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23 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:16 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 30 SETTEMBRE 2015

TRASPORTI ED AMBIENTE

GLI STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA CONFIDANO NELLA CAPACITÀ DELL'IMO DI PROVVEDERE ALLA REGOLAMENTAZIONE DEI GAS SERRA DI ORIGINE MARITTIMA

"La decisione del Consiglio dell'Unione Europea di affidare all'IMO l'incarico di predisporre la regolamentazione delle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto marittimo internazionale rappresenta un voto di fiducia nei confronti della capacità di questo organismo internazionale di provvedere al riguardo" afferma Patrick Verhoeven, segretario generale dell'ECSA (European Community Shipowners' Associations), in seguito all'assunzione della posizione in sede negoziale da parte degli stati membri dell'Unione Europea in occasione della 21a conferenza fra le parti nell'ambito della UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) svoltasi a Parigi.

Commentando i progressi fatti, Verhoeven ha detto che "l'IMO ha già ottenuto importanti risultati e si sta impegnando molto, cosa che dovrebbe, a nostro giudizio, essere incoraggiata e non messa a repentaglio.

La sua attività garantisce sia una copertura a livello globale sia regole uguali per tutti, senza le quali gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra provenienti dalle navi sarebbero controproducenti.

Gli emendamenti all'Allegato VI della convenzione MARPOL e l'adozione dell'indice EEDI (Energy Efficiency Design Index) rendono il trasporto marittimo internazionale il solo settore industriale già oggetto di provvedimenti obbligatori e vincolanti a livello globale".

Benoît Loicq, direttore sicurezza ed ambiente marittimi della ECSA, aggiunge: "La posizione assunta dagli stati membri il 18 settembre scorso coincide altresì con l'approccio ufficiale dell'Unione Europea in ordine alla riduzione della CO2 derivante dallo shipping internazionale".

L'Unione Europea infatti ha compiuto progressi nel contribuire al processo internazionale a livello dell'IMO in seguito all'adozione del cosiddetto Regolamento MRV 2015/757 sulle attività di monitoraggio, relazione e verifica delle emissioni di CO2 prodotte dal trasporto marittimo.

Il regolamento, che entrerà in vigore nel 2018, punta a costituire il primo passo di una strategia orientata verso una soluzione globale dell'IMO, agevolando l'accertamento del reale contributo del trasporto marittimo alle emissioni mondiali di CO2.

Dal canto suo, l'IMO sta inoltre facendo buoni progressi verso lo sviluppo di un sistema globale di segnalazione della CO2 emessa dalle singole navi, in modo simile a quello del regolamento MRV.

Questi sviluppi normativi tuttavia dovrebbero non oscurare l'impegno profuso dal settore stesso.

A causa del costo del carburante, che rappresenta di gran lunga la maggiore spesa operativa di un operatore navale, il settore sta altresì introducendo tutta una serie di misure tecniche ed operative al fine di ridurre le emissioni di CO2.

Secondo l'ultimo studio dell'IMO sui gas serra, pubblicato nel 2014, lo shipping internazionale (pur trasportando circa il 90% dei traffici mondiali) produce quasi il 2,2% delle emissioni totali di CO2 del mondo.

Questa cifra era del 2,8% nel 2007 e le emissioni complessive di CO2 derivanti dallo shipping si sono ridotte di oltre il 10% fra il 2007 ed il 2012.

Il fatto che ciò sia avvenuto malgrado la continua crescita dei traffici marittimi significa che lo shipping sta già presentando una crescita neutra del carbonio.

Gli armatori confidano molto nel fatto che, quando questo impegno sarà combinato con le prescrizioni obbligatorie dell'EEDI dell'IMO, la flotta mondiale sarà notevolmente più efficiente negli anni a venire.

Per questa ragione, la ECSA supporta completamente il recente impegno preso dalla International Chamber of Shipping, che rappresenta il settore dei trasporti marittimi a livello globale, di pervenire ad una riduzione del 50% della CO2 entro il 2050.

"Gli armatori sono pronti ad impegnarsi in un dialogo costruttivo con le istituzioni europee e con l'IMO e ritengono fermamente che i legislatori ed il settore possano riuscire a lavorare assieme in direzione dell'obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2 derivanti dalle navi" conclude Verhoeven.
(da: hellenicshippingnews.com, 23 settembre 2015)



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