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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:34 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXX - Numero 14 DICEMBRE 2012

PORTI

I PORTI DELLA COSTA OCCIDENTALE U.S.A. ALLE PRESE CON PROBLEMI CHE DISTOLGONO L'ATTENZIONE DALLE ATTIVITÀ PRIMARIE

Introspezione, feudi personali, pressioni da parte di interessi commerciali esterni, dimissioni ed inchieste interne stanno tenendo occupati i responsabili dei porti della Costa Occidentale statunitense ed in alcuni casi stanno distraendo la loro attenzione dal proprio compito principale consistente nell'attirare carichi ed occuparsi di loro in modo efficiente.

Le distrazioni si verificano per lo più presso i grandi porti containerizzati.

Gli operatori minori, specialmente quelli specializzati in rinfuse, si soffermano maggiormente sull'aspetto più importante, cioè occuparsi delle merci e dei traffici.

Ed i loro sforzi si stanno dimostrando vincenti.

Fra quelli più degni di nota c'è il porto di Olympia nello stato di Washington.

Quest'ultimo è divenuto il principale canale di sabbie fracking (proppant di ceramica) dalla Cina allo stato in espansione del North Dakota, dove sono in corso di scavo migliaia di pozzi di petrolio.

Il porto, essendosi assicurato un contratto biennale con la Rainbow Ceramics di Houston, prevede un balzo verso l'alto del 40% dei proventi presso il proprio terminal marittimo sino a 4,5 milioni di dollari USA nel corso del prossimo anno finanziario.

Un altro porto minore, quello di Portland, ha dovuto subire varie delusioni negli ultimi sei mesi a causa di problemi con la forza-lavoro.

Gran parte di tali problematiche hanno riguardato la ICTSI, che ha rilevato il Terminal 6 ed è stato accusato dai sindacati di impiegare lavoratori a basso costo benché iscritti a sindacati.

Le corti federali sono riuscite a portare a termine una mediazione sulla disputa ed i traffici sono ripresi, ma è probabile che essi siano diminuiti di qualcosa come il 15% rispetto al 2011.

E, come avvenuto per molti altri porti, i suoi piani di espansione si sono impantanati nell'opposizione da parte della comunità locale e nelle iniziative degli ambientalisti.

Un piano finalizzato allo sviluppo di 500 acri per un nuovo terminal sulla West Hayden Island è ancora alla fase del pubblico riesame, a due dalla prima presentazione della proposta.

Non ci si aspetta alcun progresso significativo nel breve periodo.

Portland ha inoltre dovuto subire le proteste degli attivisti degli stati dell'Oregon e di Washington contro i terminali per il frumento, che hanno indotto i vettori di rinfuse ad evitare del tutto la regione.

La domanda cala

La California è alle prese con i suoi problemi.

I volumi a Los Angeles hanno mostrato un inatteso decremento del 3% dei contenitori pieni ad ottobre, il che rappresenta un significativo segnale del nervosismo dell'economia statunitense.

L'incremento dell'anno finora è del 4,7% rispetto al 2011, a fronte di una previsione di bilancio del 3%.

A differenza del suo vicino Long Beach, il porto è stato almeno in grado di concentrarsi sullo sviluppo di capitale.

Il portavoce del porto Phillip Sanfield definisce “aggressivo” il programma da 1,2 miliardi di dollari USA per i prossimi cinque anni.

Nell'annata finanziaria che va fino a luglio del 2013, la spesa complessiva sarà dell'ordine di 285 milioni di dollari USA, di cui 127 milioni di dollari USA saranno relativi al terminal TransPacific.
I lavori presso il terminal sono quasi tutti da fare, riguardando i varchi per i veicoli pesanti e lo spostamento/riallineamento delle corsie stradali.

Altri 125 milioni di dollari USA vengono spesi per un nuovo piazzale ferroviario di smistamento presso l'Ormeggio 200 (il Bacino Occidentale).

Questi progetti rappresentano un esempio di ciò che i tecnici definiscono “guardarsi l'ombelico”.

“Oltre agli enormi costi che ciò comporta - oggigiorno, una caratteristica di qualsiasi lavoro edile anche di piccola portata - essi fanno poco per incrementare la capacità e prepararsi ai cambiamenti nel settore della lavorazione dei container nei prossimi anni a venire” afferma Sanfield.

Preoccupazioni a parte

L'economista Paul Bingham della CDM Smith nota come i porti in genere abbiano fatto un passo indietro rispetto ad una seria meditazione sulla capacità e gli argomenti correlati.

“Probabilmente ciò è avvenuto perché essi lavorano a bassa capacità sin dalla scivolata del 2007 e quindi al momento non dobbiamo preoccuparcene.

Non faccio affidamento sul fatto che i porti avranno la capacità di agire tempestivamente quando la domanda si sarà ripresa.

I politici sono soddisfatti riguardo alla situazione e sono contenti di non doversi preoccupare”.
Bingham loda Los Angeles per avere dato il via ad una lunga anche se tardiva revisione del suo piano finanziario.

Da parte sua, Long Beach è impantanato in litigi politici locali.

Due membri della commissione per la gestione portuale sono stati accusati di disonestà da un collega, con conseguente lunga causa e richieste di dimissioni.

La scelta della localizzazione di una sede provvisoria in occasione della costruzione di un nuovo edificio è divenuta un evento sgradevole in seguito all'intervento del sindaco della città ed agli insulti intercorsi in relazione alle interferenze del municipio negli affari interni del porto.

“Il porto è in una fase di transizione e non è uno scenario molto bello” ha dichiarato il responsabile di una compagnia di navigazione.

“La politica sta rallentando le sue attività ed i dipendenti temono di perdere il posto di lavoro, mentre la gente qualificata cerca di andarsene”.

Il dirigente di un'altra linea di navigazione concorda.

“I vettori si chiedono che cosa stia succedendo.

Essi vorrebbero essere rassicurati in relazione al fatto che le tariffe, gli affitti terminalistici e le condizioni rimanessero gli stessi.

Non si sta dicendo che gli operatori terminalistici stanno guardando altrove e che i vettori vorrebbero spostarsi, ma ciò potrebbe avvenire davvero se i contrasti dovessero persistere”.

Mania sportiva

A San Diego il porto si trova a dover affrontare una difficoltà inattesa in relazione al fatto che i proprietari dei terreni sono divenuti anche i nuovi proprietari del principale quotidiano della città.

Essi hanno pubblicamente dichiarato la propria intenzione di sfrattare l'autorità portuale e di costringere alla chiusura il principale terminal rinfuse per costruirvi un complesso commerciale che comprenda anche uno stadio dedicato ad attività sportive.

Per il momento, il porto continua comunque le proprie attività.

Il progetto inerente all'alimentazione elettrica da terra non è stato modificato nella sua portata, nemmeno a livello temporale.

Anche Seattle deve vedersela con la mania americana per lo sport.

I reclami della gente hanno indotto il municipio a novembre a siglare un accordo finalizzato alla costruzione di uno stadio dedicato ad attività sportivo-ricreative, con posti a sedere per oltre 50.000 spettatori, proprio in prossimità del porto.

Quanto meno, ciò comporterà un serio intasamento e ritardi nelle consegne portuali.

Afferma Peter McGraw, portavoce dei media di Seattle: “Da un rapporto sul traffico elaborato dai sostenitori dello stadio, le attività sportive hanno ovunque un potenziale di attrazione da 700.000 a 1.000.000 di passaggi veicolari in più all'anno nella zona.

Siamo preoccupati per il fatto che, senza un'appropriata azione di attenuazione del traffico, questi veicoli possano rendere difficile lo spostamento dei camion che trasportano i carichi dai nostri terminal sulle strade e ferrovie situate nelle vicinanze”.

I pessimisti sostengono che molti dei progressi fatti nella riduzione dell'inquinamento andranno perduti, dato che molti veicoli pesanti passeranno molto tempo fermi col motore al minimo: uno de malanni di cui il piano ambientale si era occupato.

Acqua alla gola

I guai di Oakland minimizzano tutti quelli degli altri.

I traffici sono diminuiti del 5%, l'amministratore delegato è stato coinvolto in uno scandalo relativo all'uso di carte di credito aziendali in un locale equivoco di Houston, il suo vice è stato sospeso per la medesima ragione, un lavoratore è deceduto sul lavoro, i portuali minacciano di scioperare ed una causa da 120 milioni di dollari è stata intentata al porto in relazione ad un accordo con la
Ports America per il noleggio a lungo termine degli Ormeggi 20-25 nell'ambito di una collaborazione pubblico-privata.

La causa sarà il fattore che provocherà i maggiori danni a lungo termine.

La SSA Terminals afferma che i propri introiti soffrono a causa delle condizioni del noleggio cinquantennale con la Ports America, il primo del suo genere nella storia del porto.

Gli osservatori sostengono che l'essenza dell'accordo consiste nel fatto che alla Ports America è stato concesso il noleggio in cambio della costruzione di attrezzature ed infrastrutture.

Dichiara Bingham: “Il risultato potrebbe alterare la futura struttura delle associazioni pubblico-private degli Stati Uniti.

L'avvertimento è nel senso che tali accordi non dovrebbero essere stipulati isolatamente con singole parti, ma dovrebbero coinvolgere tutti quanti”.

Secondo un osservatore, la lezione di strategia che si potrebbe trarre dal fiasco di Oakland consiste nel pericolo derivante dal combinare scali marittimi ed aeroporti nella stessa unità operativa.

“Oakland ha scommesso in modo ingente sulla crescita senza ostacoli dei servizi aerei passeggeri che servisse di conseguenza per l'espansione mediante prestiti.

Poi è arrivata la recessione ed i traffici sono letteralmente volati via, mentre i debiti sono rimasti.
Così, hanno cominciato a tentare di dirottare soldi e risorse dallo scalo marittimo, arrabattandosi in giro per attirarvi attività più alla svelta possibile.

L'associazione pubblico-privata è sembrata una meravigliosa iniezione di liquidità”.

Il vantaggio di Oakland sta nel fatto che i traffici containerizzati non hanno nessun altro posto in cui andare della California settentrionale.

San Francisco ha sospeso il 90% delle proprie operazioni containerizzate nel corso degli ultimi 15 anni; il tentativo di far rivivere le spedizioni di minerali dal Nevada e dall'Utah ha perso forza perché le miniere hanno ridotto le proprie operazioni.

Al contrario, Tacoma (talvolta chiamato Il Socio Minore del Canale di Puget) è in espansione.

Grazie quasi interamente allo spostamento della Grand Alliance da Seattle all'inizio dell'anno, i volumi containerizzati sono più elevati del 12% rispetto al 2011, mentre le rinfuse lo sono dell'87%.
(da: portstrategy.com, 04.12.2012)



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