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31 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:45 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 16 APRILE 2012

Porti

L'intenzione di Eurotunnel di acquisire parte del porto di Calais è una cattiva notizia per gli operatori di traghetti

Che dire della notizia secondo cui la Eurotunnel vorrebbe acquisire quote in alcuni porti francesi della Manica, così come di quella secondo cui essa starebbe annusando in giro alle tre navi abbandonate ormeggiate alle banchine di Calais e Dunkerque?

Da un lato, si tratta della solita storia di chi ha e chi non ha.

Gli ultimi due decenni sono stati disastrosi per l'attività degli operatori di traghetti sulla Manica.

Anche se le attuali sventure del settore del trasporto marittimo di contenitori sono state cagionate principalmente dalle linee di navigazione stesse, le compagnie di traghetti sono state colpite da fattori esterni ben al di là del loro controllo: la crescita del trasporto aereo di linea a basso costo ha più che decimato le dimensioni del suo mercato passeggeri; quest'ultimo è stato ulteriormente massacrato dalla eliminazione delle vendite esentasse nell'ambito dell'Unione Europea (un altro flusso che viene meno per gli operatori di traghetti: la vendita duty-free a bordo); infien, l'apertura del Tunnel della Manica ha apportato un concorrente nei traffici Regno Unito-Francia in grado di aggiungere o togliere capacità a volontà.

Tutti assieme, questi ter fattori hanno rappresentato una sfida notevole ai legittimi operatori di traghetti, che a loro volta hanno dimostrato la loro capacità di resistere concentrandosi sulle attività di trasporto merci, che erano abbastanza solide e robuste da consentire loro di continuare a ricavare profitti decenti, fino a quando la recessione del 2008 è giunta a decimare letteralmente i volumi.

Questi ultimi devono ancora riprendersi come si deve sino ai livelli anteriori alla crisi ed il risultato è che prima del crollo della SeaFrance nel traffico in questione c'era un eccesso di capacità di almeno il 20%.

L'abbandono della SeaFrance ha alleviato il problema, ma il pensiero che quelle tre navi – la Rodin, la Nord Pas de Calais e la Berlioz (una quarta nave, la Moliere, adesso naviga nel Mediterraneo) – possano ritornare nella Manica ed effettuare operazioni tra Dover e Boulogne, secondo i commenti di Jacques Gounon, c.e.o. della Eurotunnel, potrebbe gettare nella disperazione i cuori dei dirigenti della P&O e della DFDS.

Peraltro, anche le ulteriori notizie secondo cui la società ha propsoto di rilevare una quota del'ente – la Camera di Commercio della Côte d'Opale – che si accingerebbe a vincere la gara d'appalto relativa alla concessione cinquantennale per la gestione dei porti di Calais e Boulogne dovrebbero essere portate all'tatenzione delle autorità per la concorrenza dell'Unione Europea.
(da: porttechnology.com, 05.04.2012)



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