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22 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 02:45 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 30 GIUGNO 2015

TRASPORTI ED AMBIENTE

DECARBONIZZARE L'EUROPA: BASTA CON I FINANZIAMENTI AI CARBURANTI FOSSILI

Sulla scia dell'impegno del G7 ad eliminare i carburanti fossili dai nostri sistemi energetici, la Commissione Europea sta mettendo assieme un gruppo di esperti in materia di trasporti che il 18 giugno a Bruxelles discuteranno su come portare avanti la decarbonizzazione delle strade.

Secondo Wendel Trio, direttore della Climate Action Network Europe, è una buona cosa che la Commissione voglia spingere i governi ed altri soggetti interessati ad incrementare gli sforzi per rendere più efficienti i veicoli adibiti al trasporto.

È encomiabile anche la promozione dell'indirizzo della nostra mobilità verso mezzi di trasporto più verdi (quali l'andare a piedi, il ciclismo ed il trasporto collettivo).

Tuttavia, sembra che la Commissione persisterà nel proprio sforzo di nascondere uno dei principali fattori che inducono all'incremento dell'uso di automobili, furgoni e camion: i finanziamenti ai carburanti fossili.

Lo scorso aprile, l'istituzione dell'Unione Europea ha deciso di ignorare i suggerimenti dei propri esperti nel senso di richiedere ad 11 stati membri di affrontare la questione dei propri finanziamenti ai carburanti fossili nel settore dei trasporti.

Di conseguenza, sia le soluzioni tecnologiche che i cambiamenti dello stile di vita sono sull'agenda della conferenza, ma i finanziamenti no.

Si tratta di una grande opportunità mancata perché i finanziamenti ai carburanti fossili sono ancora ingenti e rappresentano un reale intralcio al cambiamento nel settore dei trasporti.

Un recente rapporto del FMI stima che i finanziamenti a livello mondiale dei carburanti fossili raggiungano i 4.700 miliardi di euro nel 2015.

Si stima che l'Unione Europea abbia solo una piccola quota in questo enorme importo, ma il settore dei trasporti europeo trarrà ancora vantaggio da approssimativamente 18 miliardi di euro di finanziamenti nel 2015.

Nel corso delle oltre 8 ore di durata della conferenza della Commissione, gli stati membri dell'Unione Europea spenderanno circa 17 milioni di euro per supportare l'uso ei carburanti fossili nel settore dei trasporti europeo.

Attenti al divario

Secondo il FMI, l'eliminazione dei finanziamenti ai carburanti fossili potrebbe ridurre le emissioni globali di gas serra di uno sbalorditivo 20%.

Tali riduzioni sarebbero accolte molto bene.

Nel periodo antecedente al Summit sul Clima di Parigi (svoltosi a dicembre), è emerso un certo numero di problemi che potrebbero comportare l'insuccesso del summit.

Uno di questi sarebbe trovare un compromesso fra il livello delle azioni che i paesi stanno intraprendendo per ridurre le emissioni nei prossimi cinque anni e le riduzioni necessarie a tenere il mondo sulla via giusta per evitare pericolosi cambiamenti climatici.

Il Programma per l'Ambiente dell'ONU pubblica ogni anno dal 2010 rapporti sul compromesso relativo alle emissioni.

L'ultimo rapporto stima che il divario dovrebbe essere di circa il 20-25% delle emissioni globali.

Una eliminazione a livello mondiale dei finanziamenti ai carburanti fossili potrebbe pertanto far fronte al divario.

Affinché il mondo provveda in tal senso, un forte esempio da parte dell'Unione Europea sarebbe il benvenuto.

I vantaggi di una mondo privo di carburanti fossili

Una rapida eliminazione dei costosi finanziamenti ai carburanti fossili apporterebbe anche molti altri vantaggi.

Il rapporto del FMI afferma che le risorse liberate dall'annullamento dei finanziamenti ai carburanti fossili potrebbero rappresentare una "svolta" economica perché indurrebbero la crescita economica e la riduzione della povertà mediante maggiori investimenti in infrastrutture, sanità e educazione, abbattendo il numero delle morti premature a causa dell'inquinamento atmosferico esterno del 50% e salvando così le vite di 1,6 milioni di persone all'anno.

In un recente documento di lavoro della Direzione Generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea si legge che i finanziamenti ai carburanti fossili sono onerosi per i contribuenti.

Essi tolgono spazio alla spesa del governo ad alta priorità e sono economicamente inefficienti, distorcendo le indicazioni sui prezzi del mercato e comportando una inefficiente assegnazione delle risorse.

Ciò riduce la crescita economica ed incrementa l'instabilità dei prezzi dell'energia a livello mondiale.

È chiaro che un primo passo verso la decarbonizzazione del nostro sistema di trasporto consisterebbe nel fatto che la Commissione affrontasse le problematiche dei finanziamenti ai carburanti fossili, come la persistenza delle esenzioni fiscali per le auto aziendali in Belgio, gli sconti fiscali per i camion, i taxi ed i diesel in Francia ed i finanziamenti alle estrazioni petrolifere nel Regno Unito.

Tale "grande" annuncio è ciò che la Climate Action Network Europe si aspetta dalle decisioni di esordio di una Commissione che voglia essere grande sulle grandi cose in occasione della conferenza.

La Climate Action Network Europe spera che la Commissione Europea voglia riconoscere la necessità di affrontare la questione dei finanziamenti ai carburanti fossili ed inizi a rendere questa problematica una priorità.

A vantaggio del clima e della credibilità dell'Europa a Parigi, così come a vantaggio dell'economia europea e dei suoi cittadini.
(da: euractiv.com, 17 giugno 2015)



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