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28 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 10:11 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 15 OTTOBRE 2015

LEGISLAZIONE

IL DIESELGATE METTE IN EVIDENZA L'OPPOSIZIONE DI VARI STATI MEMBRI ALLE LIMITAZIONI DELLE EMISSIONI

Germania, Austria, Spagna, Italia e la maggior parte degli stati membri dell'Europa orientale sono riluttanti ad adottare regole più rigorose allo scopo di limitare le emissioni derivanti dai veicoli diesel, malgrado l'annacquamento delle proposte della Commissione Europea.

Bruxelles ha chiesto alle capitali europee di inviare una risposta scritta entro il 16 ottobre.

Lo scandalo delle emissioni della Volkswagen, svelato dalle autorità degli Stati Uniti, ha provocato un'ondata di indignazione, sollevando serie preoccupazioni in ordine ai meccanismi di controllo nel settore industriale in questione.

Peraltro, la maggior parte dei paesi dell'Unione Europea sono contrari ad accelerare l'adozione dei nuovi limiti per le emissioni esauste dei diesel.

La Commissione Europea considera la sua proposta "coraggiosa e realistica", affermando che essa tiene conto dell'impatto delle nuove soglie sul settore e sui proprietari di veicoli vecchi.

Tuttavia, come ammettono vari funzionari, alcuni governi nazionali troveranno "difficile" accettare la proposta.

I paesi che hanno un importante settore automobilistico si oppongono alle nuove regole.

Il gruppo di tale paesi comprende Germania, Austria, Spagna, Italia e quelli dell'est, fatta eccezione per la Polonia.

La Francia non si è unita alle critiche, mentre anche gli stati nordici ed i Paesi Bassi supportano la Commissione.

Secondo la proposta dell'organo esecutivo dell'Unione Europea, i produttori di automobili dovranno cominciare a misurare il livello dei NOx (ossidi di azoto) sulle strade in parallelo a test di laboratorio, che erano stati falsati dai tecnici della Volkswagen.

Ai sensi di tali test, il limite sarà fissato a 80 mg/km.

Tuttavia, gli scienziati stimano che il livello delle emissioni possa incrementarsi del 400% quando un veicolo viene testato su strada.

Questi test diventeranno obbligatori per tutti i nuovi veicoli da settembre 2017.

Peraltro, contrariamente alla proposta iniziale fatta nel 2012, la Commissione ora ha in programma di garantire un margine del 60% superiore agli 80 mg/km in relazione ad un periodo di due anni (fino a settembre 2019) allo scopo di agevolare l'implementazione delle nuove regole

Ciò perché l'organo esecutivo ritiene che un veicolo su dieci non riuscirà a superare il test e perciò non sarà in grado di circolare ai sensi della nuova normativa.

La Commissione insiste nel dire che la sua nuova proposta non ha "alcuna relazione" con il Dieselgate, dal momento che la nuova serie di limitazioni era stata approntata prima che scoppiasse lo scandalo.

Tuttavia, i funzionari dell'Unione Europea ammettono che i nuovi limiti sono stati proposti dopo le rivelazioni in ordine alla suddetta frode.

Ma gli stati membri non vogliono che l'esecutivo si fermi qui.

Il gruppo degli stati critici vorrebbe estendere il periodo transitorio ed ottenere un margine addizionale sino al 330%.

Poiché alcuni governi nazionali non si sono fatti sentire al riguardo, la Commissione ha richiesto la comunicazione scritta della propria posizione da parte delle capitali europee entro il 16 ottobre.

L'esecutivo dell'Unione Europea si sta battendo per conseguire il supporto fra gli scettici al fine di raggiungere una maggioranza qualificata in seno al Comitato Tecnico per i Veicoli a Motore, costituito da esperti nazionali.

Tuttavia, l'esecutivo non vorrebbe continuare le discussioni nella prossima riunione, che si dovrebbe svolgere alla fine di ottobre, e sembra pronto ad imporre una votazione.

Se non dovesse esserci abbastanza supporto, il dossier abbandonerebbe l'oscuro procedimento del comitato per essere discusso dai ministri nazionali nel Consiglio.

Secondo i funzionari dell'Unione Europea, questo contribuirà a rivelare le posizioni degli stati membri ed a rendere più trasparente il dibattito.
(da: euractiv.com, 9 ottobre 2015)



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