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18 September 2018 The on-line newspaper devoted to the world of transports 19:14 GMT+2



AUTORITÀ PORTUALE DI TARANTO

"Il porto di Taranto: ciò che è stato fatto e ciò che rimane da fare"

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

 

Il porto di Taranto sta vivendo una fase storica di particolare rilievo.

Dopo l'avvio delle attività di movimentazione di container sul terminal, gli interessi da parte di operatori nel settore del trasporto, della distribuzione e della logistica in senso più ampio hanno posto il porto di Taranto, sempre più frequentemente, al centro dell'attenzione confermando le previsioni di quanti hanno da sempre considerato lo scalo jonico un possibile volano anche per lo sviluppo economico del territorio.

In particolare di recente sono stati avviati progetti di insediamenti produttivi, di servizi e infrastrutturali in cantiere già da tempo e che hanno finalmente trovato attuazione grazie alla sinergia di volontà politiche, istituzionali, sociali ed imprenditoriali e di quanti hanno creduto nelle potenzialità del nostro porto.

In linea con quanto previsto dal Piano Operativo Triennale 2001-2003, documento nel quale sono state tracciate le strategie da mettere in atto nel corso del mandato di Presidenza, il porto di Taranto ha dato concreto impulso alla vocazione commerciale confermando la sua posizione al terzo posto a livello nazionale (dopo Genova e Trieste).

 

 

CIÒ CHE E STATO FATTO...

 

LE ATTIVITÀ DEL TERMINAL CONTENITORI

L'avvio delle attività del terminal, dal luglio 2001 ha comportato un notevole aumento del traffico complessivo delle navi che hanno raggiunto lo scalo jonico, come risulta evidente dai seguenti dati:

  • Movimento navi anno 2000: n° 3.616
  • Movimento navi anno 2001: n° 4.100
  • Movimento navi anno 2002: n° 4.608

L'incremento è stato generato da traffico di navi portacontenitori, sia feeder che oceaniche, per un totale di 1.184 navi nei primi 18 mesi di attività.

Il 15 maggio 2002 è stato inaugurato il collegamento del terminal contenitori con la rete ferroviaria nazionale. Attualmente, grazie alla piena operatività del raccordo, da/per il terminal jonico partono e sono diretti convogli di merce containerizzata da/verso gli interporti di NoIa e Bologna.

L'anno 2002, si è concluso con una movimentazione di circa 500.000 teu, dato in previsione di crescita se si considera anche che, a partire dalla prima metà di novembre 2002, l'Evergreen ha sostituito lo scalo al porto di Trieste con un doppio scalo al porto di Taranto, nel servizio FEM (Far East Mediterranean).

Il porto di Taranto diventerà quindi il principale scalo eastbound del servizio, collegato al porto di Trieste con linee feeder dedicate, come già avviene per lo scalo di Venezia. Questa variazione sulla rotta verso l'Estremo Oriente, che permetterà ai caricatori dell'Adriatico, del Mar Nero e del Mediterraneo Orientale di ridurre i tempi di transito per l'imbarco della merce sulle navi madri, conferma l'importanza del porto di Taranto nel contesto della navigazione mediterranea dovuta alla favorevole e strategica collocazione geografica tra Suez e Gibilterra.

La maggior parte del traffico ha interessato, chiaramente, la navigazione feeder con destinazioni/provenienze tra le più varie: Bar, Malta, Venezia, Salonicco, Pireo, Costanza, Odessa, Istanbul, Gioia Tauro, Mersin, Salerno, Alexandria, Port Said, Civitavecchia, Tunisi, Thames port (Londra), ecc.

Non si tratta solo di transshipment. Infatti, sono stati già registrati flussi di traffico di merci in contenitori, pari a circa il 4% del totale, da/per il territorio jonico, pugliese e delle regioni limitrofe, merci che, prima dell'attivazione del terminal, venivano trasportate via strada, anche con lunghe percorrenze, per il raggiungimento di porti più distanti rispetto alle aree di produzione/consumo.

La tipologia delle merci containerizzate è alquanto diversificata: mobili, prodotti agroalimentari, abbigliamento, attrezzature meccaniche, prodotti artigianali, oggettistica, ecc. ecc.

A partire dal mese di aprile 2003 la Evergreen ha attivato - accanto alle linee FEM (Far East Mediterranean) e CEM (China Europe Mediterranean) già operative dal luglio 2001 - un nuovo servizio di linea Scandinavia - Europa - Levante (SEL) che riguarda anche il porto di Taranto in un tragitto che va dalla Svezia alla Turchia.

Le ricadute sul territorio, generate dall'insediamento della Taranto Container Terminal SpA e da una mirata politica di apertura verso uno sviluppo delle attività commerciali, sono evidenti se si considera che:

  • In data 9 agosto 2002 è stata costituita formalmente, tra l' Autorità Portuale di Taranto, la Provincia, la Camera di Commercio e il Comune, una Società Consortile per la realizzazione di un distripark in area retroportuale, nei pressi del terminal contenitori. La presenza di una simile struttura a servizio della distribuzione e della logistica, sarà di supporto all'acquisizione di nuovi traffici e contribuirà allo sviluppo di una serie di attività indotte collegate alla manipolazione delle merci containerizzate.
  • Il Comitato Portuale ha espresso parere favorevole al rilascio della concessione demaniale marittima, per complessivi mq.136.000 circa, alla Logsystem srl, società del gruppo Gavio Logistica, avente come "core business" da una parte le attività di handling, confezionamento e riconfezionamento, etichettatura, "groupage" e spedizioni di merci in import ed export e dall'altra un servizio di "cabotaggio" a mezzo di navi ro-ro, con possibili traffici Taranto-Genova-Rivalta, Taranto-Ravenna-Rubiera, in sinergia con le altre piattaforme logistiche del Gruppo e con altri grandi trasportatori ( ad es. ex Ferrovie dello Stato) .

 

LE ATTIVITÀ DEL TERMINAL SIDERURGICO

Per quanto concerne il traffico generato dall'attività della ILVA SpA, stabilimento siderurgico di rilevanza internazionale, il porto di Taranto, da sempre capolinea di un grande traffico di "cabotaggio industriale" per il trasporto delle materie prime/dei prodotti siderurgici da/verso Genova-Marghera ed altri paesi del Mediterraneo, vanta una movimentazione media annua complessiva attestatasi sui 27/28 milioni di tonnellate.

Tale dato mette in risalto l'importanza del traffico di prodotti siderurgici che coprono tutto il Mediterraneo, fino al Mar Nero, assegnando allo scalo jonico, in tale contesto, il ruolo di leader per tale tipologia di traffici.

Assume particolare rilievo l'importante innovazione tecnica introdotta dall'Ilva Servizi Marittimi mediante l'impiego di una Pushing Tug (nave spintore) composta da una unità motrice solidalmente collegata, durante il percorso, ad uno scafo carico di materie prime/ prodotti siderurgici, da sganciare o agganciare nel porto di arrivo o di partenza, per l'imbarco/sbarco delle merci.

L'importanza di tale tipo di cabotaggio è di particolare rilievo ai fini ambientali e della sicurezza per la natura stessa delle materie prime (minerali alla rinfusa, carbone ecc.) e dei prodotti (coils, brame, tubi ecc. ) in quanto sottrae traffico a quello stradale.

 

SERVIZIO DI RIMORCHIO

Nel corso del 2002 l'Autorità Portuale, in considerazione delle nuove tecnologie e delle sempre crescenti nuove esigenze dello scalo, ha promosso diversi incontri tra le parti interessate, comprese le pubbliche amministrazioni, allo scopo di riorganizzare il servizio di rimorchio. La nuova regolamentazione emessa dalla Capitaneria di Porto di Taranto, ha rappresentato la conclusione di un percorso - promosso e sostenuto dall'Autorità Portuale nell'ambito della propria attività istituzionale di programmazione, coordinamento e promozione delle attività esercitate nel porto - che ha visto impegnate in una fattiva collaborazione le amministrazioni pubbliche interessate e le associazioni che rappresentano gli utenti e gli operatori portuali. La revisione dell'organizzazione del servizio di rimorchio è stata interessata dalla modifica della struttura tariffaria - che è stata completamente rinnovata con l'adozione della tariffa a corpo - nel convincimento che questa semplificazione del sistema la renda più trasparente e più facilmente applicabile rispetto al vecchio sistema, caratterizzato da un algoritmo matematico, spesso di difficile applicazione, legato a variabili. In aggiunta, si è ottenuta una maggiore flessibilità di uso dei servizi che non sono più rigidamente legati ad orari o ad altre particolari condizioni e pertanto risultano più efficienti nel loro complesso. I benefici effetti sulla maggiore flessibilità del servizio sono ormai patrimonio dell'intera portualità.

 

IL NUOVO PIANO REGOLATORE PORTUALE

Come previsto nel POT 2001-2003, si è dato corso alla complessa procedura concorsuale - conclusasi di recente - per l'affidamento dell'incarico professionale per la redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale del porto di Taranto, strumento urbanistico indispensabile, oltre che per la realizzazione delle necessarie infrastrutture, per ridisegnare il porto sulla base delle contemporanee e future prevedibili esigenze di sviluppo dello scalo, in linea con le trasformazioni e le innovazioni dei traffici internazionali e le esigenze della logistica.

Le linee generali sulle quali dovrà essere redatto il Nuovo Piano Regolatore Portuale sono sostanzialmente le seguenti:

  1. Prevedere, con il necessario rigore scientifico multidisciplinare e specialistico, il possibile sviluppo dello scalo marittimo Tarantino, sia in base a fattori endogeni, connessi allo sviluppo dell'economia locale e dell'hinterland geografico di riferimento, che in base a fattori esogeni legati agli scenari economici internazionali dei Paesi gravitanti sui bacini marittimi, in particolare del nord-Africa, del Mediterraneo orientale, del mar Nero e dell'estremo Oriente, contribuendo altresì al riequilibrio delle modalità di trasporto.
  2. Dotare il porto della città di Taranto di un idoneo strumento di pianificazione che, in quanto consensuale, potrà essere di riferimento per una politica di sviluppo che le diverse Amministrazioni (Stato, Regione, Provincia, Comune e Autorità Portuale) dovranno congiuntamente promuovere.
  3. Soddisfare la domanda di movimentazione marittima ed intermodale prevedibile per il prossimo quindicennio, con un'offerta di spazi portuali adeguata alle diverse tipologie di domanda.
  4. Contribuire allo sviluppo dell'economia locale con incremento di occupazione in attività dirette od indotte dai traffici portuali, valorizzando l'offerta dei servizi portuali, logistici ed intermodali.
  5. Migliorare il water-front della città in particolar modo con lo specchio acqueo racchiuso dal molo Sant'Eligio e San Cataldo da destinare ad approdo turistico e a traffico crocieristico e passeggeri.
  6. Individuare e valorizzare gli insediamenti archeologici presenti a punta Rondinella ed elaborare soluzioni che, nel rispetto dell'efficienza delle infrastrutture portuali, preservino e rendano fruibili gli insediamenti stessi.
  7. Prevedere un pontile, un'area retrostante ed uno specchio acqueo per l'ormeggio di navi in riparazione, sistemazione di officine a terra ed ubicazione di un bacino galleggiante; la potenzialità di tali strutture dovrà essere stabilita in funzione di un accurato studio sui traffici marittimi ed esigenze amatoriali.
  8. Individuare un'area per le infrastrutture produttive industriali e commerciali, da impiegare per le lavorazioni che devono essere necessariamente effettuate a filo banchina. In tale area deve essere prevista una zona di 30 m dal ciglio banchina su cui è preclusa ogni possibile concessione, in quanto fruibile da tutti gli operatori in qualsiasi momento. A prescindere dalle eventuali aree date in concessione, deve essere prevista, inoltre, un'area di permanente disponibilità dell'Autorità portuale da concedere per periodi di tempo limitati, project by project, a ditte che possano acquisire commesse all'unica condizione di avere uno spazio in ambito portuale che preveda una limitata movimentazione orizzontale delle merci o manufatti di notevole peso e dimensione.

 

PORTO COMMERCIALE - TURISTICO

Nel Piano Operativo Triennale 2001~2003, è stata rappresentata la necessità di creare le condizioni essenziali affinché il porto commerciale e, conseguentemente, tutti gli operatori portuali (imprese portuali, agenti marittimi, spedizionieri, prestatori di servizi in genere) non perdano una fondamentale opportunità di sviluppo e di lavoro.

In data 21 ottobre 2002, è stata sottoscritta una convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l'Autorità Portuale mediante la quale il Ministero medesimo ha trasferito all'Autorità Portuale il progetto esecutivo, redatto dal Genio Civile 00. MM. di Bari, assegnando all'Ente la funzione di stazione appaltante per la realizzazione dell'intervento riguardante i lavori di rettifica e adeguamento del Molo S. Cataldo.

L’intervento, la cui urgenza è stata rappresentata nel Piano Operativo Triennale, consentirà di rendere utilizzabile per i traffici commerciali/turistici una banchina (mtl. 320 di lunghezza, con fondali di m. 9,50) attualmente non idonea a tali traffici e utilizzata esclusivamente per l’ormeggio delle imbarcazioni i dei servizi tecnico nautici.

La ristrutturazione di detto accosto inoltre, unitamente alle altre banchine disponibili situate sempre nella parte est del porto, è di fondamentale importanza per dare attuazione al progetto delle "Autostrade del Mare" data la collocazione fisica della banchina, situata:

  • fuori dalla cinta cittadina, anche se confinante con il borgo antico;
  • nella immediata prossimità del varco doganale;
  • a ridosso delle rete stradale ed autostradale con accesso diretto alla Taranto-Bari-Bologna ed alla Taranto- Reggio Calabria;
  • in prossimità di ampie aree libere utili per le necessità di tale tipo di traffico.

L’interesse dell'Autorità Portuale a contribuire alla rivitalizzazione della Città Vecchia si è concretizzato, inoltre, grazie alla decisione di affidare in concessione aree e specchi acquei sui quali sono stati realizzati due approdi turistici per la nautica da diporto di cui uno di particolare rilevanza. Ci si riferisce al Molo S. Eligio, fatiscente struttura riqualificata e riammodernata dal Comune di Taranto, collocata nel cuore del Borgo Antico e non idonea allo svolgimento delle attività portuali. Contribuire allo sviluppo delle opportunità turistiche della città è una delle attività che l'Autorità Portuale ha in animo di potenziare, a supporto ed in collaborazione con il Comune di Taranto.

 

ATTIVITÀ PROMOZIONALE

A sostegno dello sviluppo del porto commerciale, come previsto nel P.O. T., ed in linea con i propri compiti istituzionali, l'Autorità Portuale ha recentemente incrementato l'attività di promozione dello scalo jonico con le seguenti iniziative:

  • Dal 18 al 24 febbraio 2002 il Presidente ed il Segretario Generale dell'Ente hanno incontrato i vertici del porto russo di Novorossiisk sul Mar Nero. Il Porto di Novorossiisk, principale porto della Russia, tratta un volume di merci pari a oltre 57 milioni di tonnellate (rinfuse liquide e solide, prodotti petroliferi, carpenteria metallica, prodotti siderurgici, container). Lo scambio di informazioni tra i porti di Taranto e di Novorossiisk si è rivelato estremamente utile al fine di valutare ogni opportunità di scambi commerciali di carichi generali e containers, da e per tutta la Russia, considerando le favorevoli condizioni di distanza e le dotazioni dei due porti peraltro abbastanza simili per tipologie di merci trattate.
  • Il 23 aprile 2002 il Presidente ed il Segretario Generale hanno partecipato, nell'ambito di Med Ports 2002, alla conferenza tenutasi ad Atene sul tema: "Achieving a Port Economy Boom in the Mediterranean & Black Sea Region ".
  • Dal 25 al 28 aprile 2002 l'Ente ha preso parte alla prima riunione internazionale del Gruppo di lavoro per i trasporti nel Mediterraneo Orientale e nel Mar Nero tenutasi a Verona nell'ambito di Transpotec Logitec 2002, salone Internazionale delle tecnologie, dei trasporti su strada, dei servizi intermodali e della Logistica.
  • Il 06 giugno 2002 è stata presentata ufficialmente la rivista trimestrale dei trasporti "Il porto di Taranto" strumento indispensabile per la promozione dello scalo jonico.
  • Il 7 giugno 2002 il Presidente ed il Segretario Generale hanno preso parte alla conferenza organizzata a Venezia dallo Short Sea Shipping -Ufficio promozione Italia, sul tema: "Autostrade del mare: opportunità per l'Adriatico".
  • Dal 22 al 26 settembre 2002 l'Autorità Portuale, rappresentata dal Segretario Generale, ha partecipato a1 30° Convegno Internazionale dell'AIPCN-PIANC associazione internazionale di navigazione, tenutosi a Sydney.

Inoltre a partire dal mese di dicembre 2002 l'Autorità Portuale ha preso parte, con un proprio stand espositivo:

  • Dal 10 al 12 dicembre 2002 all'Intermodal Transport & Logistics tenutosi a Rotterdam.
  • Dal 19 al 22 febbraio 2003 a Progetto Città- Fiera dell'Architettura e dell'Urbanistica tenutasi a Milano.
  • Dal 26 al 28 febbraio 2003 alla prima edizione del Caspian and Black sea transport –Intermodal & Shipping Exhibition and Conference, tenutasi ad Istanbul.

In tali occasioni è stato registrato un notevole afflusso di visitatori, operatori internazionali nel campo della logistica e dei trasporti, ai quali sono state illustrate le caratteristiche e le potenzialità del porto di Taranto.

Immediati sviluppi positivi dell'attività promozionale dell'Ente sono stati riscontrati dalla visita dell'Autorità Portuale, unitamente al Presidente della Camera di Commercio di Taranto, all'Interporto di Nola al fine di verificare possibili sinergie tra l'interporto campano ed il porto di Taranto nella sua complessità e nella sua specificità di terminal contenitori.

La visita e l'incontro con il Presidente dell'Interporto ha avuto ulteriori sviluppi. Infatti, in una successiva visita dell'Autorità Portuale, unitamente ai rappresentanti di Evergreen, sono state poste in essere interazioni e cooperazioni, connesse principalmente alla movimentazione di container su ferrovia, tese alla ottimizzazione dell'intermodalità del trasporto con riferimento anche al futuro sviluppo delle strutture da destinare alla logistica ed alla distribuzione nelle aree retroportuali ben collegate con la rete ferroviaria ed autostradale nazionale.

Inoltre, l'Autorità Portuale ha affidato a società specializzate l'incarico di effettuare ricerche per dotare l'Ente di strumenti di conoscenza approfondita del panorama degli scambi commerciali e delle reti di trasporto a livello regionale, comunitario ed internazionale:

  • Il primo studio, dal titolo "Il porto di Taranto in una prospettiva competitiva internazionale. Rapporto sullo stato attuale del Corridoio Transeuropeo VIII e della Via Egnatia" consiste in un'indagine conoscitiva delle potenzialità del territorio, indispensabile nel contesto delle recenti decisioni dell'Unione Europea in relazione ai futuri sviluppi dei corridoi plurimodali - miranti a spostare a sud l’asse principale del corridoio n°8 dalle regioni balcaniche a quelle greche passanti per Salonicco - che vedrebbero il porto di Taranto coinvolto in prima linea per la sua posizione di crocevia del Mediterraneo.
  • Il secondo studio, dal titolo "Il Mercato della logistica per containers in Puglia e Basilicata. La percezione del porto di Taranto presso gli operatori e le imprese", riguarda la domanda di trasporto marittimo da parte di imprese nell'entroterra di Taranto. La ricerca svolta anche con l'ausilio delle istituzioni economiche (Camere di Commercio di Puglia e Basilicata, Unioncamere, l'associazione degli Industriali di Taranto e quelle regionali di Puglia e Basilicata) ha consentito una stima delle effettive necessità logistiche, delle imprese dell'entroterra jonico, di servirsi di modalità di trasporto alternative a quella stradale in vista di future realizzazioni di collegamenti marittimi attraverso la costituzione di linee di cabotaggio e di navigazione a corto raggio che riguardino lo scalo tarantino.

 

INTERVENTI INFRASTRUTTURALI

Oltre alle cinque opere terminate, come noto, tra il 2000 e i12001, indispensabili per la riqualificazione ed il riammodernamento del Molo Polisettoriale ai fini dell'insediamento del terminal container, realizzate grazie ad un finanziamento dello Stato pari a € 51.650.000, sono in corso di esecuzione altre due opere di particolare rilevanza finanziate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (delibera CIPE del 26 giugno 1993): 21 miliardi delle vecchie lire, già stanziati:

lavori per il prolungamento della diga foranea a protezione del Molo Polisettoriale. I lavori sono in corso - dopo il superamento di ostacoli burocratici nati con il Ministero dell'Ambiente per l'attività di dragaggio -ed avranno termine entro l'anno. La realizzazione dell'opera consentirà le manovre d'accosto e l'ormeggio in sicurezza della navi dirette al Molo Polisettoriale, Calata 5 e 5° sporgente anche in precarie condizioni meteo-marine;

lavori di modifica ed ampliamento della Darsena per mezzi pubblici. I lavori sono in corso - dopo il superamento di ostacoli burocratici nati con il Ministero dell'Ambiente per l'attività di dragaggio -ed avranno termine entro l'anno. La realizzazione dell'opera consentirà il trasferimento delle imbarcazioni dei servizi tecnico-nautici (Rimorchio, Ormeggio, battellaggio, ecc.) dal Molo S. Cataldo, liberando la predetta banchina per destinarla ad attività propriamente "commerciali", alla predetta Darsena.

Inoltre l'Autorità Portuale ha provveduto a realizzare, oltre le ordinarie manutenzioni, i sottoelencati interventi con fondi propri pari ad € 981.300,00

  • lavori di bonifica, scavo, movimento terra, spianamento e realizzazione di piazzali con opere primarie di deflusso acque piovane nel porto mercantile di Taranto, riguardanti le aree a ridosso del 2,3,4 sporgente e del pontile petroli;
  • lavori di ripristino e sistemazione della pavimentazione stradale e tratto di binari della "calata 2" e del 1° sporgente ponente.

 

* * *

 

 

CIÒ CHE RIMANE DA FARE ...

 

Ciò che resta da fare, nel rispetto del Piano Operativo Triennale, è ancora tanto ed altrettanto impegnativo:

1. definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale:

L'affidamento dell'incarico di redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale del Porto di Taranto, costituisce solo la prima fase del lungo iter procedimentale che porterà alla effettiva realizzazione di quanto programmato nello stesso, in relazione alla destinazione funzionale delle aree ed all'assetto complessivo individuato. Come previsto dalla normativa in materia, infatti, il PRP dopo l'adozione da parte del Comitato Portuale, previa intesa con il Comune, dovrà acquisire il parere del C.S.LL.PP., essere sottoposto alla procedura per la valutazione dell'impatto ambientale ed infine approvato dalla Regione.
Si auspica che detta procedura si concluda entro la scadenza del mandato di presidenza.

2. interventi infrastrutturali:

Tra gli interventi infrastrutturali programmati, si fa riferimento in dettaglio alle opere pubbliche inserite nell'elenco annuale (2003) e triennale (2003- 2005) dei lavori, finanziate per la quasi totalità con i fondi di cui alla legge 413/98.

Per l'anno 2003 è previsto l'avvio delle procedure per la realizzazione delle sottoelencate opere:

1.

Realizzazione della strada dei moli

2.

Opere di ampliamento e sopraelevazione della sede dell' Autorità Portuale

3.

Ampliamento del IV sporgente

4.

Terminal passeggeri al molo S.Cataldo

5.

Manutenzione e rifiorimento della scogliera a protezione del Molo S. Eligio nel porto di Taranto

6.

Realizzazione di edifici per servizi comuni alla radice del molo S.Cataldo - l° e 2° lotto funzionale

7.

Manutenzione e ripristino strutturale dell'impalcato a giorno in C.A.P. del molo S. Cataldo

8.

Illuminazione e rete elettrica per strada dei moli

 

Inoltre, per il triennio 2003~2005, sono state programmate le seguenti opere:

9.

Recupero e restauro della Chiesa s. Maria di Costantinopoli

10.

Fognature e reti idriche per strada dei moli

11.

Dragaggio e bonifica fondali delle banchine di calata 1 e 2 e darsena polisettoriale

12.

Edifici per sistemazioni logistiche degli operatori della darsena per servizi pubblici nel Porto di Taranto

13.

Opere di risistemazione del varco Nord del Porto di Taranto

14.

Vasca di colmata per fanghi di dragaggio zona tra molo ovest e punta Rondinella

15.

Darsena ad ovest del IV sporgente

 

Nel merito delle predette opere si specifica, in particolare, che:

  1. realizzazione della strada dei moli: le progettazioni preliminari sono state già approvate. È in corso l'iter procedurale per l'affidamento, ai sensi della normativa vigente, delle progettazioni definitive ed esecutive;
  2. ampliamento del IV sporgente e della Darsena ad ovest della predetta banchina: le progettazioni preliminari sono state già approvate. È in stato avanzato la progettazione definitiva a cura del genio Civile OO.MM. di Bari;
  3. Realizzazione di edifici per servizi comuni alla radice del molo S.Cataldo – l° e 2° lotto funzionale: gli edifici che verranno realizzati sul piazzale del Molo s. Cataldo (banchina del porto commerciale situata nella parte est del porto confinante con la città vecchia) consentiranno la bonifica dell'area mediante l'eliminazione di strutture precarie e prefabbricati. Inoltre verrà creato un centro servizi da destinare ad operatori ed utenza portuale anche allo scopo di attrarre traffici di merce varia, Roll-on/roll-off, ecc. È già in corso l'attività di progettazione definitiva ed esecutiva.
  4. Opere di ampliamento e sopraelevazione della sede dell'Autorità Portuale: è in corso l'iter procedurale per l'affidamento, ai sensi della normativa vigente dell'appalto;
  5. Manutenzione straordinaria della palazzina servizi al Molo Polisettoriale: i lavori sono stati recentemente avviati.

 

3. attività promozionale

Tra le strategie che l'Ente intende mettere in atto rientra quella del potenziamento dell'attività promozionale al fine di far conoscere ad operatori del settore le potenzialità dello scalo jonico anche in termini di disponibilità di banchine ed aree libere non assentite in concessione e destinate ad attività di tipo commerciale/turistico.

La partecipazione attiva agli ultimi eventi fieristici ha messo in luce come, nonostante si tratti del terzo porto italiano, la nostra realtà portuale è ancora sconosciuta a molti operatori internazionali, pertanto si rende necessario rendere più frequente la presenza ad eventi che abbiano risonanza internazionale.

* * *

Accanto a questi interventi di carattere non ordinario vi è tutta la normale attività d'ufficio volta al soddisfacimento dei bisogni e delle necessità inerenti la funzionalità portuale, dalle banchine alle aree di stoccaggio, viabilità, ecc.
Il tutto con un organico attuale pari a sole 22 unità rispetto ad una pianta organica di 41 (già numero esiguo per le attuali esigenze) che non può essere adeguata per le note ristrettezze imposte dalle ultime due leggi finanziarie.
Nonostante l'esiguità dell'organico si registra un buon grado di soddisfazione da parte degli utenti anche per quanto è stato messo in atto per sburocratizzare e velocizzare l'attività amministrativa pur in presenza, talvolta, di complessi iter procedimentali.

* * *

Come è evidente il lavoro che resta da fare è ancora tanto non solo per mettere in atto quanto programmato ma anche per ottemperare alle impreviste necessità che inevitabilmente occupano gli spazi dell'attività quotidiana.

Gli interventi previsti talvolta richiedono tempi di realizzazione più lunghi di quanto si possa stimare a causa dei lunghi e complessi iter procedurali ai quali l'Autorità Portuale è sottoposta. Nel merito si è della convinzione che le Autorità Portuali debbano ulteriormente essere svincolate dai pesanti limiti posti dalla stessa legge 84/94 in materia di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria che tendono a ritardare le procedure rallentando l'attuazione dei progetti di sviluppo che, invece, devono seguire dinamiche imprenditoriali dettate dai continui adeguamenti del mercato mondiale.

Il conseguimento degli obiettivi verrà certamente agevolato dalla presenza in Comitato Portuale dei rappresentanti delle Amministrazioni, degli Enti locali, di tutte le forze economiche e sociali del territorio che costantemente collaborano allo sviluppo del porto di Taranto, contribuendo al bene comune, alla crescita dell'economia cittadina e del territorio jonico.

Non tutto, purtroppo, è all'insegna dell'ottimismo. In un clima di complessiva soddisfazione si registra la dolente nota della crisi occupazionale dei dipendenti delle imprese portuali ed in particolare della ex Compagnia Portuale Neptunia. Si ritiene che l'Ente debba rivolgere i suoi sforzi per l'individuazione di possibili soluzioni a livello locale ed a livello nazionale sollecitando il Governo e gli organi centrali interessati affinché vengano fissate regole certe che forniscano una giusta soluzione alla crisi generata, peraltro, dalla nuova normativa in materia di lavoro portuale di cui alla legge 84/94.

Taranto, 7 aprile 2003



ABB Marine Solutions Consorzio ZAI


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