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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:49 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 30 NOVEMBRE 2012

PORTI

GLI OPERATORI DI AMBURGO ALLA RICERCA DI SCONTI

Gli operatori portuali di Amburgo chiedono sconti sugli oneri portuali per le navi dotate di capacità superiori a 10.000 TEU, dopo che il piano di approfondimento del Basso Elba è stato nuovamente rinviato dai tribunali.

In seguito ad un pronunciamento preliminare della corte suprema amministrativa federale di Lipsia che ha sospeso l'approfondimento del canale navigabile del fiume Elba, la UVHH (Unternehmensverband Hafen Hamburg eV), associazione degli operatori portuali di Amburgo, ha richiesto una riduzione degli oneri portuali per le portacontainer con capacità di oltre 10.000 TEU, dal momento che esse non possono accedere ad Amburgo a pieno carico.

“La nostra clientela internazionale si aspetta urgentemente un segnale sostenibile finalizzato ad alleviare la difficile situazione” ha dichiarato la UVHH.

“In assenza di provvedimenti, si teme che il porto di Amburgo possa perdere volumi di carico e quindi potenziali posti di lavoro”.

Fino a quando il vicolo cieco del dragaggio del Basso Elba non sarà stato risolto, la UVHH vorrebbe che venisse dichiarata una moratoria in ordine ai finanziamenti concessi annualmente alla Stiftung Lebensraum Elbe (Fondazione Habitat dell'Elba).

La fondazione ha ricevuto un finanziamento di avvio di 10 milioni di euro dalla HPA (Autorità Portuale di Amburgo) e ha inoltre finora ricevuto altri 5,5 milioni di euro derivanti dalle riscossioni degli oneri portuali annui.

Attualmente, il 4% circa degli oneri portuali (più o meno 1,5 milioni di euro) vengono trasmessi annualmente alla fondazione.

Finora, peraltro, a detta della UVHH, dalla fondazione non è stato realizzato alcun progetto ed il settore portuale non è a conoscenza di qualche progetto o proposta in arrivo.

La UVHH prosegue asserendo che il settore portuale supporta gli sforzi finalizzati allo sviluppo sostenibile del bacino dell'Elba e ha realizzato notevoliinvestimenti in sostenibilità, con progetti quali l'energia marittima alternativa, i terminal per gas naturale liquido, il trasporto fluviale su chiatta, l'energia ibrida e così via, ma che non può supportare tali investimenti a meno che essi non producano profitti.

Le suddette richieste sono state presentate dall'attuale presidente della UVHH Gunther Bonz e sono state immediatamente respinte da vari gruppi ambientalisti, fra cui la NABU, il BUND e ed il WWF, mentre anche il Ministero dell'Economia di Amburgo si è dimostrato freddo al riguardo.

Un portavoce del Ministero ha dichiarato: “Uno sconto sugli oneri portuali non è necessario per conservare i clienti ad Amburgo.

Invece, noi suggeriamo che le compagnie di navigazione containerizzate potranno trarre vantaggio dall'introduzione di una intelligente gestione dei traffici da parte della HPA al fine di alleviare i problemi nautici relativi alla navigazione sul fiume Elba”.

Alla data del 21 novembre la HPA non aveva ancora risposto alle richieste della UVHH; ci si preoccupa che - date le prevalenti difficili condizioni di mercato - Amburgo perderà nuovamente traffici a favore di Rotterdam, che ha appena annunciato un ulteriore sconto sugli oneri portuali per il 2013.

Gli ultimi dati trimestrali forniti dalla HPA mostrano come nei primi nove mesi dell'anno i traffici containerizzati di Amburgo siano diminuiti dello 0,6% sino a 6,7 milioni di TEU.

La HPA ha ribadito che, mentre nel 2007 solo 597 ULVs (navi ultra grandi) avevano scalato il porto, l'anno scorso il numero delle navi di lunghezza superiore a 300 metri e/o di baglio superiore ai 45 metri ha raggiunto la cifra di 894.

“Per gli armatori con navi che fanno scalo ad Amburgo e per gli altri clienti del settore portuale, della logistica e dei traffici in tutto il mondo, la rapida realizzazione del programmato approfondimento del canale di navigazione rappresenterà un notevole miglioramento a garanzia dell'accessibilità del porto dal mare” afferma Claudia Roller, c.e.o. del marketing del Porto di Amburgo.

“Il protrarsi delle liti fra i vari gruppi di interesse potrebbe portare ad un punto morto nell'ulteriore sviluppo delle infrastrutture di trasporto stradali, ferroviarie ed idroviarie che viene così urgentemente richiesto dalla nostra economia nazionale e da quelle dei nostri vicini europei.

La gran massa delle importazioni ed esportazioni tedesche vengono movimentate via Amburgo ed attraverso altri porti marittimi tedeschi che rappresentano un vantaggio assai importante, data la loro localizzazione, per il commercio estero tedesco e per tutti i posti di lavoro coinvolti”.
(worldcargonews.com, 21.11.2012)



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