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2 settembre 2014 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 20.58 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 30 MAGGIO 2012

Trasporto stradale

Si aggrava il problema dei transiti in Bielorussia

Le dispute diplomatiche e quelle territoriali fra autotrasportatori stanno rendendo più difficile il transito terrestre da/per Russia e Kazakhstan via Bielorussia.

Russia, Bielorussia e Kazakhstan (RBK) hanno costituito un'unione doganale al fine di agevolare i propri traffici di transito interregionali, ma le cose si sono poi rivelate difficili.

Da un lato, l'attuale zuffa fra l'Unione Europea e la Bielorussia sul persistente presunto giro di vite di Minsk a danno dell'opposizione politica e di altri attivisti alla fine ha comportato sanzioni ed espulsioni “pan per focaccia” di personale diplomatico.

I tre stati hanno condannato le sanzioni dell'Unione Europea e la “lista nera” di rappresentanti della Bielorussia quali impedimenti artificiosi per i traffici e come minacce alla loro unione doganale, ma i caricatori ed i trasportatori stanno cercando in misura sempre maggiore di aggirare la tratta terrestre in questione, accedendo alla Russia ed al Kazakhstan attraverso gli scali marittimi del Baltico orientale.

Per ragioni proprie e non correlate alla questione, cioè la rappresaglia ai presunti blocchi ai trasportatori russi in Polonia, la Russia ha ora aggravato il problema mediante l'introduzione di limitazioni ai trasportatori di “paesi terzi” (vale a dire le imprese non RBK).

Guarda caso, si tratta per lo più di trasportatori polacchi che entrano in Russia ai sensi di permessi bilaterali polacco-bielorussi che dovrebbero collegarli senza interruzioni all'unione doganale di RBK.

Sino ad ora, i controlli sui documenti degli autotrasportatori alle frontiere stradali fra Polonia e Bielorussia erano sufficienti per entrare in Russia, di modo che agli autisti cui era consentito di entrare in Bielorussia dalla Polonia era anche permesso, fino all'inizio di maggio, di giungere sino in Russia e, se occorreva, in Kazakhstan.

Tuttavia, la ASMAP (Associazione Russa dei Trasportatori Stradali Internazionali) ha dichiarato che l'80% circa dei camion che entrano in Russia dalla Bielorussia (attraverso il cosiddetto corridoio di Smolensk) non hanno il permesso appropriato per entrare in Russia.

Le misure repressive hanno comportato la comminazione di multe salate e la formazione di code di camion al confine polacco-bielorusso lunghe sino a 20 km.

L'Associazione Polacca dei Trasportatori Internazionali ha chiesto a Varsavia di “intraprendere passi analoghi” e di protestare al più alto livello diplomatico.

“Ci sono due giocatori che vogliono giocare nello stesso mercato” afferma Konstantin Sharshakov, portavoce della ASMAP.

“Mentre la parte russa ritiene di avere una flotta di camion abbastanza grande da assicurare in proprio il necessario volume di trasporto, la Polonia è un paese di transito e le autorità polacche tenteranno di ridurre al minimo il numero dei permessi di transito rilasciati agli autotrasportatori russi”.

Al momento, Polonia, Lituania ed Ucraina hanno consigliato alle ditte di trasporto di evitare la Bielorussia quando è possibile e di cercare direttrici alternative per la Russia.
(da: worldcargonews.com, 21.05.2012)



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