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20 March 2019 The on-line newspaper devoted to the world of transports 18:10 GMT+1



CENTRO ITALIANO STUDI CONTAINERS YEAR XVI - Number 3/98 - MARCH 1998

Legislation

La riforma del settore marittimo statunitense

Esiste la netta sensazione negli Stati Uniti che la S414, cioè la normativa con la quale si auspica di riformare la Legge sul Settore Marittimo del 1984, stia finalmente per essere esaminata dal Congresso. Peraltro, il medesimo convincimento si era manifestato in ordine ad una sua approvazione entro il 1997.

Ciò che quest'anno può fare la differenza sta nel fatto che nel 1998 sono previste le elezioni del Congresso. La mancata approvazione della suddetta normativa entro i primi nove mesi dell'anno vorrebbe dire dover ricominciare tutto da capo. Se ciò dovesse accadere, si potrebbe prospettare la Legge di Riforma del Settore Marittimo del 2000! Ciò che potrebbe fare la differenza, questa volta, consiste anche - secondo fonti di Washington - nella volontà dei politici di venire a capo della questione. Il presidente statunitense Bill Clinton ha caldeggiato la riforma e si dice che anche i Repubblicani siano pronti a promuoverla nel caso che i Democratici approvino le proposte relative al finanziamento della cantieristica navale della Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica. Inoltre, si confida che possano essere raggiunti accordi e compromessi con alcuni dei residui oppositori della legge, in particolare le organizzazioni sindacali.

In parte, le ragioni per cui la S414 non è passata alla fine del 1997 sono rappresentate dal fatto che l'ultima versione emendata non è stata approntata fino alla fine di ottobre dello scorso anno, troppo tardi perché il progetto di legge potesse essere trasmessa dalla Commissione senatoriale all'aula. Si pensava che questa versione - una versione annacquata rispetto all'originale - potesse passare senza problemi. La modifica più importante rispetto alla proposta originaria consisteva nella introduzione di un sistema contrattuale strutturato su tre ordini, con limitazioni rispetto alla riservatezza, rispetto alla piena riservatezza tratteggiata nella prima bozza.

Tuttavia, all'inizio del 1998, prima del rinvio al Senato alla fine di gennaio, sono state avviate significative iniziative finalizzate ad apportare modifiche - ancora una volta - alla riforma. Si dice che i vettori di bandiera non statunitense dei traffici transpacifici e nord-atlantici si siano dati da fare per tentare di ottenere ulteriori emendamenti. La principale modifica che queste linee di navigazione stanno cercando di introdurre riguarda la clausola di riservatezza dei contratti. In luogo del rivisto sistema strutturato su tre ordini, i vettori vorrebbero ottenere il consenso allo scopo di far tornare questa parte del disegno di legge al suo carattere originario di completa riservatezza. Resta da vedere se ciò accadrà.

Christopher Koch, consulente del vettore di bandiera statunitense Sea-Land Service, è sempre stato a favore della piena riservatezza e ha commentato: "Noi vogliamo una completa deregolamentazione e stiamo spingendo per arrivarci. Fino ad ora, peraltro, la nostra è stata una voce solitaria tra i vettori. Tuttavia, la principale opposizione nei confronti della riservatezza è stata - e continua ad essere - quella delle organizzazioni sindacali".

Le organizzazioni sindacali, quali la ILA (Associazione Internazionale Marittimi ) e la ILWU (Unione Internazionale Marittimi e Magazzinieri), hanno sollevato parecchie obiezioni nei confronti della Legge di Riforma del Settore Marittimo. John Bowers, capo della ILA, ha dichiarato alla rivista Containerisation International nello scorso mese di novembre di preferire maggiore chiarezza in ordine ai particolari dei contratti riservati.

COMPENDIO DELLA S414 (alla fine del 1997)

Il sistema contrattuale strutturato su tre ordini:

  1. contratti singoli (tra un singolo vettore ed uno o più caricatori): sono registrati riservatamente presso la Commissione Marittima Federale ma non pubblicati;
  2. contratti relativi ad accordi di conferenza (tra vettori marittimi e caricatori): sono registrati riservatamente presso la Commissione Marittima Federale ma i termini essenziali del contratto sono pubblicamente accessibili quanto alle tariffe;
  3. contratti di servizio frazionato tra vettori marittimi comuni congiunti: si tratta di contratti di servizio posti in essere tra uno o più caricatori ed uno o più vettori che diventano riservati quando (I) i vettori marittimi sono membri di un accordo di conferenza registrato presso la Commissione Marittima Federale esplicitamente allo scopo di unificare i contratti di servizio frazionati ovvero (II) quando le linee di navigazione non adoperano navi nell'ambito di direttrici di traffico considerate nel contratto
  • impedisce ai vettori appartenenti a conferenze di interferire con contratti singoli o di richiedere ai membri di svelare le trattative o le clausole di un contratto;
  • conferisce ai vettori che non adoperano navi la facoltà di stipulare contratti con i caricatori;
  • obbliga i vettori marittimi a pubblicare le tariffe, ma non a registrarle;
  • modifica la Legge sui Divieti fornendo ai soli porti ivi menzionati la protezione contro la discriminazione contenuta in un contratto di servizio;
  • mantiene in vita la Commissione Marittima Federale;
  • assicura ai sindacati dei marittimi il diritto di richiedere ai vettori una dichiarazione circa la propria titolarità o meno in ordine a determinate attività portuali statunitensi ai sensi di un contratto di servizio.

Tuttavia, vi è il sentimento diffuso che le obiezioni dei sindacati si riferiscano in realtà alla definizione di deregolamentazione. Pertanto, continuano le trattative finalizzate a convincere le organizzazioni sindacali circa la necessità di portare a compimento la riforma. La situazione è complicata dal fatto che la ILA e la ILWU debbono essere convinte a rinunciare alle proprie obiezioni su questioni diverse. La ILA ad Est ovviamente vorrebbe dare maggiore evidenza agli accordi di noleggio spazi tra vettori, mentre ad Ovest la ILWU vorrebbe dare maggiore evidenza alle movimentazioni interne al fine di stabilire chi controlla i carichi e se essi vengono movimentati da personale non iscritto alla ILWU in violazione degli accordi sul lavoro. Il Senato aveva in programma la ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia alla fine di gennaio. In tal modo, sembra improbabile che qualcosa possa muoversi fino al mese di marzo.

Tuttavia, Ed Emmet, presidente della Lega Nazionale Trasporti Industriali, si è dichiarato ottimista circa l'effettivo completamento della riforma del settore marittimo, una volta portato in aula il disegno di legge: "Finalmente dovremmo esserci, ed è probabile che ciò avvenga all'inizio del 1998 piuttosto che alla fine, in particolar modo perché l'amministrazione sta dando segnali di grande attivismo".

Di modo che, dopo tutto, la riforma si farà nel 1998? Potrebbe essere, anche se tutti pensavano che accadesse prima.

(da: Containerisation International, febbraio 1998)


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