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31 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:07 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 16 GENNAIO 2012

Porti

Storie di successo in Asia

Alan Lee, presidente dell'Associazione Operatori Terminal Container di Hong Kong, afferma che, a causa della concorrenza da parte dei porti vicini, le esportazioni dirette da Hong Kong si stanno riducendo e che pertanto i suoi terminal sono propensi a reindirizzare la propria attenzione verso il trasbordo internazionale.

Anche l'aumento delle dimensioni delle navi supporta questo scenario del tipo hub-and-spoke.

Storicamente, i volumi di trasbordo a Hong Kong hanno da sempre costituito approssimativamente il 15-20% dei risultati complessivi.

Ora la nuova percentuale si è incrementata a quasi il 60%.

Questa crescita, peraltro, non può verificarsi senza difficoltà da superare.

Hong Kong non dispone di un terminal di trasbordo dedicato e Lee afferma che il governo non è stato in grado di dedicare tempo e risorse adeguati alle esigenze di trasbordo del porto.

“C'è una notevole domanda di territorio di supporto e di ormeggi per chiatte nell'area portuale al fine di movimentare i volumi in aumento di container di trasbordo in attesa di spedizione successiva.

Questo problema, tuttavia, nel corso degli anni è rimasto irrisolto”.

A mo' di lezione che gli altri porti possano apprendere, Lee dichiara che affinché il concetto dello hub-and-spoke funzioni, un terminal ha bisogno di un agglomerato dello shipping per assicurare buoni collegamenti, di un'elevata produttività terminalistica per assicurare l'efficienza e dell'affidabilità dei processi di lavoro.

Bisognerebbe studiare i fattori decisivi per il successo di un buon porto di trasbordo, come quello della PSA.

In alternativa, ci si potrebbe consultare con le linee di navigazione, che potrebbero essere i propri futuri clienti, allo scopo di capire le loro reali esigenze al fine di consentire una migliore programmazione”.

Martin Gaard Christiansen, capo esecutivo della APM Terminals per la regione Asia-Pacifico, afferma che gli attuali principali hub di trasbordo quali Busan, Hong Kong, Singapore e Tanjung Pelepas continuano a dominare il settore.

“Per competere, ci vogliono la giusta localizzazione, le economie di scala ed un'elevata efficienza.

La concorrenza fra gli attuali operatori per l'attività di trasbordo è piuttosto dura.

Per le attività di avviamento ciò diventa ancora più difficile, poiché esse non dispongono dei vantaggi di scala né i precedenti di elevata efficienza e movimentare uno hub di trasbordo per i vettori è un compito più difficile che comporta – nel caso non lo si faccia bene – notevoli complessità e costi per la rete”.

Christiansen afferma che con l'aumento delle dimensioni delle navi e l'esigenza di un'elevata produttività, i terminal di trasbordo, al fine di poter competere, necessitano di avere le corrette dimensioni fisiche in termini di pescaggio, lunghezza degli ormeggi e dimensioni delle gru, così come la capacità del piazzale per un'elevata produttività.

“Occorre che le autorità portuali siano all'avanguardia ed assicurino che venga reso possibile un sufficiente supporto per gli aggiornamenti richiesti”.

Alla richiesta di elencare i requisiti più importanti per un terminal di trasbordo di successo in Asia, Christiansen evidenzia “la localizzazione, l'elevata efficienza, l'affidabilità e la competitività in termini di costi”.

“Il PSA e Tanjing Pelepas costituiscono esempi eccellenti di porti di trasbordo eccellenti.

Entrambi sono situati in modo assai strategico in località in cui si incontra un numero significativo di servizi est/ovest e nord/sud.

Tutti e due dispongono di eccellenti dimensioni fisiche e di scala per competere”.

Il consiglio che Christiansen rivolge a qualsiasi dirigente portuale che s'imbarca in un progetto relativo a terminal di trasbordo è quello di assicurarsi in primo luogo ed innanzitutto di poter disporre di una localizzazione e di un prodotto che possano competere gli operatori già affermati, “dopodiché, occorre avere sostegno e supporto assai solido e duraturo da parte sia dell'autorità portuale, sia dei clienti-chiave”.
(da: portstrategy.com, 06.01.2012)



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