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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 03:29 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 31 MAGGIO 2015

INDUSTRIA

L'ATTIVITÀ RECORD DELLE DEMOLIZIONI FA BEN SPERARE PER LA RIPRESA DEL SETTORE MARITTIMO

L'eccesso di offerta di tonnellaggio da tempo viene spacciato come uno dei principali "imputati" colpevoli della rovina dei mercati di trasporto merci marittimo; una tendenza, questa, che si è palesata in gran parte dei segmenti del mercato nel corso degli anni.

Al momento attuale, è il mercato dei carichi secchi che si trova in maggiore sofferenza.

Di conseguenza, ogni notizia relativa alla mitigazione dell'offerta di tonnellaggio può essere considerata come uno sviluppo positivo per la sostenibilità a lungo termine del mercato.

Pertanto, dato che il mercato dei carichi secchi mostra segni di eccesso di offerta di tonnellaggio fin dalle ultime fasi del 2014, tutti gli occhi si sono rivolti allo sviluppo della flotta attiva/in servizio così come ai tassi di nuove contrattazioni, consegne di nuove costruzioni e rottamazioni.

Nel suo ultimo rapporto settimanale, il broker marittimo Allied Shipbroking ha notato che "passati i primi quattro mesi di quest'anno, si potrebbe dire che queste cifre finora non sono state deludenti, malgrado il limitato impatto osservato nell'ambito del mercato del trasporto merci.

Ma solo se si confrontano effettivamente le addizioni e le rimozioni fatte alla flotta (si parla di navi di oltre 10.000 tonnellate di portata lorda) nel corso dei primi quattro mesi dell'anno".

Secondo George Lazaridis, responsabile delle ricerche di mercato e della valutazione patrimoniale della Allied, "le nuove contrattazioni sono state limitate a poca roba con l'inserimento di sole 87 unità nel registro delle ordinazioni nel corso degli ultimi 4 mesi (ciò equivale a 6,15 milioni di tonnellate di portata lorda) e, per inquadrare meglio queste cifre, occorre dire che i dati relativi ai primi 4 mesi del 2014 e 2013 sono stati rispettivamente di 410 navi (35,17 milioni di tonnellate di portata lorda) e 233 navi (19,6 milioni di tonnellate di portata lorda).

Si tratta di un calo significativo che, secondo tutte le apparenze, probabilmente continuerà a rimanere in prossimità di questi nuovi limitati livelli per il resto del 2015".

Lazaridis ha aggiunto che "poiché le nuove contrattazioni si riferiscono solo alla futura crescita della flotta, noi per lo più guardiamo ad un metodo di misurazione che sia più influente per la crescita della flotta che si sta verificando attualmente.

Le consegne delle unità di nuova costruzione rappresentano una misurazione di questo tipo e tutte quelle osservate sono state nel senso di scorrere verso il basso.

Tuttavia questo non deve far emozionare, poiché l'attuale rallentamento è pari solo ad una piccola percentuale rispetto alle cifre precedenti relative ai medesimi 4 mesi.

Per essere più precisi, nel 2015 abbiamo avuto 241 consegne di navi (equivalenti a 18,94 milioni di tonnellate di portata lorda) laddove nel 2014 e nel 2013 abbiamo avuto 248 (19,97 milioni di tonnellate di portata lorda) e 311 (25,89 milioni di tonnellate di portata lorda) unità rispettivamente.

Il punto principale da tener presente qui è che, dal momento che gran parte di queste consegne erano già prossime alla loro data di completamento quando i veri problemi hanno cominciato ad emergere nel mercato del trasporto merci, è improbabile che molto abbia potuto impedire loro dall'entrare in servizio attivo al di là un piccolo ritardo.

In quanto tali, gran parte dei decrementi prevalenti nelle consegne di navi si deve ancora vedere ed avrà probabilmente luogo in prossimità della fine dell'anno".

Pertanto, "il prossimo maggior fattore di influenza che inoltre provocherà la reazione più imminente alle fluttuazioni del mercato del trasporto merci è la rottamazione ed è qui che abbiamo assistito al più impressionante cambiamento rispetto alle annate precedenti.

Le unità obsolete sono state scaricate ai rottamatori in quantitativi record.

Nel corso dei primi 4 mesi abbiamo assistito alla vendita per demolizione di 177 navi (13,27 milioni di tonnellate di portata lorda), mentre nel corso dei medesimi periodi del 2014 e del 2013 le unità demolite sono state rispettivamente 77 (4,28 milioni di tonnellate di portata lorda) e 156 (8,6 milioni di tonnellate di portata lorda)".

Secondo l'esperto di Allied, "mettendo tutto ciò assieme ancora resta una flotta complessiva di unità per rinfuse secche in crescita, sebbene ad un ritmo notevolmente più lento.

Allo stesso tempo, è importante notare che tutto ciò non è avvenuto su una base di eguaglianza in tutti i segmenti dimensionali, dato che i segmenti Handysize e Capes hanno assistito ad una crescita negativa nel corso del 2015.

Ma il punto fondamentale è che noi abbiamo ancora bisogno che le cose rallentino ulteriormente al fine di uniformare in modo appropriato il rallentamento della crescita dei traffici e di raggiungere alla svelta un equilibrio fra la domanda e l'offerta di tonnellaggio.

Andando avanti e con il limitato numero di unità obsolete rimaste nella flotta, sarà il rimpasto del registro delle ordinazioni che inizierà a svolgere il ruolo primario nel consentire alla flotta di riflettere correttamente le domande e le esigenze del mercato e, allo scopo di impostare le cose in tal modo, cominceremo altresì ad assistere ad un ulteriore rimpasto e consolidamento dell'intero settore della cantieristica navale" conclude l'esperto.
(da: hellenicshippingnews.com, 14 Maggio 2015)



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