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26 November 2020 The on-line newspaper devoted to the world of transports 04:39 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 MARZO 2015

LEGISLAZIONE

LA DIRETTIVA SULLO ZOLFO METTE IL SETTORE MARITTIMO IN ACQUE TEMPESTOSE

La Direttiva sullo Zolfo dell'Unione Europea limita le emissioni solforose derivanti dalla navigazione mercantile allo 0,1% in una zona che si estende dal Canale della Manica al Mar Baltico.

Come riporta EurActiv, l'applicazione del regolamento si sta dimostrando problematica per gli stati membri.

La qualità dell'aria nel Canale della Manica, nel Mar Baltico e nel Mare del Nord ha ricevuto un impulso.

Il 1° gennaio scorso, questa SECA (Area di Controllo delle Emissioni Solforose), unitamente a due zone del Nord America, ha visto restringere le proprie limitazioni al contenuto di zolfo dei carburanti utilizzati dalle navi mercantili dall'1% allo 0,1% in linea con la Direttiva sullo Zolfo del 2013.

Il contenuto solforoso nel carburante marittimo è a malapena regolamentato in altre aree, Mediterraneo compreso, dove può arrivare sino al 4%.

Un limite a livello globale sarà fissato allo 0,5% a partire dal 2020; una sfida, questa, per il settore, ma una misura essenziale per l'ambiente.

Le emissioni solforose causano piogge acide, che sono dannose per la vita vegetale, e possono anche comportare severi problemi respiratori.

Lo zolfo emesso dal settore marittimo è responsabile di circa 50.000 decessi all'anno in Europa.

Filtrare i gas esausti o sostituire i carburanti

Esistono ben poche opzioni a disposizione allo scopo di limitare le emissioni solforose.

Le navi devono filtrare i propri gas esausti oppure passare ad un carburante senza zolfo ovvero convertire la propria fornitura di carburante al gas.

Il settore, peraltro, si dibatte per pervenire ad uno standard.

L'installazione di filtri per i gas esausti è tecnicamente molto difficile e solo da 100 a 150 navi al mondo sono attualmente equipaggiate con questi sistemi di "lavaggio" degli esausti, rispetto ad una flotta complessiva di 50.000 navi mercantili.

La compagnia di traghetti svedese Stena Line, che trasporta passeggeri dai Paesi Bassi al Regno Unito, ha in programma l'effettuazione di questa modifica alle sue navi entro il 2016.

L'opzione di utilizzare carburanti a basso contenuto di zolfo, come il diesel marittimo od il metanolo, non rappresenta attualmente un'alternativa economicamente fattibile rispetto al filtro degli esausti.

Questi carburanti altamente raffinati costano il 30-40% in più di quelli tradizionalmente usati dalle navi mercantili; questo costo picchia in modo particolarmente duro sulle rotte marittime a corto raggio.

Ci si aspetta che le navi adibite al trasporto merci su lunga distanza dall'Asia o dall'Africa passino al carburante a basso contenuto di zolfo al momento dell'ingresso nella Manica.

Ciò significa che esse dovrebbero trasportare riserve di carburanti multiple, ma non sempre è il caso.

Il crollo del prezzo del petrolio da 100 a 50 dollari nel corso degli ultimi sei mesi ha contribuito ad ammorbidire il colpo per le compagnie di navigazione.

Bill Hemmings, della organizzazione non governativa Transport and Environment afferma: "Il carburante a ridotto contenuto di zolfo ha adesso lo stesso prezzo che il carburante ordinario aveva sei mesi fa, di modo che il costo aggiuntivo è minore".

Il settore è ancora timoroso del fatto che questa direttiva possa ridurre le sue quote di mercato, dal momento che il carburante meno caro trae anche vantaggi dal settore dell'autotrasporto, il cui impatto ambientale per km è notevolmente peggiore.

Una normativa molto teorica

L'applicazione di questa legislazione pone un ulteriore problema.

Le diverse autorità nazionali dell'Unione Europea sono responsabili di far sì che le navi si conformino alle nuove regole ambientali, ma solo circa una su mille navi viene controllata e le multe non sono un deterrente efficace.

La multa per la mancata conformità in Polonia e nei paesi del Baltico è di soli 800 euro.

"Una nave mercantile da 20.000 tonnellate risparmia circa 10.000 euro al giorno utilizzando carburante non regolamentare.

Essa impiega otto giorni nella zona SECA allo scopo di consegnare un carico in Polonia" afferma Sjoerd Hupkes Wijnstra, responsabile degli affari ambientali presso il gruppo di trasporto marittimo Spliethoff.

Per un comandante di nave, la scelta fra un costo aggiuntivo di 80.000 euro ed una potenziale multa di 800 euro è molto facile.

Dal 2016, secondo la Direttiva sullo Zolfo, una nave su dieci fra quelle che passano attraverso i porti europei dovrà sottoporsi al controllo del proprio carburante.

Come se non bastassero le nuove regole sulle emissioni solforose, anche l'influsso delle nuove navi rappresenta una minaccia alla capacità di profitto del settore.

Obiettivi 2020 in relazione a zolfo e CO2

Le restrizioni alle emissioni solforose costituiscono il principale vincolo ambientale da imporre al settore.

Entro il 2020 le emissioni solforose saranno soggette ad un limite dello 0,5% in tutto il mondo.

I paesi in via di sviluppo, che dipendono molto dal trasporto marittimo per alimentare le proprie economie in crescita, stanno seguendo la questione con attenzione e stanno cercando di far tornare la suddetta scadenza al 2025.

Secondo il testo provvisorio della Conferenza sul Clima di Parigi, i limiti alle emissioni di CO2 devono ancora essere fissati definitivamente e gli armatori saranno coinvolti nella prossima tornata di negoziati sul clima globale.

Fino adesso, impegni sulla riduzione delle emissioni delle navi mercantili sono stati presi esclusivamente dalla International Maritime Organisation, ma il Consiglio Europeo ha deciso che l'Unione Europea si occuperà della questione a partire dal 2018.
(da: eurift.eu/euractiv.com, 5 Marzo 2015)



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