza con gli EBS lo scorso anno, secondo Rogier Spoel, responsabile della politica nel trasporto merci aereo presso lo ESC (European Shippers' Council).

"Quando i supplementi di emergenza per il bunker erano stati messi in atto l'anno scorso quasi tutti i vettori li avevano implementati nello stesso momento e non c'erano in realtà i presupposti per farlo" ha dichiarato a Lloyd's Loading List.

"Certo, c'era un aumento dei prezzi del petrolio, ma non era come se ci fosse una crisi petrolifera in Medio Oriente.

C'era stato un piccolo picco che poi aveva ripiegato ma gli EBS erano rimasti.

Questo ha consentito ai caricatori di comprendere che davvero dovremo prestare più attenzione in futuro.

Così, in effetti, i caricatori sono diffidenti e quella sensazione negativa fluisce attraverso il basso contenuto di zolfo.

Essi non vogliono farsi raggirare dalle linee di navigazione in relazione alle nuove regole IMO dopo la loro esperienza con gli EBS".

Le iniziative delle linee di navigazione per recuperare il costo del nuovo carburante prima che sia in uso sono già stati aspramente criticate dalla British International Freight Association che ha descritto i supplementi per lo zolfo come "ingiustificati ed una palese speculazione" l'anno scorso.

Spoel afferma che anche se i caricatori hanno pienamente supportato le finalità di riduzione delle emissioni di zolfo della IMO 2020 ed erano pronti a pagare per la loro messa in pratica, le iniziative delle linee di navigazione di introdurre oneri per lo zolfo quando non era ancora chiaro quanto il nuovo carburante sarebbe costato non sono state accolte bene.

"Tutti noi vogliamo un trasporto più pulito, cosa che alla fine presenta un conto" ha dichiarato.

"Penso che il costo effettivo non sia in realtà una questione.

Si tratta più di come i supplementi vengono imposti sul mercato dai vettori.

Ci piacerebbe un impegno maggiormente coordinato: occorre che ci parliamo per vedere quale sia il modo migliore per far sì che ci sia alle spalle il supporto totale della comunità dello shipping.

Naturalmente, comprendiamo che i vettori pagheranno il conto prima che esso ricada sui caricatori, di modo che capiamo che i vettori hanno il rischio maggiore.

Ma è un'opzione automatica di ripiego per i vettori rivalersi sui caricatori e dire: ecco qua, questo è quanto".

Spoel ha inoltre chiesto un approccio più coordinato per la sostenibilità del trasporto marittimo containerizzato.

"I caricatori sarebbero felici di fare un viaggio come clienti con le linee di navigazione per capire meglio quello che stanno facendo ed i problemi cui si trovano di fronte e quali tipologie di progetto stanno portando avanti in ordine alla sostenibilità: se stanno costruendo navi o le stanno dotando di filtri depuratori, o stanno lavorando a programmi relativi ai biocarburanti, ad esempio" ha dichiarato.

"I caricatori vorrebbero passare sopra a quanto costeranno loro le iniziative ambientali e comprendere come possano aiutare e supportare le linee di navigazione.

Non vogliamo sentirci dire 'vi stiamo facendo pagare questo supplemento perché stiamo rinnovando la flotta, stiamo dotando le navi di filtri depuratori'.

Vogliamo avere una visione completa di quale specie di riduzioni della CO2 stanno proponendo.

Per tutto ciò occorre una migliore comunicazione".

Spoel afferma che adesso l'ESC sta lavorando con gli analisti della Drewry al fine di formulare un sistema per la corretta attuazione della IMO 2020.

"È sempre facile dire dal punto di vista dei caricatori che piacerebbe più trasparenza" ha detto.

"Ma è più facile a dirsi che a farsi perché si dipende dai vettori e ci sono diverse alleanze con diversi vettori che hanno sistemi diversi.

E tutti quanti la recepiscono in modo diverso.

Stiamo lavorando con la Drewry per realizzare un quadro operativo per la raccolta di dati sui costi del carburante in modo da sapere quanto dovremmo pagare in ciascun traffico.

Ci sentiamo sempre a disagio quando le linee di navigazione comunicano il reale supplemento per contenitore.

Si ha la sensazione che essi stiano informando altri soggetti del mercato e che quindi, come accade per gli EBS, siano tutti allo stesso livello.

Con la Drewry intendiamo disporre di un quadro più chiaro".
(da: lloydsloadinglist.com, 1° maggio 2019)



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