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28 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:16 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 31 MAGGIO 2015

TRASPORTO STRADALE

DISPUTA FRA BRUXELLES E LA GERMANIA SUL SALARIO MINIMO PER I CAMIONISTI

La Commissione Europea il 19 maggio scorso ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti della Germania accusando il governo tedesco di avere illegalmente applicato il salario minimo nazionale ad un certo numero di imprese di autotrasporto e trasporto austriache, polacche ed ungheresi.

Il potente ente regolatore dell'Unione Europea è in disaccordo circa l'applicazione di un salario minimo nazionale ai camionisti di passaggio nel paese anche solo per poche ore, nonché a causa della notevole mole di documentazione ad esso correlata.

"Pur supportando pienamente l'introduzione di un salario minimo in Germania, la Commissione ritiene che l'applicazione della normativa sul salario minimo a tutte le operazioni di trasporto che toccano il territorio tedesco limiti in modo sproporzionato la libertà di fornire servizi e la libera movimentazione delle merci" si legge in una dichiarazione rilasciata dall'organismo europeo.

La Germania ha introdotto un salario minimo nazionale di 8,50 euro all'ora dal 1° gennaio scorso anche per i camionisti esteri che si limitino a passare nel paese diretti verso altre destinazioni.

Le imprese interessate a marzo hanno chiesto alla Commissione di esaminare se l'applicazione del salario minimo secondo queste modalità sia compatibile con la normativa europea.

La questione è stata discussa anche in sede di Parlamento Europeo dopo che diversi stati membri dell'Unione Europea si erano lamentati per la limitazione della libera movimentazione delle merci e per gli ostacoli burocratici.

La sottoposizione del caso a Bruxelles costituisce il primo passo di un procedimento che potrebbe concludersi con pesanti sanzioni per la Germania, la quale ha due mesi per rispondere.

"L'applicazione dei provvedimenti tedeschi relativi ai transiti ed a certe operazioni di trasporto internazionale secondo l'opinione della Commissione potrebbe non essere giustificata, dal momento che crea barriere amministrative sproporzionate che impediscono al mercato interno di funzionare in modo appropriato" è stato detto.

La Commissione Europea ha dichiarato di ritenere che esistano "misure maggiormente appropriate" per salvaguardare questi lavoratori pur "consentendo ancora la libera movimentazione di servizi e merci".

La Germania è il solo paese europeo che comprende i lavoratori in transito nella normativa inerente al salario minimo.

Berlino sostiene che tale politica sia necessaria per prevenire il dumping sui salari.

Date le proteste da parte delle imprese estere, Berlino ha concordato una sospensione temporanea per le imprese di autotrasporto estere fino al chiarimento delle regole dell'Unione Europea in materia.

I nuovi provvedimenti della Germania prevedono che un camionista polacco diretto in Spagna sia pagato 8,50 euro all'ora dal momento in cui l'autista attraversa il confine tedesco, prima di tornare al salario pagato nel suo paese nel momento in cui lascia il suolo tedesco.

Il datore di lavoro del camionista si trova anche a dover compilare la documentazione prevista dal provvedimento ed è soggetto a sanzioni se gli autisti non vengono pagati conformemente.
(da: euractiv.com, 20 Maggio 2015)



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