ShipStore web site ShipStore advertising
testata inforMARE
ShipStore web site ShipStore advertising

29 novembre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10.43 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 30 APRILE 2012

Legislazione

Le concessioni portuali: un intasamento normativo

A dicembre del 2011 la Commissione Europea ha emanato una proposta finalizzata all'introduzione di una direttiva sulla concessione di servizi e sui contratti di affidamento dei lavori portuali.

Anche se la direttiva proposta deve ancora essere esaminata a fondo dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo, e quindi potrebbe essere soggetta ad ulteriori cambiamenti, i porti e gli operatori terminalistici dovrebbero essere messi al corrente sui contenuti della normativa proposta.

Attualmente, non esistono specifiche linee-guida sui contratti di affidamento dei servizi.

L'unica direttiva deriva dal diritto giurisprudenziale sui principi della trasparenza, della proporzionalità e dell'eguale trattamento racchiusi nel Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea.

Con la pubblicazione della proposta di direttiva a dicembre del 2011, la Commissione cerca di porre rimedio all'attuale incertezza giuridica in materia, così come alla carenza di linee-guida omogenee in tutta l'Unione Europea, nonché alla mancanza di protezione legale/giudiziale.

Senza linee-guida di fonte normativa esistono potenziali distorsioni del mercato ed inefficienza in materia di concessioni di servizi.

In particolare, esistono preoccupazioni in ordine al fatto che le piccole e medie imprese non siano in grado di entrare nel mercato delle concessioni e che le autorità pubbliche non riescano a garantire l'efficienza della spesa pubblica.

Quest'ultima è un elemento decisivo in un momento in cui la spesa pubblica viene posta sotto un rigoroso esame.

La stessa mancanza di linee-guida ha comportato un campo di gioco impari nel settore delle concessioni, mentre la mancanza di uniformità rappresenta una barriera all'ingresso nel mercato, dal momento che gli appaltanti debbono acquisire consulenze da esperti sulla conformità alle condizioni locali, con la conseguenza di effetti negativi sulla concorrenza e di una riduzione del valore del denaro per i clienti.

Attualmente, inoltre, vi sono pochi strumenti di ricorso a disposizione di coloro partecipano ad una gara relativa all'assegnazione di una concessione.

Le assegnazioni dei lavori sono definite nella proposta di direttiva come “un contratto a scopo di lucro concluso per iscritto fra uno o più operatori economici ed uno o più appaltanti ed avente quale obiettivo l'esecuzione dei lavori, laddove per lavori da espletarsi si intendono a) solamente il diritto di effettuare i lavori che sono oggetto del contratto o b) quello stesso diritto unitamente al pagamento”.

Gli affidamenti dei lavori sono attualmente soggetti a provvedimenti normativi circoscritti.

Gli affidamenti di servizi, quale forma di cooperazione pubblico-privata, vengono definiti come i casi in cui un organismo del settore pubblico concede ad un operatore del settore privato l'uso di determinate infrastrutture se l'imprenditore provato sottoscrive l'accordo di effettuare operazioni, manutenzione ed investimenti nello sviluppo dell'infrastruttura coinvolta.

Ad esempio, un'autorità portuale può affidare ad una società privata una porzione di terreno portuale ai fini della fornitura di servizi di movimentazione dei carichi.
L'operatore del settore privato si assume il rischio operativo e dell'investimento e di conseguenza ha diritto di incassare le entrate generate da quella particolare infrastruttura o da quel particolare servizio per tutta la durata della concessione.

La ESPO (Organizzazione Europea dei Porti Marittimi) ha pubblicato a maggio del 2011 un documento contenente il proprio punto di vista sull'applicazione dei principi normativi Europea in relazione agli accordi in materia di terminal portuali.

Il documento ha rivelato che i sistemi di governance portuale differiscono in ambito europeo e che la grande maggioranza dei porti europei appartiene allo stato.

La gestione delle infrastrutture portuali è spesso devoluta ad una autorità portuale, che assume le funzioni di “padrone di casa” presso il porto gestito, inclusa la facoltà di consentire l'accesso delle imprese operanti nel mercato ai terreni portuali per assicurare i servizi portuali.

Questi contratti sono regolati da tutta una serie di norme pubbliche e private.

La ESPO ammette che le procedure di concessione in regime di concorrenza sono diffusamente utilizzate nell'ambito del settore portuale e terminalistico, specialmente nel campo dei traffici containerizzati.

La ESPO ha adottato un “Rapporto d'indagine” che illustra l'uso delle aste in regime di concorrenza o delle procedure di gara nell'appalto dei terreni portuali.

Le statistiche della ESPO indicano come sia probabile che le maggiori autorità portuali si servano di procedure di concessione in regime di concorrenza e come la durata media degli accordi terminalistici sia di 30-35 anni.

La ESPO raccomanda che, in qualsiasi situazione in cui le autorità portuali consentono l'uso da parte di terzi di terreni portuali per servizi portuali, esse rendano noti i piani inerenti all'utilizzazione e si uniformino a criteri di selezione che siano “equi, non discriminatori e trasparenti rispetto ai controlli”.

Da questo punto di vista, la ESPO sostiene con forza la proposta di direttiva, ritenendo che essa lasci alle autorità portuali la necessaria flessibilità in ordine alla istituzione di criteri sia di selezione sia di concessione per gli affidamenti dei servizi.

Tuttavia, la ESPO ha espresso le proprie preoccupazioni in relazione al prolungamento degli accordi fra operatori assegnatari ed autorità portuale.

La ESPO non sostiene il prolungamento automatico ma ritiene che, se un operatore assegnatario si stesse comportando bene e si stesse impegnando ad investire in infrastrutture, l'accordo con l'autorità portuale dovrebbe essere prolungato.

La Commissione ha indicato che l'estensione della durata di un contratto in essere possa essere qualificata come una nuova concessione e possa dover adeguarsi alla regolamentazione della proposta di direttiva.

C'è, pertanto, una lieve divergenza fra l'opinione della ESPO e quella della Commissione riguardo al prolungamento dei contratti.

È probabile che questa tensione minore resti al momento irrisolta.

Tuttavia, può essere che, se il prolungamento era stato menzionato nella concessione del contratto originario, la previsione possa restare valida, in particolare se il concessionario detenga il diritto unilaterale di estendere la concessione nel caso che determinate condizione vengano soddisfatte.

Perciò, non dovrebbe esserci alcun nuovo “accordo” che richieda il consenso dell'organismo appaltante, dando così vita ad una nuova normativa.

Il settore stesso sta ancora valutando l'impatto della proposta di direttiva, ed è anche probabile che ogni ulteriore commento tenga conto di un nuovo pacchetto di misure per i porti al vaglio del dipartimento trasporti e mobilità della Commissione Europea.

È probabile che questo pacchetto contenga misure atte a ridurre gli oneri amministrativi presso i porti, al fine di migliorare la trasparenza dei finanziamenti portuali, nonché proposte di provvedimenti sui servizi portuali.

Anche se la proposta di direttiva sulle concessioni di servizi de'essere ancora adottata dal Parlamento Europeo o dal Consiglio dei Ministri, si prevede che tali misure possano essere accolte entro la fine del 2012.

La data attualmente prevista per il recepimento della proposta di direttiva è quella del 30 giugno 2014.

Tuttavia, la Commissione Europea ha confermato che la proposta di direttiva non avrà effetto retroattivo e pertanto non si applicherà ai contratti già in essere alla data della sua entrata in vigore.

Gli operatori portuali e terminalistici vorrebbero accelerare le trattative sui nuovi progetti allo scopo di concludere accordi, patti o variazioni ai patti esistenti, prima che la nuova normativa entri in vigore.

Essi vorrebbero altresì poter presentare richieste, direttamente od indirettamente, in ordine alla configurazione definitiva della normativa.
(da: portstrategy.com, 01.05.2012)



ABB Marine Solutions


Cerca il tuo albergo
Destinazione
Data di arrivo
Data di partenza


Indice Prima pagina Notiziario C.I.S.Co.
Pagina precedente

- Piazza Matteotti 1/3 - 16123 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail