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24 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:59 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 28 FEBBRAIO 2015

TRASPORTO STRADALE

LA FRANCIA IMPONE UN SALARIO MINIMO PER GLI AUTOTRASPORTATORI STRANIERI

Una nuova legge francese, approvata dall'Assemblea Nazionale il 17 febbraio scorso con entrata in vigore alla fine di quest'anno, imporrà un regime di salario minimo per gli autisti di camion stranieri che percorrono le tratte internazionali da e per la Francia ed intraprendono il cabotaggio nel paese.

Le principali associazioni di categoria che rappresentano le ditte di autotrasporto francesi affermano che la nuova normativa costituisce “una parziale risposta” alle loro richiesta di iniziative finalizzate a combattere la distorsione della concorrenza nel settore, in particolare il dumping sui salari degli operatori a basso costo dell'Europa Orientale.

Essi, peraltro, sostengono che in definitiva la questione può essere risolta solamente a livello di Unione Europea e mediante la rideterminazione delle regole sul cabotaggio.

All'inizio di questo mese, il governo tedesco ha sospeso un provvedimento che aveva esteso la normativa sul salario minimo del paese agli autotrasportatori internazionali che effettuano operazioni di transito in Germania in seguito alle critiche da parte di altri paesi europei, in particolare la Polonia, nonché da parte di organismi di categoria come la IRU.

La Commissione sta ora esaminando se l'iniziativa sia conforme alla normativa dell'Unione Europea.

Ai sensi dell'attuale regolamentazione del cabotaggio, ai camionisti degli stati membri dell'Unione Europea viene al momento consentito di effettuare al massimo tre operazioni di trasporto nazionale nell'ambito di stati membri nel corso di un periodo di sette giorni subito dopo un'operazione a livello internazionale.

Non essendo considerati lavoratori “in distacco” (cioè trasferiti da uno stato dell'Unione Europea per lavorare temporaneamente in un altro), i loro datori di lavoro non sono obbligati a rispettare le regole salariali del paese ospite.
(da: lloydsloadinglist.com, 18 Febbraio 2015)



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