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20 September 2018 The on-line newspaper devoted to the world of transports 07:17 GMT+2



ASSOCIAZIONE SPEDIZIONIERI
CORRIERI E TRASPORTATORI DI GENOVA






RELAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO




ASSEMBLEA GENERALE
15 MAGGIO 2002

CONSIGLIO DIRETTIVO

Cariche Sociali biennio 2001/2002




PRESIDENZA

CUTILLO Enrico Presidente
DE CAMILLIGiuseppe  Vice Presidente
LAZZERI Piero Vice Presidente
PITTO Dott. Alessandro  Vice Presidente



TESORIERE

REBOLINORag. Giuseppe



CONSIGLIERI

BACIGALUPI Cap. Luciano
BRUNI Alessandro  
CALABRIA Francesco   
CARMINATI Dott. Alessandra   
CICOGNANI Enrico  
COMPAGNINORag. Franco   
CUTTICA Rag. Gianni   
DAFARRA Dott. Riccardo   
GAUGLIO Luciano  
GIACHERO G.Battista   
RAIOLA Giuseppe  
ZERBINO Michela  



REVISORI DEI CONTI

CIVANI Carlo
MAGGIONI Giovanni  
ODDONE Giovanni  



********


COLLEGIO DEI PROBI VIRI: Dott. Giulio BATISTELLI - Tito CARMINATI - Dott. Ugo SERRA

SEGRETARIO GENERALE: Dott. Roberto PIGNATELLI



COMPOSIZIONE DELLE COMMISSIONI - GRUPPI - SEZIONI - BIENNIO 2001/2002



Commissione Doganale e Portuale CALABRIA Francesco Presidente
 GIACHERO G.Battista Vice Presidente
 BARGELLINIGiorgio  
 BRUNI Alessandro  
 BURLANDO Paolo  
 CICOGNANI Enrico  
 NISEGGI Gianfranco  
 REVELLO Massimiliano  
 VASSALLO Marco  
     
     
Commissione MarittimaDAFARRA Riccardo Presidente
 BASSI Claudio Vice Presidente
 AIELLO Giuseppe  
 BENVENUTOGiovanni  
 PAGANI Giovanni  
 ZERBINO Michela  
     
     
Commissione TrasportiGAUGLIO Luciano Presidente
 BENVENUTOGiovanni Vice Presidente
 CICOGNANI Enrico  
 GUIDO Franco  
 ODDONE Luca  
 PAGANI Giovanni  
 PODESTA' Adolfo  
 VASSALLO Marco  
     
     
Commissione SindacaleREBOLINO Giuseppe Presidente
 LAZZERI Piero Vice Presidente
 CARMINATI Tito  
 COMPAGNINOFranco  
 DE CAMILLI Giuseppe  
 CUTTICA Andrea  
 ODDONE Luca  
 PITTO Alessandro  
     
     
Commissione FiscaleDE CAMILLI Giuseppe Presidente
 MAGGIONI Giovanni Vice Presidente
 BALLERINI Rosa  
 COSTANTINOGiuseppina  
 SFORZINI Silvano  
     
     
Commissione Cons/Deconsolidatori BACIGALUPILuciano Presidente
 SCOTTO Luciano Vice Presidente
 BARATELLI Damiana  
 CABELLA Paolo  
 CAPELLI Claudio  
 NERVI Nicolò  
 RONCHETTOMarco  
     
     
Commissione FormazioneLAZZERI Piero Presidente
 RAIOLA Giuseppe Vice Presidente
 BACIGALUPILuciano  
 CARMINATI Alessandra  
 CUTILLO Michela  
 PITTO Alessandro  
     
     
Commissione InformaticaCUTTICA Andrea Presidente
 PITTO Alessandro Vice Presidente
 BARATELLI Damiana  
 CUTILLO Riccardo  
 DAFARRA Roberto  
     
     
Commissione Relazioni Esterne CUTILLOEnrico Presidente
 CUTTICAGianni Vice Presidente
 LAZZERI Piero  
     
     
Sezione NaviDe CAMILLI GiuseppePresidente
     
     
Sezione CorrieriCOMPAGNINO FrancoPresidente
 PORELLO Giorgio Vice Presidente
     
     
Gruppo Spedizionieri Aerei RAIOLA Giuseppe Presidente
 CUTTICA Andrea Vice Presidente
 GIACHERO Mario  
 ROCCATAGLIATADomenico  
 VALTOLINA Aldo  
     
     
Gruppo TransitariCICOGNANI Enrico Presidente
 BRIZI Enzo Vice Presidente
 CELLA Alessandro  
 CROVETTO Valeria  
 OLIARO Luca  
 TITO Sergio  
     
     
Gruppo GiovaniPITTO Alessandro Presidente
 COSTANTINO Giuseppina Vice Presidente
 VASSALLO Marco Vice Presidente
 BARATELLI Damiana  
 BURLANDO Paola  
 BERNOCCHI Laura  
 BRAMBILLA Riccardo  
 BRUNI Alessandro  
 CARMINATI Alessandra  
 CAVALIERE Cristiano  
 CHIARUGI Fabrizio  
 COSSO Stefano  
 CUTILLO Michela  
 CUTILLO Riccardo  
 CUTTICA Andrea  
 DAFARRA Roberto  
 GROTTI Stefano  
 LOVATI Marco  
 ODDONE Luca  
 ROSSI Giovanni  
 RUBARTELLI Federico  
 SEGALERBA Andrea  
 ZERBINOMichela  
     
     
*******
     
     
FEDESPEDICUTTICA Gianni Consigliere
 CARMINATITito Revisore Conti
     
     
AUTORITA' PORTUALE:   
COMITATO CUTILLO Enrico Membro
COMMISSIONE CONSULTIVADE CAMILLI GiuseppeMembro
     
     
COMITATO UTENTI E OPERATORI CUTILLO Enrico Membro
DEL PORTO DI GENOVA - CUOP REBOLINOGiuseppeMembro Suppl.
     
     
COMMISSIONE MISTA DOGANALE CUTILLO Enrico Membro
DEL CUOP CALABRIA FrancescoGruppo Tecnico
     
     
CAMERA COMMERCIO DI GENOVA:    
CONSIGLIO CAMERALE CUTTICA GianniMembro
ELENCO SPEDIZIONIERI CARMINATI TitoMembro
CONSULTA SETTORE MARITTIMO CUTILLOEnricoMembro
MARITTIMO PORTUALE LOGISTICO DE CAMILLIGiuseppeMembro Suppl.




RELAZIONE MORALE

Signore e signori, gentili Ospiti, Autorità,

nella radicata tradizione di questa Associazione, l'Assemblea annuale non rappresenta unicamente un momento di incontro, ma la sede congeniale in cui - dato uno sguardo agli eventi dell'ultimo anno - poter insieme analizzare ciò che e' stato fatto, ciò che si e' intrapreso e non ancora concluso, e quanto si ha intenzione di avviare nel prossimo futuro.

Partiamo dunque con il dare uno sguardo al quadro macroeconomico nazionale, alla situazione internazionale ed ai riflessi che essa ha esercitato sull'andamento dei traffici.

La crescita dell'economia italiana è stata nel 2001 leggermente superiore a quella degli anni precedenti.

L'incremento della domanda si è riflesso in misura rilevante sulle importazioni piuttosto che sulla produzione interna. Si è ridotta quindi, in misura considerevole, la quota delle nostre esportazioni sul mercato mondiale.

La minore competitività dei prodotti italiani sul mercato internazionale e su quello interno è riflessa nel limitato sviluppo della produzione industriale. Questi dati, tradotti in termini di traffico per lo scalo portuale genovese, ci dicono che il 2001 può essere considerato moderatamente positivo.

Più nel particolare, osserviamo come il traffico contenitori nello stesso periodo abbia registrato un timido incremento rispetto al 2000, che - ricordiamolo - è stato molto soddisfacente.

Dobbiamo però riconoscere, che la contenuta percentuale di crescita, in parte già preventivata ad inizio 2001, sia il frutto di una contrazione dei traffici e di una loro involuzione che ha conosciuto due fasi distinte:

  1. la prima, circoscrivibile a livello temporale fino al mese di Giugno, si e' caratterizzata per una crescita rispetto al 2000 su percentuali superiori all' 8%; questo trend ha però scontato nella seconda fase dell'anno un brusco arresto ed una regressione dovuta principalmente a:
  2. negativa congiuntura internazionale dei traffici,
  3. crisi economico/politica diffusa sia ad occidente che ad oriente aggravata nell' ultimo quadrimestre dell'anno dai tragici eventi dell'11 Settembre e, non ultimo, dalla grave crisi argentina che ha coinvolto buona parte dei paesi del centro e sud America,
  4. la seconda, gli effetti negativi correlati al blocco totale dei traffici nel bacino di Sampierdarena nei giorni del G8.

A proposito di G8, siamo ancora in attesa di apprendere dai competenti uffici a quale punto si trovi l'iter dell'allora ipotizzato e ventilato risarcimento, che, per le nostre aziende, avevamo quantificato in circa 500 milioni.

Certamente ricorderete come a seguito del generale clima di incertezza che andò ad innescarsi a seguito della tragedia dell'11 Settembre, si assistette immediatamente ad un inaudito, e sotto certi profili immotivato, aumento dei premi assicurativi ed introduzione di war risks surcharge sui noli marittimi verso aree geografiche che poco avevano a che fare con l'accaduto.

In quella occasione fummo tra i primi a sollevare la questione, e dare ad essa risonanza politica, e, con nostra soddisfazione, notammo che ben presto alla nostra voce si unì anche quella di altri.

In sede di prospettiva generale, assumono primaria importanza gli investimenti operati nei porti europei finalizzati a controbilanciare con migliori servizi l'effetto di contrazione dei traffici.

Sottolineiamo quindi l'importanza strategica di porti dotati, non solo di ampi spazi dedicati allo sbarco ed imbarco delle merci, ma anche di aree dedicate alla lavorazione, assemblaggio, picking, oltre che magazzinaggio, e di come sia importante asservire a questi servizi infrastrutture viarie in grado di lanciare le merci in ogni parte del continente.

Questa analisi sarebbe però solo parziale se ad essa non si ricollegassero il regime fiscale ed amministrativo in cui si trovano ad operare i porti nord europei rispetto a quelli italiani.

Oltre alla semplificazione burocratica, la devolution portuale consentirebbe di mettere fine al meccanismo dei finanziamenti a pioggia, garantendo le risorse necessarie ai pochi scali che generano ricchezza anziché diluire risorse limitate su moltissimi porti, spesso con criteri legati più a ragioni e pressioni politiche che a quello delle esigenze del mercato.

In sostanza proponiamo che le risorse prodotte da questi porti siano gestite direttamente dalle Autorità Portuali in coerenza con la legge sul federalismo, e, a tale proposito, la modifica al titolo V della nostra Costituzione promulgata con la legge costituzionale 18 Ottobre 2001 n° 3 - di cui il legislatore ne dovrà perfezionare il quadro applicativo - consentirà alle Regioni, con la modifica dell'art. 117, di poter operare con incisività in settori e materie di vitale importanza, di cui ricordiamo qui: il commercio con l'Estero, porti ed aeroporti, grandi reti di trasporto e di navigazione.

La privatizzazione delle banchine ha rafforzato la competitività delle aziende, ma necessitiamo come Porto di Genova, di un miglioramento delle reti stradali e ferroviarie per poterci integrare con le maglie delle reti di trasporto dell'Unione Europea.

L'ingresso in forze dei grandi Operatori Internazionali sul nostro mercato, dimostra la potenzialità di sviluppo di un sistema flessibile ed articolato come quello italiano, ma resta la fragilità del nostro sistema dei trasporti basato sul trasporto su gomma che detiene una quota del 76% a detrimento delle altre modalità, che sconta, nel confronto con i paesi del nord Europa, la mancanza della modalità alternativa delle vie navigabili interne di cui si fa larghissimo uso soprattutto in Olanda e Belgio.

Da noi l'alternativa alle vie navigabili è il cosiddetto "Short Sea Shipping".

Malgrado sia l'argomento più dibattuto in moltissimi convegni, le cosiddette "autostrade del mare" faticano a diventare una realtà concreta.

Dal nostro punto di vista sembra chiaro che il progetto non decollerà veramente fino a quando non si realizzeranno alcune condizioni base:

  • strutturare i porti,

  • ottenere dalle Ferrovie (ma non necessariamente da Trenitalia) servizi idonei all'intermodalità,

  • dare incentivi economici che rendano il mare la via più attraente per il settore autotrasporto.
  • In pratica, solo l'autotrasportatore deciderà se utilizzare il mare piuttosto che la terra sulla base della convenienza economica.

    Soprattutto nel caso di Genova e della Liguria, il concetto di "casello portuale" di un'autostrada del mare significa che, anche se saranno ridotti i transiti verso la frontiera francese, viaggeranno più camion sulle nostre autostrade per il Piemonte, Lombardia, Emilia, per le quali vi e' però bisogno di servizi in porto con riduzione dei tempi, percorrenze affidabili, tariffe adeguate, maggior numero di carri ferroviari per l'intermodalità.



    LE INFRASTRUTTURE

    Sul piano degli investimenti l'attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata rivolta in maniera quasi esclusiva alle grandi opere, con stanziamenti nella Legge finanziaria di oltre 4 miliardi di euro al sistema ferroviario e 1,55 miliardi di euro al sistema stradale, Porti e Trafori.

    Dobbiamo sottolineare che dalle Istituzioni e dal Governo ci saremmo aspettati molto di più.

    E' certamente vero che negli ultimi venti anni le grandi opere pubbliche sono state spesso annunciate ma mai concretamente realizzate.

    Il caso clamoroso e' quello del terzo valico ferroviario, indispensabile non solo per lo sviluppo del nostro porto ma per l'intera economia nazionale.

    L'inserimento del terzo valico fra le priorità nazionali e' stato più di una volta assicurato in maniera informale, ma fino ad ora senza gli stanziamenti necessari alla sua concreta realizzazione.

    Secondo il ministro Lunardi i soldi non sono un problema.

    Può darsi che abbia ragione; ma, malgrado tutte le rassicurazioni, la dorsale ferroviaria Lione-Torino, già estesa a Venezia e Trieste, non include ancora la connessione con i porti di Genova, Savona, La Spezia, anche se l'accordo fra Regione Liguria e Governo formalizza implicitamente l'estensione del network alla nostra Regione.

    Ma non dimentichiamo che rischieremmo di dare maggior competitività a Marsiglia rispetto a Genova se il collegamento fra Torino e Lione sarà completato prima del terzo valico.

    Purtroppo le notizie recenti non sono certo incoraggianti.

    Il rilancio del Porto di Genova non deve essere visto come una rivendicazione nazionale, ma come obiettivo europeo per un efficace riavvicinamento dell'Europa alle aree geografiche a forte sviluppo economico, ed in particolare, per consentire uno sbocco a sud a vantaggio dell'Europa centrale che guadagna, attraverso questo collegamento, una migliore accessibilità per le proprie esportazioni verso i mercati oltre Suez.

    Per tali motivi, il nostro Governo, dovrebbe proporre in sede comunitaria l'esigenza di fare decollare tali progetti.



    La liberalizzazione dei servizi ferroviari.

    L'attesa del terzo valico, e più in generale della sistemazione del nodo genovese, non devono far dimenticare il problema quotidiano della qualità dei servizi ferroviari che vengono forniti dalla Divisione Cargo di Trenitalia SpA.

    Oltre alla cronica insufficienza di carri ferroviari, la politica tariffaria della Divisione Cargo sembra fatta apposta per scoraggiare in tutti i modi il trasporto ferroviario e l'intermodalità.

    La situazione in cui le nostre aziende si vengono a trovare ogni qual volta devono ricorrere al cosiddetto "traffico diffuso" pensiamo possa essere di per sé esplicativa di quanto affermato.

    La sensazione che avvertiamo è quella di essere vittime di fini strategie aziendali che tendono a privilegiare, anche sotto il profilo tariffario, alcuni operatori a discapito della domanda di trasporto proveniente dal nostro settore, contravvenendo così agli orientamenti comunitari favorevoli a facilitare una scelta modale a favore della rotaia in quanto si è obbligati ad utilizzare l'autotrasporto.

    Chiediamo con forza sia a Fedespedi che a Confetra di esercitare tutte le azioni necessarie perché il processo di apertura ai privati e alla concorrenza diventino una realtà anche nel nostro sistema.



    Cornigliano.

    Il progetto della Regione prevede che una buona parte dell'area dismessa dalle acciaierie di Cornigliano sia destinata allo sviluppo portuale, con la realizzazione di un distripark indispensabile per l'assemblaggio delle merci che, oltre a dare grandi risultati in termini di occupazione e di recupero ambientale, possa, utilizzando i regimi doganali previsti dalla normativa Europea, operare come già avviene nei porti del Nord.

    Su questo punto dobbiamo sottolineare che sono del tutto inaccettabili le prese di posizione assunte da chi su questo tema continua a riproporre l'ipotesi di centri di distribuzione oltre l'Appennino, dimenticando che la ricchezza di tutti i porti di successo, da Amburgo a Barcellona a Rotterdam, deriva da centri di lavorazione delle merci a ridosso delle banchine.

    Il passaggio all'industria pulita dei distripark, dell'assemblaggio delle merci provenienti da paesi terzi, non avviene con il permanere di logiche da interporto.

    Su questo punto che mette in discussione il futuro del bacino di Sampierdarena, non si può giocare!

    L'Associazione Industriali ha assunto una posizione condivisibile di approfondimento; ma non vi è dubbio che si tratta di un punto per noi irrinunciabile anche se i tempi di bonifica - purtroppo - saranno lunghissimi, tanto che ad oggi nessuno azzarda una data certa per il passaggio delle aree al servizio del porto.

    Il Presidente della Regione ha assunto una posizione netta che va nella direzione giusta di garanzia delle aree al servizio del porto.

    Questa è un'area che non intendiamo farci scappare. Non facciamo la FIUMARA BIS!



    L'Accordo quadro Governo - Regione.

    Secondo l'accordo quadro sottoscritto fra Governo e Regione Liguria, i cantieri per gran parte delle principali nuove infrastrutture di trasporto liguri dovrebbero essere aperti nel 2003, con investimenti per 7 miliardi di euro in dieci anni.

    Diamo ancora atto al Presidente Biasotti di essersi impegnato in maniera concreta in un settore che si rifletterà in maniera importante sulla nostra economia e che nell'accordo è inserita la data di avvio delle opere, tutte essenziali per l'attività dei tre porti liguri.

    Dato che il contributo pubblico coprirà solo una parte dei costi di dette opere infrastrutturali, proponiamo che gli imprenditori genovesi "tout court" e quelli marittimo-portuali in particolare, perché forti della possibilità di intervenire attraverso Commercial and Investiment Banks in operazioni di project finance, trovino la volontà ed il desiderio di aggregarsi in consorzio al fine di divenire Project Sponsors locali.



    Piano regolatore portuale

    Il Piano regolatore portuale è stato pensato anni fa in termini di razionalizzazione dell'assetto esistente.

    E' stata una scelta pragmatica, che avrebbe dovuto dare un'accelerazione al processo di adeguamento dello scalo alle nuove necessità dei traffici, legati in maniera crescente alla containerizzazione delle merci.

    I tempi, purtroppo, si sono dilatati. Lo stato di avanzamento degli investimenti infrastrutturali in applicazione del Piano regolatore portuale ammonta a circa 129 milioni di euro, mentre il piano operativo triennale prevede, ricordiamolo, importanti investimenti per circa 80 milioni di euro e dovrebbe garantire uno sviluppo infrastrutturale coerente con le previsioni di crescita dei traffici.

    Su questo punto dobbiamo ribadire ancora una volta che il Piano regolatore consentirà la realizzazione solo dei lavori più urgenti ed indilazionabili, con tempi di esecuzione delle opere lunghissimi.



    Il caso Maersk

    L'Autorità Portuale da sempre dichiara che l'area di Prà-Voltri costituisce l'ambito di maggior rilievo su cui concentrare gli interventi per lo sviluppo nel medio termine dei traffici di merce containerizzata, sia dal punto di vista del completamento delle strutture esistenti che per la prevista espansione a ponente.

    Ma la richiesta Maersk-Sealand di un proprio terminal dedicato a Voltri, ha determinato la protesta dei comitati di cittadini che ha per il momento bloccato il progetto di espansione del terminal di Voltri.

    Ad oggi non si hanno notizie del tavolo tecnico fra Autorità Portuale, Comune e Regione, che, nel giro di pochi mesi, avrebbe dovuto fare chiarezza sulle possibilità di sviluppo del terminal.

    La stampa internazionale ha definito questi fatti come il "tentato suicidio di una città portuale".

    Nelle strategie di mercato che ha portato le principali conferenze a ridisegnare i propri traffici ed i principali terminal operators a spartirsi con accesi confronti finanziari tutte le banchine dell'area mediterranea, la Maersk Sealand ha individuato in Genova il porto ideale per le sue strategie.

    E' stato amaro constatare che nonostante le più lusinghiere avance, foriere di sicuro business, sulla vicenda sia calato il silenzio più totale.

    Se è vero che le scelte operate dalle grandi compagnie armatoriali, singolarmente o in gruppo, sono chiaro termometro di come vada il mercato e del generale stato di salute del settore, allora la scelta operata ultimamente da un importante gruppo come Yang Ming deve legittimamente preoccupare l'aver optato su Malta quale porto di transhipment per il Mediterraneo.

    L'aver escluso in tale modo lo scalo genovese dalle linee pendulum, costituisce un dato preoccupante, non certo reso meno grave dal fatto che le navi feeder continueranno a fare scalo nel nostro porto.

    A proposito di banchine, è nostra opinione che per la concessione del terminal Multipurpose, salvaguardate eventuali prelazioni, in linea di principio dovrebbe essere bandita una gara internazionale aperta a tutti.

    Non si può pensare, che una struttura così vitale, e finora sotto-utilizzata, non debba essere posta al centro di una serie di piani di investimento e di sviluppo di nuove attività.



    Aeroporto

    L'ipotesi di privatizzazione dell'Aeroporto va avanti a fasi alterne da almeno tre/quattro anni. Di recente, nel corso dell'ultimo Comitato Portuale, è stato indicato l'Advisor deputato alla vendita della maggioranza del capitale sociale di detta società.

    Vorrei ricordare che il presupposto iniziale della privatizzazione era quello della ricerca di un acquirente che desse valore aggiunto al nostro scalo aeroportuale e salvaguardasse gli interessi economici e sociali delle comunità interessate.

    Il problema era, ed è, quello di un bacino di utenza soggetto alle politiche di Alitalia che per anni hanno condizionato, più nel male che nel bene, il nostro Aeroporto, scoraggiando ogni iniziativa alternativa da parte di vettori privati.

    Non ci sembra che oggi la questione sia quella del valore aggiunto che verrebbe apportato da un eventuale acquirente, visto che il problema dell'aeroporto non è quello di risanare i bilanci, sempre in attivo.

    Mi domando che senso abbia svendere un patrimonio cittadino senza alcuna contropartita.

    Il problema, oggi come ieri, è che l'attuale gestione non è riuscita a raggiungere alcuni dei risultati sperati quale ad esempio lo sviluppo di un importante settore dal forte potenziale quale il Cargo Aereo.

    Anche con riferimento a questo settore emerge di tutta evidenza l'importanza che esso assumerebbe con la realizzazione del Distripark a Cornigliano.

    Negli ultimi due anni il bilancio è ancora migliorato con l'aumento del fatturato della quota "non aviation" ed ultimamente sono state aperte nuove linee. Ci pare che questa sia un'ulteriore dimostrazione di come il problema risieda più nella buona gestione che nella privatizzazione.

    Auspichiamo che l'Autorità Portuale e la Camera di Commercio mantengano, nella futura privatizzazione, almeno una quota significativa della proprietà oltre una forte presenza nel Consiglio di Amministrazione.



    Cargo Community System

    Quanto mai vivo e sinergico è stato il rapporto condotto con l'Autorità Portuale, che ringraziamo per quanto sta facendo per il porto e per i suoi operatori, anche a livello di immagine del nostro scalo marittimo, pur se in qualche circostanza - vedi contatti con la Svizzera - si è dimenticata proprio della nostra categoria - che da anni ha dato vita al Swiss Desk e che solo qualche mese prima aveva avviato e realizzato con la T.V. Svizzera un importante servizio sul Porto di Genova.

    Vi è poi il problema - essenziale per tutta la comunità portuale - dello scambio telematico dei dati ed informazioni tra sistemi informatici di Spedizionieri, Agenti Marittimi, Terminalisti, Autotrasportatori.

    E' incredibile e paradossale che ancora oggi ci si debba recare personalmente presso i vari uffici per regolarizzare la documentazione atta al ritiro/consegna della merce.

    Abbiamo invitato l'Autorità Portuale a riconoscere, nell'ambito del CCS, un'ulteriore società, la Hub Telematica Scarl, come peraltro è già avvenuto con la Sistemi e Telematica Spa.

    E' nostro parere che al CCS debbano e possano aderire più entità fornitrici di servizi sotto la regia dell'Autorità Portuale alla quale nessuno dovrà negare il ruolo centrale rispetto ad un sistema comunitario telematico, tenuto anche conto che Essa Autorità Portuale, ai sensi di legge, è autorizzata a gestire i servizi telematici ed informatici di interesse della comunità portuale.

    Ed è sotto questa ottica, mettendo una pietra tombale sul passato, nell'interesse generale dei traffici e delle attività portuali, che abbiamo confermato il nostro impegno collaborativo e costruttivo per sostenere e sviluppare il CCS.

    Analogo comportamento ci auguriamo venga assunto dagli altri componenti della comunità portuale.




    RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

    Agenzia delle Dogane.

    Dobbiamo dare atto alle Amministrazioni pubbliche che negli ultimi tempi i servizi forniti da Capitaneria di Porto, Agenzia Dogane, Guardia di Finanza, Sanità Marittima, Veterinario, sono migliorati, in particolare nella disponibilità dei dirigenti e dei funzionari ad approfondire i problemi; abbiamo instaurato un proficuo rapporto di collaborazione favorito certamente dalla sensibilità e professionalità dei nostri interlocutori.

    Non si può tuttavia negare che problemi continuino ad esistere.

    Oltre all'alta percentuale del controllo fisico della merce, persiste anche un insufficiente coordinamento tra uffici che dipendono da diverse Amministrazioni (Dogana, Sanità, Veterinario, Guardia di Finanza) che comporta costi difficilmente recuperabili dalle Case di Spedizioni, e che talvolta vedono raddoppiati questi costi in quanto dopo la verifica merce della Dogana può essere richiesta un'altra verifica della Guardia di Finanza che blocca i contenitori al varco di uscita.

    Riteniamo necessario un ulteriore sforzo diretto a migliorare il coordinamento dei servizi doganali, nell'interesse non solo degli operatori economici, ma anche delle stesse Amministrazioni, la cui attività risulta eccessivamente burocratizzata.

    Auspichiamo una concertazione tra il Ministero delle Finanze ed il Ministero della Salute, al fine di assicurare una migliore gestione dei servizi ed un tempestivo assolvimento dei controlli.



    Sanità Marittima.

    Con la Sanità Marittima abbiamo individuato un progetto telematico, che speriamo poter realizzare quanto prima possibile, che saprà far sentire i propri benefici sull'operatività giornaliera.



    Provincia di Genova.

    I rapporti con la Provincia di Genova, dobbiamo ricordarlo, si sono consolidati e rafforzati soprattutto nell'ambito della formazione professionale e dell'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

    Anche quest'anno la nostra Associazione, in collaborazione con il Centro Provinciale di Formazione Altiero Spinelli, si è fatta promotrice della seconda edizione del corso per "Tecnico dei Trasporti e Logistica" a conclusone del quale tutti i ragazzi partecipanti hanno trovato collocazione nelle aziende del settore.



    Comune di Genova.

    Non dobbiamo poi dimenticarci dell'intensità con cui, nel corso del 2001, la nostra Associazione ha intrattenuto, per il tramite della Sezione Corrieri, rapporti con il Comune di Genova ed in particolare con l'Assessorato al Traffico. Tale assiduità di rapporti ha portato la nostra Associazione a condividere e compartecipare, unitamente ad altre realtà associative cittadine, alla fase sperimentale di realizzazione del progetto di distribuzione merce nel centro storico con mezzi elettrici, primo in Italia ed Europa, che prenderà avvio entro la fine del corrente anno.



    Camera di Commercio.

    Abbiamo accolto favorevolmente il recente insediamento della Consulta per il Settore Marittimo Portuale Logistico, nominata nel Maggio 2000 e mai riunitasi, nella quale vi è la presenza di due nostri rappresentanti.

    Tuttavia, non vorremmo che fosse l'ennesimo doppione di altre Commissioni già esistenti in cui sono presenti, più o meno, le stesse persone in rappresentanza delle medesime istituzioni e/o categorie.



    Fedespedi e Confetra.

    In merito all'importante compito di pressione e mediazione che i nostri rappresentanti a livello nazionale dovranno porre in essere, è nostro sincero augurio che essi non trascurino di tenere in debita considerazione le numerose istanze ed i suggerimenti che la nostra Associazione non ha mancato, in questo ultimo anno, di far pervenire.

    Noi ci auguriamo che il nuovo nominando Presidente Fedespedi saprà, nel segno della continuità, tutelare al meglio i nostri interessi, e lo stesso dicasi per Confetra.



    Genova, capitale europea dello shipping.

    Il Gruppo Giovani della nostra Associazione, congiuntamente ai Gruppi Giovani di Assagenti, Confitarma, Assindustria, hanno costituito un comitato che ha intrapreso una serie di azioni affinché Genova venga scelta dall'Unione Europea quale sede dell' Agenzia Europea per la sicurezza marittima.

    Nella lettera inviata al Presidente del Consiglio fu sottolineata con forza l'importanza che tale investitura rappresenterebbe non solo per la città in se stessa ma per l'intero paese.

    L' economia ed il lavoro legati alle spedizioni, ai traffici marittimi, all'armamento, alla portualità ed a tutti i servizi con questi connessi, hanno conquistato negli ultimi anni successi indiscutibili sia in ambito mediterraneo che europeo e transcontinentale.

    L' iniziativa è stata efficace, tanto da indurre il Ministro Lunardi a dichiarare che la candidatura di Genova sarà avanzata ufficialmente agli altri Governi dell'Unione Europea, nel caso non venisse accettata la scelta di Parma quale sede per l'Authority alimentare.

    Certo, la questione non è conclusa e lascia comunque un poco di amaro in bocca per come la vicenda sia stata gestita a livello istituzionale, soprattutto dal precedente Governo, tenuto conto che la maggior attenzione per la candidatura genovese è venuta, fin dall'inizio, dal Commissario europeo ai trasporti, signora Loyola de Palacio, più che dai nostri rappresentanti.



    Rapporto Porto-Città.

    Sono state espresse, in termini dicotomici, varie opinioni in tema di rapporto porto-città.

    A nostro parere invece, avvertiamo che i cittadini genovesi hanno con il porto un legame talmente intimo e penetrante sotto tanti profili, non ultimo quello culturale e storico, per cui Genova e porto sono la stessa cosa. In Italia, in Europa, nel mondo, Genova è conosciuta come città portuale, anche se ha avuto una certa visibilità con il vertice del G8 che si consoliderà maggiormente nel 2004 attraverso l'evento Genova capitale della cultura europea.

    Questo per dire che ogni scelta che il decisore pubblico andrà ad affrontare od esaminare, avente ad oggetto il porto, ricadrà nel bene o nel male anche sulla città.

    Vanno quindi rinsaldate le relazioni e la collaborazione tra Autorità Portuale ed Amministrazioni locali, sia nell'ottica di una utilizzazione coordinata degli spazi portuali all'interno del contesto urbano (water front portuale), sia nell'assunzione di iniziative comuni e coordinate, in modo da "vendere" porto e città, insieme agli operatori portuali, sui mercati della logistica, dello shipping, del terziario, specie turistico.

    Aiutare lo scalo genovese a crescere ed a competere con i grandi hub portuali mondiali significherà anche dare ossigeno all'economia dell'intera comunità cittadina.




    NOTE CONCLUSIVE

    Non posso chiudere la relazione senza dare risalto con mia piena soddisfazione - e spero anche vostra - al fatto che oggi trovate qui una categoria nuovamente unita e compatta in ogni sua parte e componente, forte e fiduciosa del futuro del nostro porto e della nostra città che tanto amiamo.

    Infine è doveroso e corretto attribuire il giusto plauso alla Segreteria, per il lavoro svolto - talvolta silenzioso ma costante - sotto la direzione del nuovo Segretario Generale al quale voglio porgere un particolare ringraziamento, all'intero Consiglio ed alle Commissioni per la disponibilità ed i preziosi suggerimenti che mi hanno aiutato a superare il primo anno di mandato.

    Grazie a tutti.






    TABELLE STATISTICHE

    NUMERO DOCUMENTI DOGANALI EMESSI/PERVENUTI ANNO 2001
    CIRCOSCRIZIONE DI GENOVA


    REGIME

    VOLTRI

    P.NUOVO

    RONCO

    S.BENIGNO
    AEROP.TO SESTRI L. RIVALTA

    TOTALI
           
           

    MMA A/2

    1.180

    898

    288
      
    2.366

    MMP A/10

    1.180

    857

    291
      
    2.328

    IM 4

    66.255

    86.847
      
    15.213

    168.315

    EX 1

    137.725

    190.110
      
    10.726

    338.561

    T/1 NAZIONALI

    35.894

    26.039

    13.885

    10.957

    1.000

    87.775

    T/1 ESTERO

    1.451

    3.837

    3.116
     
    1.000

    9.404

    L.M.E.

    5.270

    5.190

    10.048

    187
     
    20.695

    ALTRI

    383

    691

    120
      
    1.194

    PERVENUTE FEOGA

    7.115
     
    919

    3.961
     
    11.995

    PERVENUTE EX

    3.942
      
    2.145
     
    6.087

    PERVENUTE T/1

    18.144
     
    3.550

    10.391
     
    32.085

    BOLLE STACCATE
       
    9.832
     
    9.832

    ALTRI

    38
     
    389

    8
     
    435

    TOT. DOCUMENTI

    278.577

    314.469

    32.606

    37.481

    27.939

    691.072

    A/3

    102.255

    63.139

    19.133
      
    184.527

    (FONTE DOGANA)




    ABB Marine Solutions Consorzio ZAI


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