
Ieri sono state pubblicate due sentenze del Consiglio di Stato
sul trasferimento dei depositi chimici delle società Superba
e Attilio Carmagnani all'interno dall'area di Multedo a quella di
Sampierdarena, presso Ponte Somalia, nel porto di Genova. Si tratta
di pronunciamenti sul ricorso che è stato presentato
dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale
per la Liguria che aveva deliberato il fermo del progetto definito
tramite lo strumento semplificato dell'adeguamento tecnico
funzionale del piano regolatore portuale che prevede la formula del
silenzio assenso. Il Consiglio di Stato ha confermato quanto deciso
dal TAR, specificando che il progetto rappresenta una modifica
sostanziale al PRP e che l'esigenza posta a fondamento della
rilocalizzazione ha natura prettamente urbanistica, confermando
inoltre la correttezza di quanto già rilevato dal TAR che
aveva ritenuto che l'incremento del carico ambientale determinato
dall'inserimento di un deposito di sostanze pericolose e
infiammabili in aree portuali destinate alla movimentazione di merci
di vario genere eccedesse il perimetro applicativo dell'adeguamento
tecnico funzionale.
In una nota l'AdSP del Mar Ligure Occidentale ha spiegato di
aver preso atto della sentenza del Consiglio di Stato che - ricorda
l'ente - «interviene su un provvedimento adottato nel 2021
nell'ambito di un percorso avviato su richiesta dell'amministrazione
comunale, con l'obiettivo di individuare una soluzione a una
problematica presente da tempo sul territorio». «Nel
rispetto della pronuncia - precisa la nota - l'Autorità
conferma la propria disponibilità a contribuire, per quanto
di competenza, a una riconsiderazione complessiva della questione,
che mantiene carattere di attualità e rilevanza per la città
e per il sistema portuale. Il provvedimento oggi cassato si
collocava infatti in un normale quadro di collaborazione
istituzionale con il Comune di Genova, che continua a caratterizzare
i rapporti tra gli enti. In tale prospettiva, l'apertura di un
confronto tecnico condiviso potrà avvenire già a breve
e, come di consueto nei rapporti istituzionali, nell'ambito di una
specifica iniziativa da parte dell'amministrazione comunale, alla
quale l'AdSP è disponibile a rispondere positivamente».