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19 September 2018 The on-line newspaper devoted to the world of transports 20:58 GMT+2

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CONFITARMA
Confederazione Italiana Armatori


Sintesi dell'intervento di Paolo Clerici
Presidente della Confederazione Italiana Armatori
alla Conferenza Nazionale dei Trasporti
Roma, 7-8 luglio 1998



Clerici: basta protezionismo, ampliamo il cabotaggio e potenziamo la navigazione fluviale.

La Confederazione Italiana Armatori, che riunisce gli armatori privati italiani, rappresenta circa il 90% della flotta nazionale: un settore ai più sconosciuto e portato all'attenzione dei mass media solamente in occasione di avvenimenti negativi, quali scioperi dei traghetti o sinistri marittimi.

La flotta italiana è giovane e tecnologicamente avanzata: metà della nostra flotta è di età inferiore a 10 anni ed ¼ inferiore a 5 anni. La media mondiale è di 19 anni di età.

Questo rinnovamento della flotta ha comportato per l'armamento privato un impegno finanziario complessivo per il decennio 1990-2000 superiore a 14.000 miliardi, con evidenti effetti positivi sulla competitività tecnologica e la sicurezza.

Il volume complessivo delle transazioni internazionali relative al trasporto marittimo di merci e passeggeri è di circa 48.000 miliardi, a fronte di 27.000 miliardi per l'insieme degli altri sistemi di trasporto.

Mobilità

La mobilità è un diritto dei cittadini ed un dovere dello Stato che deve attivarsi per garantire la qualità della vita.

Tutti i sistemi sono compatibili, devono solo essere integrati il più possibile (sistema logistico): niente guerre di religione tra i vari sistemi di trasporto.

Monopolio

Causa dell'inadeguatezza del nostro sistema e dell'arretratezza rispetto agli altri paesi europei. Prima liberalizziamo - con regole uguali per tutti - e poi sciogliamo i monopoli.

La liberalizzazione comporta un passaggio da una situazione molto remunerativa e senza rischi per pochi, ad una situazione meno remunerativa e più rischiosa per molti. Il tutto nell'interesse dell'utente.

Vivibilità

1,48 milioni di tonnellate, pari al 61% dell'inquinamento marino da petrolio, provengono da attività terrestri e solo il 12% è imputabile alla navigazione commerciale.

L'industria armatoriale investe più di qualsiasi altra industria nella sicurezza e nella prevenzione dall'inquinamento: circa il 20% del costo di una moderna petroliera è rappresentato da apparecchiature di prevenzione e antinquinamento. Un'ulteriore percentuale che varia dal 7,5% al 10% del costo di una nuova nave è investita nello sviluppo di progetti che vadano oltre le misure standard previste dalle norme internazionali.

A titolo di paragone, si consideri che mediamente l'industria manifatturiera destina alla pianificazione della sicurezza il 5% degli investimenti e il 2,5% alla protezione ambientale.

Navigazione internazionale

L'istituzione del Registro internazionale di navigazione rappresenta un punto di svolta per valorizzare la marineria come strumento strategico di sviluppo industriale ed economico del Paese.

Cabotaggio: liberalizzazione dei traffici con le isole

Il cabotaggio italiano interessa il trasporto di circa 62 milioni di tonnellate di merci e di circa 40 milioni di passeggeri.

La liberalizzazione del cabotaggio con le isole sarà operativa dal 1° gennaio 1999, anche se si tratta di una liberalizzazione parziale dato che la Grecia usufruisce di una deroga fino al 2003.

Di fronte alla prospettiva di una perdita di quote sul mercato interno si dovrà reagire anche ampliando il mercato di riferimento favorendo il trasferimento di merci e passeggeri dagli altri sistemi di trasporto alle navi, accentuando la proiezione internazionale della nostra navigazione di corto raggio.

Cabotaggio: rapporti pubblico-privato

Laddove il mercato, attraverso la libera concorrenza, è in grado di soddisfare, sia in termini di qualità che di prezzo, la domanda di trasporto, non vi è bisogno di uno Stato gestore.

Lo Stato dovrebbe solamente preoccuparsi di stabilire le regole, precise e vincolanti, e prevedere pesanti penalità per chi non dovesse rispettarle. La gestione di tali servizi deve essere aperta a tutti i soggetti affidabili, tra cui in primis gli armatori privati. E questo soprattutto nell'interesse degli utenti.

Porti e traffici

Un trasporto marittimo competitivo ed efficiente risulta però inutile se non si inserisce in una rete logistica competitiva ed efficiente, efficacemente collegata con i mercati.

In questo contesto sarebbe auspicabile che la programmazione degli investimenti per la realizzazione delle opere venisse effettuata all'interno di un programma organico di sviluppo delle strutture portuali, evitando il finanziamento a pioggia che disperde risorse finanziarie, con danno dell'intero sistema marittimo internazionale.

Non meno importante è la gestione dei porti per i quali deve essere consolidato il processo di riforma garantendo completa attuazione ai principi della concorrenza e della libertà di impresa.

Riforma del lavoro portuale

Deve essere a tal fine definitivamente superato ogni aspetto monopolistico che possa ostacolare l'affermarsi sulle banchine di libere condizioni di mercato, in modo da rafforzare negli scali marittimi italiani, la presenza di una pluralità di operatori che compete liberamente nell'ambito di una rete di infrastrutture e di collegamenti ferroviari e stradali che rendano i nostri porti pari in efficienza a quelli nordici, ed il multimodalismo nel trasporto concretamente conveniente sotto il profilo economico ed efficiente sotto il profilo logistico.

Il costo delle infrastrutture

Per gli altri sistemi di trasporto i costi infrastrutturali sono in buona misura sostenuti dalla collettività mediante l'intervento dello Stato oppure mediante sistemi tariffari che scaricano gran parte di tali costi sul trasporto privato.

Questa situazione crea distorsioni a danno dei sistemi di trasporto, come la navigazione, che presentano un impatto meno traumatico sul territorio e sull'ambiente e costi complessivi più favorevoli, sia in termini di costo unitario della spedizione, che di consumo energetico ed emissione di inquinanti.

Conclusioni

Potenziamo il nostro sistema di navigazione fluviale, molto più economico delle autostrade, ed ampliamo il nostro cabotaggio.

Creiamo un sistema di trasporti e di infrastrutture efficienti per il nostro Paese che possa unire le due sponde del Mediterraneo. Collaboriamo con gli altri sistemi di trasporto non solo per rendere efficiente il nostro sistema nazionale dei trasporti ma per riuscire ad esportare all'estero cominciando dai paesi del Mediterraneo.

Basta protezionismo!

Smettiamola di fare catenaccio, andiamo all'attacco, altrimenti rischiamo comunque di "perdere ai rigori".



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