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24 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:42 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXV - Numero 9/2007 - SETTEMBRE 2007

Porti

Tangeri: la realizzazione di un sogno africano

Con un pescaggio sino a 18 metri, due enormi terminal contenitori ed installazioni per traghetti, ro-ro ed altri traffici merci, il Tangier Med è pronto a diventare un nuovo importante porto strategico all’ingresso del Mediterraneo, così come il motore dello sviluppo dell’intero Marocco settentrionale.

Le prime infrastrutture dovrebbero essere inaugurate al più presto, entro la seconda metà di quest’anno.

Il cuore dello sviluppo sarà costituito da un’area per containers equipaggiata con 16 gru a cavaliere ed una banchina da 1.600 metri suddivisa in due sezioni, ciascuna delle quali con un proprio operatore.

Alla APM Terminals, consociata della Maersk, è stata assegnata una concessione trentennale al fine di condurre le operazioni nella prima delle due sezioni.

La concessione per l’altro terminal sarà gestita da un’associazione fra la tedesca Eurogate e l’italiana Contship, che già gestisce 11 terminal nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nell’Atlantico.

La APM Terminals sta investendo 150 milioni di euro da qui al 2010 allo scopo di assicurare un terminal con una capacità annua di 1,5 milioni di TEU che farà parte della rete globale della Maersk.

La maggiore linea di navigazione containerizzata a livello mondiale per lungo tempo si è servita di uno hub di trasbordo ad Algesiras, nel sud della Spagna, dove le possibilità di espansione sono limitate, ed ora sta rapidamente costruendo altri hub in tutto il Mediterraneo: uno dei più recenti è costituito dal Port Said East all’ingresso del Canale di Suez, all’altri capo del Mediterraneo.

In programma presso il Tangier Med vi sono altresì un’infrastruttura ro-ro dedicata, due ormeggi per merci generali adibiti a carichi quali cereali e mangimi animali ed una stazione per carburanti, tutte situate nella medesima “baia industriale” di quella per i containers.

Appena fuori da quest’ultima, vi sarà una distinta baia per i traghetti con otto ormeggi ed una capacità annuale di 5 milioni di passeggeri, 1 milione di automobili e 500.000 camion.

Si dice che, una volta in funzione tutte le infrastrutture, il porto nel suo complesso potrà rivaleggiare con Durban quale più grande porto africano.

Inoltre, i dirigenti del Tangier Med sperano che il porto possa presto affermarsi come una della manciata di infrastrutture containerizzate che nel mondo sono in grado di accogliere la nuova generazione di navi-madre da 12.000 TEU ed oltre.

“Il viaggio attorno al mondo più logico prevede cinque o sei fermate” afferma El Mostafa Almouzani, direttore dei lavori di costruzione del porto, ritenendo senza dubbio che lo Stretto di Gibilterra possa dimostrarsi una di loro.

Il porto di Algesiras sta collaborando con il Tangier Med al fine di istituire condizioni tariffarie comuni per rafforzare la posizione dello stretto quale centro di potere dei traffici mondiali.

L’infrastruttura dal lato terrestre dovrebbe altresì dimostrarsi la chiave per lo sviluppo sia del Marocco, sia dell’Africa settentrionale.

Sono stati programmati attorno al porto un gruppo zone logistiche e zone franche - tra cui una zona franca portuale da 130 ettari con 49.000 metri quadrati di magazzini che verrà gestita dalla Jebel Ali Free Zone International della Dubai World - così come una serie di migliorate connessioni stradali e ferroviarie con il resto del Marocco ed oltre.

Così facendo, il Tangier Med andrà a porre rimedio ad uno storico squilibrio nello sviluppo del paese che, sin dall’indipendenza, ha favorito le regioni occidentali attorno a Casablanca.

I soli lavori di realizzazione del progetto, gestiti dalla società statale Tangier Med Special Operations, stanno offrendo impiego a qualcosa come 25.000 maestranze locali, così come la visione di un più prospero futuro all’intero paese.

Con il suo prezzo complessivo nell’ordine di circa 1 miliardo di dollari USA - di cui 390 milioni di dollari destinati al solo porto - esso resta meno costoso del sogno nazionale, rappresentato dalla costruzione un giorno di un tunnel sotto lo stretto per unire i due continenti.
(da: PortStrategy, luglio/agosto 2007, pag. 37)



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Anno XXV
Numero 9/2007

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