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29 novembre 2022 - Anno XXVI
Quotidiano indipendente di economia e politica dei trasporti
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DALLA BICICLETTA A INTERNET
Le nostre radici

Nel 1882, quando fu istituito a Genova il servizio di avvistamento navi dell'Avvisatore Marittimo, la parte di lavoro più difficile per gli uomini che lavoravano nel chiosco situato all'inizio di via Jacopo Ruffini, proprio di fronte all'imboccatura del porto, consisteva proprio nell'"avvisare" dell'avvistamento di una nave gli abbonati al servizio che si trovavano sparsi nei vari uffici dell'ambito portuale. Non esisteva ancora il telefono e per essere utile la comunicazione - l'"avviso" - doveva essere veloce, praticamente immediata. Fu ideato un marchingegno abbastanza complicato, ma efficace. Ad ogni nazionalità fu accoppiato un colore convenzionale, e l'avvistamento di un piroscafo fu comunicato alzando ben in alto sopra l'osservatorio un disco con il colore corrispondente alla nazionalità della nave in arrivo: bianco se italiana, rosso se inglese, verde se tedesca...Il complesso era sistemato in modo da poter essere chiaramente visibile dagli addetti ai vari servizi portuali. Quando mio bisnonno, Giuseppe Anelli, allora titolare dell'osservatorio dell'"Avvisatore Marittimo" raccontava la storia dei suoi primi anni a Genova, lui che ancora giovanissimo era venuto da Berceto, in quel di Parma, per imbarcarsi come mozzo su una qualsiasi nave che lo portasse nelle "Meriche", era visibilmente inorgoglito dei suoi successi e del fatto di aver dato vita a questa singolare professione, quella dell'"uomo che legge le navi", come lo definì molti anni più tardi Cesco Tomaselli sul "Corriere della Sera". Ed era inorgoglito e soddisfatto quando parlava delle difficoltà, degli ostacoli, ma anche delle vittorie che era riuscito a realizzare nella quotidiana lotta contro la mancanza di efficaci sistemi di comunicazione. Riuscì infatti ad integrare l'"avviso" dell'avvistamento nave dal sistema a dischi colorati con una specie di comunicazione "da porta a porta". Assunse infatti un drappello di vigorosi giovanotti muniti di bicicletta, ai quali affidava un foglietto stampato con il ciclostile sul quale indicava il nome della nave, il carico, la provenienza e tutti gli altri dati di cui era a conoscenza, e l'inviava ai clienti nella zona portuale. Il sistema costituì effettivamente un'informazione supplementare e molto utile, ma non completa. E la completezza la raggiunse nei primi anni del secolo quando vennero realizzate le prime linee telefoniche. Le chiamate dovevano essere smistate attraverso il centralino dell'azienda telefonica: per quelle dell'osservatorio dell'"Avvisatore" si mobilitavano le capoturno perché la lista dei numeri da chiamare era chilometrica. Il telefono costituì comunque una svolta epocale nel modo di mettersi in contatto con gli abbonati al servizio, una svolta paragonabile nel mondo della comunicazione scritta solo all'avvento dei caratteri da stampa, poi alla linotype, alla computerizzazione e infine a Internet, cui ora "inforMARE" affida le sue informazioni: un servizio per gli utenti che nell'oceano di Internet navigano alla ricerca di notizie sui trasporti. "inforMARE", un notiziario di cui mi occupo, e forse in me, pronipote dell'ideatore di quegli arditi mezzi di trasmissione dati, rivive la pionieristica inclinazione dell'"uomo che legge le navi".

STEFANO BELLIO
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