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23 novembre 2008 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20.17 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXV - Numero 11/2007 - NOVEMBRE 2007

Safety & security

I progressi dei sigilli per contenitori


L’umile sigillo di sicurezza viene ancora considerato quale prima linea difensiva nella battaglia contro il furto di containers ed il terrorismo.


E’ questo il risultato del lungo ed assai approfondito dibattito che alla fine ha comportato la ratifica di un nuovo standard relativo alla produzione ed all’uso dei sigilli “meccanici”.


Questi ultimi comprendono tutti i tipi di modelli di chiavistelli, cavi o congegni ad alta resistenza.


L’ISO-17712 - l’acronimo ufficiale del nuovo standard - rappresenta l’esito di una specifica introdotta quasi cinque anni fa nel periodo successivo all’11 settembre ed alla istituzione del C-TPAT nonché di altre iniziative sulla sicurezza dei trasporti ispirate dagli U.S.A.


Esso dovrebbe entrare ufficialmente a far parte dello statuto ISO entro il 2008.


L’ ISO-17712 è stato realizzato per stabilire, una volta per tutte, i criteri di distinzione dei sigilli meccanici per contenitori dalle loro controparti meramente indicative.


Queste ultime normalmente sono costituite da semplici strisce di plastica o di metallo, utilizzate da molti caricatori quali unici mezzi di protezione delle proprie consegne.


Anche la facilità con cui possono essere controllate le ha rese popolari tra i responsabili delle dogane e dei porti, mentre il loro basso costo gli ha accattivato le simpatie dei vettori marittimi (che, di norma, sono i responsabili della reale garanzia di sicurezza dei contenitori).


Tuttavia, più recentemente, si è verificata la richiesta conclamata dell’uso obbligatorio di sigilli che garantiscano una maggiore sicurezza ed offrano un qualche tipo di barriera fisica, sebbene ciò sia risultato difficile da porre in atto in assenza di una esatta definizione delle caratteristiche necessarie.


L’ISO-17712 in effetti ovvia a questo problema, ed anche minuziosamente.


Mediante l’indicazione di quattro principali parametri di resistenza (tensione, rottura, flessione ed impatto), esso definisce una serie di requisiti minimi e fissa l’esatta metodologia di collaudo “neutrale” da utilizzarsi.


Il collaudo di tutti i sigilli meccanici può essere approvato solamente ai sensi dell’ISO-17712 se espletato in un sito di collaudo accreditato secondo l’ISO-17025.


Gran parte del ritardo recentemente verificatosi nella ratifica dello standard può essere attribuito alle approfondite discussioni in ordine alle procedure dei test.


Inoltre, l’ISO-17712 si occupa dell’intera materia dell’uso del sigillo di sicurezza, compresa l’esigenza per i produttori/fornitori di conservare registrazioni accurate delle vendite e della sequenza delle numerazioni, nonché, per gli utenti finali, di adottare proprie procedure esaurienti di verifica dei conti.


Assicurare una definizione - di cui si avvertiva molto l’esigenza - dei chiavistelli, cavi ed altri congegni, dovrebbe evitare la produzione di sigilli di scarsa qualità e contribuire all’eliminazione delle frodi e contraffazioni.


Tuttavia, sono già state espresse alcune critiche da parte di rispettabili produttori di sigilli che si dice abbiano trovato difficoltà nell’ottenere le necessarie approvazioni.


Fino adesso, solo un numero molto piccolo di laboratori di collaudo sono stati designati e tutti quanti con sede negli Stati Uniti.


Il primo, la Bodycote ACT Laboratories, è stata designato a maggio di quest’anno dalla ISMA (Associazione Internazionale Produttori Sigilli), che, sebbene rappresenti oltre l’80% della produzione globale di sigilli, riunisce al momento meno di una decina di membri.


L’elenco comprende la EJ Brooks, la Tyden-Brammall, la OneSeal, la Universeal, la ITW-Envopak, la Acme Seal, la Unisto, la American Castings e la Sealock Securuty Systems.


Tuttavia, esistono molte decine di società che al momento fabbricano o commerciano sigilli a livello mondiale, la maggior parte delle quali hanno un buon nome.


Al di là di tali inconvenienti, la realizzazione dell’ISO-17712 ha chiaramente apportato vantaggi, mentre la maggior parte dei soggetti interessati (fornitori di sigilli, linee di navigazione ed esportatori/ricevitori) già accettano i suoi principi.


La bozza dello standard era stata rilasciata dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane e dal Consiglio Marittimo Mondiale nel 2005, mentre il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti - attraverso il programma C-TPAT - da tempo desiderava l’utilizzazione dell’ISO-17712 quale mezzo per istituire un requisito di sicurezza minimo per tutti i container che transitano nei porti degli Stati Uniti.


Ai sensi della regolamentazione C-TPAT proposta, tutti i box in questione dovrebbero essere dotati di un sigillo meccanico approvato, pena il fermo od il ritardo.


Ogni utilizzazione di un modello di sigillo più resistente potrebbe fargli conseguire, peraltro, una posizione di fila migliore.


Si è già verificata una sostanziale crescita della domanda per sigilli a chiavistello (ed a cavo), tanto che essi stanno rapidamente diventando la norma per la maggior parte delle spedizioni containerizzate.


Molti di loro, inoltre, vengono adesso applicati di routine anche sui contenitori vuoti.


Il sigillo indicativo è ancora popolare, ma non più come unico mezzo di protezione.


Invece, esso ora è spesso utilizzato unitamente ad un sigillo meccanico al fine di fornire una protezione maggiormente visibile per un controllo doganale agevolato.


L’aumento dell’uso di sigilli meccanici più resistenti ha già comportato una robusta crescita del 10% delle vendite complessive annue per diversi anni, il che rappresenta una buona notizia per i produttori, mentre la produzione adesso viaggia nell’ordine delle decine di milioni all’anno.


Ciononostante, lo sviluppo a livello generalizzato di un sigillo elettronico “esperto” continua ad essere considerato come un progresso logico.


Un importante passo avanti è stato fatto all’inizio di quest’anno nel senso del conseguimento di una qualche standardizzazione globale anche in questo settore, quando è stato pubblicato l’ISO-18185 e sono state approvate due frequenze ai fini dell’utilizzazione nell’interrogazione RFID (identificazione frequenza radio) dei sigilli elettronici per contenitori e dei congegni di percezione.


Una è la 434 MHz, in gran parte supportata dalla tecnologia attualmente in offerta da parte della Savi Technology.


L’altra è la 2.4 GHz, al momento preferita dalla GE Security, che lavora in collaborazione con la Siemens e la Mitsubishi Corp.


Quest’ultima collaborazione ha avuto quale esito il sistema di sicurezza per containers “CommerceGuard”, l’ultima versione del quale (la 3.0) è stata introdotta quest’anno.


Si tratta di un congegno completo per la gestione della sicurezza a distanza, installato in modo permanente sul contenitore, mentre l’offerta della Savi è piuttosto un sistema di etichettatura ed è forse più adatta all’incorporazione per un solo viaggio all’interno di un sigillo meccanico di sicurezza già installato.


Tuttavia, la complessità ed il prezzo relativamente alto di queste (ed altre) alternative di “sigillo elettronico” continuano a fungere da deterrente per una loro maggiore diffusione, specialmente se confrontati con l’economico prezzo di 1 dollaro USA o ancor meno che oggi viene pagato per un sigillo passivo (cioè non elettronico) a chiavistello od a cavo.


Inoltre, i collaudi indipendenti espletati recentemente da talune parti interessate (tra cui la APL) mostrano come la maggior parte degli attuali modelli di sigillo elettronico possano ancora essere manomessi in modo relativamente semplice e siano pertanto vulnerabili ad attacchi esterni.


Di conseguenza, non è ancora in programma una loro produzione in serie, anche se molti produttori ben noti di versioni meccaniche sono da tempo impegnati nello sviluppo del sigillo elettronico ed un ulteriore progresso è atteso nell’immediato per quanto attiene l’istituzione di standard per comunicazioni ed altri protocolli.
(da: Containerisation International, ottobre 2007, pag. 75)


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