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23 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:19 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 GIUGNO 2015

PORTI

IL TRASPORTO MARITTIMO PUÒ UNIRSI AL CAMPO DI BATTAGLIA DELL'E-COMMERCE CINESE DATO L'ALLENTAMENTO DELLE REGOLE SULLE IMPORTAZIONI

Secondo un recente rapporto del SISI (Shanghai International Shipping Institute) ci si aspetta che i volumi containerizzati presso i porti della Cina crescano del 6% all'anno fino al 2030.

Il "2030 China Shipping Development Outlook" effettua diverse previsioni riguardanti lo sviluppo, l'automazione e la sostenibilità dei porti cinesi, nonché la potenziale emersione di quattro porti "super" hub.

Secondo il SISI, "la produzione containerizzata presso i porti cinesi raggiungerà i 505 milioni di TEU nel 2030, con un tasso medio di crescita annua del 6% circa, che è assicurata dal rapido incremento del trasporto containerizzato sia lungo la costa che lungo i fiumi interni".

Tina Liu, direttore per la Cina della ditta di analisi marittime Drewry, concorda con le previsioni sui volumi del SISI, sottolineando come ci si aspetti che il PIL della Cina cresca al 7,5% e che una impetuosa classe media stia attirando importazioni.

"I volumi containerizzati interni sono un'area di crescita così come le importazioni.

La sensazione del mercato è che il potere d'acquisto della popolazione cinese sia in aumento; pertanto, i traffici containerizzati d'importazione ed interni dovrebbero esserne influenzati positivamente" ha dichiarato.

Entro i 2030, prevede il SISI, oltre il 90% delle attrezzature portuali utilizzeranno il gas naturale liquido o l'energia elettrica, mentre l'energia eolica e solare diventeranno parte integrante dell'infrastruttura energetica portuale.

Inoltre, i principali hub containerizzati lungo la costa cinese saranno dotati di terminal semi-automatizzati.

Peraltro, saranno pochi i porti containerizzati completamente automatizzati: solo Shanghai, Guangzhou, Qingdao e Tianjin potranno disporre di uno o due ormeggi completamente automatizzati al massimo.

Il notevole investimento in risorse richiesto per la piena automazione significa, di questi tempi, che la maggior parte dei porti cinesi debbano avere dimestichezza con l'adattarsi all'aumento dei salari dei lavoratori.

Spiega la Liu: "Il costo del lavoro cinese è in aumento, ma è ancora relativamente basso.

Molti operatori terminalistici stanno cercando di precorrere i tempi, allo scopo di avvalersi del know-how tecnico prima che il costo del lavoro sia troppo alto".

Dati l'enorme produzione containerizzata della Cina e gli investimenti in corso nelle infrastrutture portuali, le attuali tendenze verso le mega-navi e le mega-alleanze stanno comportando un impatto sulla produttività terminalistica?

"La Cina è stata molto generosa quanto ad investimenti in infrastrutture - porti compresi - per decenni, il che significa che i principali porti cinesi non sono poi stati così tanto interessati da quelle tendenze come avvenuto in alcune delle economie sviluppate in termini di limitazioni fisiche.

Ma la pressione operativa e commerciale apportata dalle mega-navi sta certamente comportando conseguenze sui porti cinesi.

Con la possibilità che le linee di navigazione e le alleanze ristrutturino le proprie reti, potrebbe esserci un'opportunità di diventare un hub all'interno della regione.

E tutti i porti vorrebbero diventare quell'hub" afferma la Liu.

Infatti, il rapporto del SISI prevede altresì che un certo numero di "super" porti hub containerizzati, fra cui Shanghai, Qingdao and Hong Kong, si formeranno entro il 2030, mentre il 95% dei porti costieri integreranno le risorse con altri porti sotto forma di cluster mediante iniezione di capitali e cooperazione strategica.

Nel contempo, i fiorenti traffici transfrontalieri di commercio elettronico stanno comportando conseguenze sulle filiere distributive containerizzate della Cina, e sia i porti sia le linee di navigazione stanno usufruendo delle nuove possibilità di far fronte alle domande di efficienza della logistica al dettaglio online.

Ad esempio, la logistica di commercio elettronico tradizionalmente fa affidamento al trasporto merci aereo a causa dei requisiti di consegna espressa degli acquisti online.

Tuttavia, l'introduzione di normative meno stringenti sulle importazioni alla fine consentirà alle linee di navigazione di competere nel settore.

E per essere competitivi, i vettori containerizzati, i porti ed i loro partner logistici dovranno lavorare assieme molto strettamente per far fronte alle aspettative del consumatore.

Aggiunge la Liu: "L'e-commerce è la parola sulla bocca di tutti in Cina adesso, ma si tratta pur sempre della vecchia tendenza ancora in atto, che è quella di conseguire un servizio migliore a minor costo.

Ciò che si richiede sono una movimentazione più efficiente e trasparente lungo l'intera filiera distributiva ed una migliore collaborazione fra fornitori di servizi".
(da: theloadstar.co.uk, 11 Giugno 2015)



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