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24 November 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 02:34 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 GENNAIO 2015

TRASPORTO FERROVIARIO

LA QUOTA DELLA MODALITÀ DEL TRASPORTO MERCI FERROVIARIO SCENDE AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DEL 10% IN FRANCIA

È un'affermazione forte, quella rilasciata dalla AFRA (Association Française du Rail) in una pubblicazione specialistica dedicata al trasporto merci europeo.

La quota modale delle ferrovie nel trasporto merci terrestre è scesa in Francia al di sotto del 10% nel 2013.

In tonnellate/km, il traffico è diminuito del 31% nel corso del periodo 2003-2013 secondo i dati di Eurostat citati dalla AFRA.

In Germania, allo stesso tempo, si è assistito ad una crescita dei traffici del 43% e nel Regno Unito del 15%.

Secondo l'AFRA, le tendenze nell'ambito dei traffici di trasporto merci ferroviario in Francia non corrispondono allo sviluppo economico generale.

Fra il 2000 ed il 2011, secondo i dati di Eurostat, il PIL è cresciuto del 14% mentre la produzione industriale è calata dell'8%.

Peraltro, il traffico ferroviario è diminuito del 40% mentre il trasporto stradale ha conseguito quote di mercato a svantaggio di quello su rotaia (+26%) a causa della sua crescente competitività.

Il contributo dei nuovi arrivati

Tuttavia, il trasporto merci ferroviario privato ha contribuito a limitare i danni.

La loro quota di mercato è pertanto passata dal 9% del 2008 al 36% nel 2013.

Questo dato comprende le consociate private dello storico operatore SNCF (9,5%) e dei membri dell'AFRA nuovi arrivati (26,5%).

Questi operatori hanno nel complesso visto incrementarsi il proprio traffico del 172% nel corso del periodo 201-2013.

Il loro giro d'affari è stato di 479 milioni di euro nel 2013; altre cifre-chiave sono quelle relative alla forza-lavoro, pari a 2.230 dipendenti, e ad una flotta di 325 locomotive.

Resta ancora da dire che, secondo uno studio della ditta di consulenze Bain & Compagnie elaborato nel 2010, l'attività in Francia è stata particolarmente influenzata dalle infrastrutture a causa di una rete del tipo hub caratterizzata da molti punti di congestione e da una gestione delle tracce penalizzata dalla priorità data ai treni passeggeri.

Gli altri principali ostacoli riguardano la rigidità delle prenotazioni e la proliferazione di tratte precarie, nonché l'adattamento a decenni di sotto-investimenti nei cantieri il cui impatto è andato incrementandosi fino al 2011.

Germania: l'esempio da seguire?

La Germania è senza dubbio la prima della classe in Europa nel settore del trasporto merci ferroviario.

Non solo i suoi traffici si sono incrementati del 40% in dieci anni, ma la quota modale del trasporto merci ferroviario è aumentata dal 18,4 al 23,1% in media pur nello scenario di stagnazione in Europa.

Questo paese prova che il declino del trasporto merci non è irreversibile.

Al di là della forte crescita del trasporto combinato (circa il 15% fra il 2005 ed il 2012), che va a compensare il calo dei carichi convenzionali, quello che richiama l'attenzione è il rilancio del carro singolo.

Lo storico operatore DB Schenker Rail, nel 2012, ha posto in essere la ripresa della strategia "Netzwerkbahn".

Come si legge nella pubblicazione specialistica della AFRA, “questa strategia si basa su un precedente sistema di prenotazioni computerizzato per l'aggregazione di carri singoli, riecheggiando la rete internazionale Xrail, un'alleanza di sette operatori merci europei (la Freight SNCF non vi è compresa) lanciata nel 2010 ed operativa in dieci paesi”.

Nondimeno, non è tutto perfetto.

Tutti gli attori del trasporto merci ferroviario tedesco devono infatti far fronte ai crescenti costi energetici, all'abbandono del nucleare ed alla scelta di energia rinnovabile con impatto finanziario sul settore.

Un notevole costo obbligatorio cui si aggiunge la normativa sull'inquinamento acustico.

Ciò richiederà il rinnovo del materiale rotabile.
(da: eurift.eu/wk-transport-logisticque.fr, 13 Gennaio 2015)



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