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21 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 12:00 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 15 OTTOBRE 2012

Legislazione

Gli operatori portuali privati chiedono sicurezza per gli investimenti

Gli operatori portuali privati europei hanno chiesto l'adozione di provvedimenti in Europa al fine di garantire la sicurezza degli investimenti presso i porti dell'Unione Europea.

Gunther Bunz, presidente della Feport (Federazione Europea degli Operatori Portuali Privati) ha dichiarato che 100 milioni di euro di investimenti programmati in nuova capacità da parte degli operatori europei privati nel giro dei prossimi cinque anni sarebbero a rischio se qualche futura normativa o direttiva sui porti dell'Unione Europea dovesse interferire con il prolungamento delle attuali concessioni, alcuni delle quali scadranno nel 2015.

Bunz ha espresso tale concetto parlando il 25 settembre scorso a Bruxelles in occasione della conferenza sulla revisione della politica portuale europea da parte della Commissione Europea, quando ha affermato che per conseguire rendimenti dai principali nuovi investimenti ci vorrebbe più tempo di due o tre anni.

La rivisitazione da parte della Commissione Europea della politica portuale giunge cinque anni dopo il fallito tentativo di istituire una politica portuale pan-europea, in cui le regole finalizzate ad evitare l'automatico prolungamento delle concessioni costituivano le questioni-chiave affrontate.

Parlando alla conferenza, il vice presidente e commissario ai trasporti della Commissione Europea Siim Kallas ha affermato che le prassi restrittive presso i porti europei in ordine alle concessioni, all'accesso ai servizi portuali ed alla mancata regolazione di procedure lavorative inerenti alla movimentazione dei carichi stanno ostacolando la crescita nei porti europei.

Kallas ha dichiarato che i risultati di 512 indagini effettuate dalla Commissione Europea presso portatori d'interessi portuali in tutta Europa hanno mostrato come i contratti di concessione non siano sempre stati stipulati mediante l'uso di procedure non discriminatorie e trasparenti.

Kallas ha avvertito che i porti hanno bisogno di un ambiente concorrenziale leale e di certezza del diritto per attirare attività.

Nel contempo, Victor Schoenmakers, presidente dell'ESPO (Organizzazione dei Porti Marittimi Europei), ha detto che la continuità degli investimenti portuali è essenziale ma che la questione delle concessioni rappresenta un dilemma, poiché ha affermato che le autorità portuali hanno bisogno di poter gestire i porti “nell'interesse di tutti i clienti e non solo di singoli al fine di migliorare la qualità complessiva dei porti”.

Schoenmakers ha dichiarato che la revisione della politica portuale è opportuna specialmente perché i porti adesso sono stati costituiti quali fondamenti delle Reti Trans-Europee di Trasporto.

Al di là di qualsiasi nuova proposta di politica, sono state richieste direttive sull'applicazione delle regole del Trattato di Maastricht.

Nella sua relazione, Schoenmakers ha detto che il forte potere di contrattazione degli operatori privati del mercato quali gli operatori terminalistici, i vettori e gli operatori logistici fa parte delle principali problematiche della politica portuale europea.

“La crisi economica ha fortunatamente spazzato via gli speculatori che pagavano prezzi esorbitanti per le imprese e le infrastrutture portuali.

La crisi, peraltro, ha costretto i governi di alcuni paesi a vendere i beni portuali senza prendere debitamente in considerazione il loro valore strategico per le proprie economie” ha detto Schoenmakers.

La conferenza della Commissione Europea, che ha attirato circa 500 partecipanti, era finalizzata a valutare le opinioni sui porti dei portatori d'interessi e delle autorità.

Il vice presidente Kallas, che ha richiesto la parità di trattamento per quanto attiene le concessioni e le procedure di servizio portuale, ha avvertito che il potenziamento degli accessi ferroviari e stradali ai porti, nonché il miglioramento e la costruzione delle infrastrutture potrebbero non bastare da soli per risolvere i problemi correlati alle attuali inefficienze presso i porti europei.

Alcune autorità portuali continuano a concludere “accordi a scatola chiusa” sui servizi portuali, ha aggiunto Kallas.

I sindacati dei lavoratori portuali hanno affermato di essersi rifiutati di compilare i questionari della Commissione Europea inviati a giugno a tutti coloro che sono coinvolti nel settore, poiché affermano di essere contrari a qualsiasi tentativo di introdurre una riforma del lavoro pan-europea e ad ogni cambiamento per quanto attiene le squadre di lavoro degli stivatori.
(da: portfinanceinternational.com, 26.09.2012)



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