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21 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:13 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 13 LUGLIO 2012

Porti

Algeciras valuta potenziali sviluppi

Il Total Terminal International Algeciras, che appartiene alla Hanjin, ha movimentato 650.000 TEU l'anno scorso e potrebbe raggiungere il milione di TEU nel 2012.

Tuttavia, nessuna decisione è stata ancora presa rispetto a come procedere con lo sviluppo del terminal denominato Fase B.

Circa il 92% del traffico attuale è di trasbordo.

Il dirigente in capo Alonso Luque sottolinea come l'espansione del terminal rappresenti perciò “un obbligo” per raggiungere la massa critica necessaria a rendere questa attività una fonte di profitti.

“I margini nel trasbordo sono minimi.

Occorrono un sacco di volumi per conseguire ritorni ragionevoli od almeno per coprire i costi.

Dopodiché, è il traffico di import-export che fa la differenza fra profitto e perdita” afferma Luque.

Ma perché la Hanjin sembra riluttante ad impegnarsi in altri investimenti?

La risposta, in parte, risiede nel fatto che i costi per le linee di navigazione ad Algeciras sono del 50% maggiori di quelli al Tanger-Med.

“Noi, pertanto, dobbiamo fare uno sforzo maggiore per bilanciare questa differenza.

Dobbiamo attirare altre linee di navigazione ed il modo migliore per farlo consiste nell'offrire buoni prezzi, assicurando nel contempo il servizio e la produttività.

Tuttavia, se non potessimo offrire i prezzi di cui le linee di navigazione sono alla ricerca, in realtà, sarebbe inutile parlarne!” dichiara Luque.

L'autorità portuale ha già fatto un sacco di lavoro per far diminuire le tariffe, ma c'è ancora un differenziale del 10-15% da colmare.

Il TTIA perciò punta a tagliare i costi del lavoro.

Al momento attuale la forza-lavoro consiste di 1.200 portuali a tempo indeterminato, con 420 altri lavoratori occasionali che cercano di aggregarsi ai primi.

Peraltro, le squadre di lavoro, che consistono di 14-15 membri, sono più grandi di quelle di Barcellona o Valencia, mentre Luque sostiene che al TTIAA ne occorrono solo 10.

“Non c'è nulla più di quello che per noi costituisca un costo aggiuntivo” afferma Luque.

A meno che non si riesca a conseguire questa riduzione, è dubbio che lo sviluppo della Fase B possa indurre profitti.

“Per andare avanti, occorre sia la garanzia che le dimensioni delle squadre si riducano, sia - almeno - uno standard di funzionamento stabile che sia accettabile per la nostra attività; ciò potrà ottenersi solamente attraverso un accordo con i lavoratori” dichiara Luque, aggiungendo che il fattore in più di Algeciras è finora consistito nel fatto di aver goduto della pace sul luogo di lavoro.

Ciononostante, Luque tiene a sottolineare che è difficile dire quanta affidabilità potrà presentare nelle trattative con le linee di navigazione potenziali nuovi clienti.
(da: portstrategy.com, 25.06.2012)



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