
Se dopo il fallimento dei negoziati di questo fine settimana tra
USA e Iran per una tregua l'epicentro della crisi bellica è
diventato l'area dello Stretto di Hormuz, dove non si verificano
attacchi alle navi dallo scorso 7 aprile, torna alla ribalta anche
la regione dello Stretto di Bab el-Mandeb, dove tra la fine del 2023
e la fine del 2024 il gruppo armato yemenita degli Houthi aveva
attuato decine di attacchi alle navi in transito. La britannica
United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha reso noto,
infatti, che ieri una nave situata a 54 miglia nautiche a sud-ovest
di Hodeyda è stata avvicinata da una piccola imbarcazione con
a bordo circa 10-12 persone, di cui 4-5 che imbracciavano armi
automatiche. L'equipaggio dell'imbarcazione ha chiesto al comandante
di fermare la nave e, al suo rifiuto, ha tentato di affiancare la
nave per abbordarla. Il comandante ha quindi lanciato un razzo di
segnalazione e l'imbarcazione si è allontanata dirigendosi
verso sud-est.
Se questo incidente può essere interpretato come
un'azione degli Houthi, che sono sostenuti dall'Iran, in risposta al
fallimento dei negoziati svoltisi in Pakistan, la situazione nella
regione dello Stretto di Hormuz sembra destinata a vivere ancora ore
di incertezza in vista dell'ultimatum di oggi proclamato dal
presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato il blocco di
tutti i porti iraniani. L'U.S. Central Command (Centcom) ha
comunicato che, a partire dalle 16.00 di oggi ora italiana, inizierà
ad attuare il blocco di tutto il traffico in entrata e in uscita dai
porti iraniani.
Il comando statunitense ha specificato che il blocco sarà
applicato alle navi di tutte le nazioni che entreranno o usciranno
dai porti e dalle zone costiere iraniane, compresi tutti i porti
iraniani sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non sarà
ostacolata la navigazione delle navi che transiteranno nello Stretto
di Hormuz da e verso porti non iraniani.