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19 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 23:04 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIII - Numero 31 DECEMBRE 2015

TRASPORTI ED AMBIENTE

IMO: AVANTI TUTTA CON I PROVVEDIMENTI RELATIVI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI IN SEGUITO ALL'ACCORDO DI PARIGI

L'IMO (International Maritime Organization) ha accolto favorevolmente gli storici risultati ottenuti in occasione della COP 21 (Conferenza di Parigi sui Cambiamenti Climatici).

L'Accordo di Parigi sui Cambiamenti Climatici identifica il chiaro obiettivo di “mantenere l'incremento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto al livello pre-industriale e di continuare a sforzarsi per limitare l'incremento della temperatura ad 1,5°C rispetto al livello pre-industriale”.

L'IMO ha contribuito - e continuerà a contribuire - agli obiettivi di riduzione dei gas serra in tutto il mondo.

L'IMO ed i suoi stati membri riconoscono l'importante necessità per il trasporto marittimo internazionale, che rappresenta il 2,2% delle emissioni di CO2 antropogeniche, di supportare gli sforzi a livello mondiale per mitigare l'impatto del cambiamento climatico.

Il segretario generale dell'IMO Koji Sekimizu ha dichiarato: “L'Accordo di Parigi rappresenta un progresso notevole e si fonda sul Summit sulla Terra di Rio del 1992, che di per se stesso fu un passo avanti significativo.

L'assenza di ogni specifica menzione del trasporto marittimo nel testo finale non diminuirà in alcun modo il forte impegno dell'IMO quale regolatore del settore dello shipping a continuare a lavorare per far fronte al problema delle emissioni di gas serra derivanti dalle navi coinvolte nei traffici internazionali”.

Finora, l'IMO è la sola organizzazione ad avere adottato misure per l'efficienza energetica che siano giuridicamente vincolanti in tutto un intero settore mondiale ed applicabili in tutti i paesi.

Standard obbligatori sull'efficienza energetica per le nuove navi e misure operative obbligatorie per ridurre le emissioni delle navi esistenti sono entrate in vigore ai sensi di una convenzione internazionale esistente (la MARPOL Allegato VI) nel 2013.

Entro il 2025, tutte le nuove navi saranno più efficienti del 30% per quanto riguarda l'energia rispetto a quelle costruite nell'ultimo anno.

Questo è più di un obiettivo, è una disposizione normativa, e dimostra che l'IMO è il giusto ed unico forum per identificare le soluzioni ed un cammino appropriato per il trasporto marittimo internazionale al fine di decarbonizzarsi con il resto del mondo.

Persistere in tali sforzi comprenderà lo sviluppo di una sistema globale di raccolta dei dati per una discussione particolareggiata in ordine al consumo di carburante navale in occasione della prossima dì riunione della Commissione dell'IMO per la Protezione dell'Ambiente Marino nel 2016, l'ulteriore presa in considerazione di un obiettivo esteso a tutto il settore di riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto marittimo internazionale come proposto dalle Isole Marshall nel 2015 e la continuazione delle indagini in ordine all'inidividuazione di meccanismi aggiuntivi per le navi allo scopo di supportare la messa in atto dell'Accordo di Parigi.

Nel corso della COP21, l'IMO ha fornito un aggiornamento del proprio lavoro finalizzato ad affrontare la problematica delle emissioni di gas serra derivanti dai carburanti bunker utilizzati nello shipping internazionale.

Nello specifico, l'IMO ha riferito riguardo ai propri lavori finalizzati ad un ulteriore sviluppo di linee-guida per supportare la messa in atto uniforme delle regole sull'efficienza energetica per le navi, ai propri sforzi relativi alla cooperazione tecnica ed alla realizzazione di capacità al fine di assicurare l'effettiva implementazione ed entrata in vigore delle citate nuove regole in tutto il mondo e, cosa importante, alle attività per supportare la promozione della cooperazione tecnica ed il trasferimento delle tecnologie inerenti al miglioramento dell'efficienza energetica delle navi.

All'IMO, i governi mondiali sono convenuti per sviluppare la struttura normativa dello shipping internazionale che costituisce la base delle decisioni di investimento.

C'è adesso per gli stati membri dell'IMO il chiaro imperativo di essere all'altezza della sfida presentata dall'Accordo di Parigi.

Il segretario generale Sekimizu ha dichiarato: “Adesso io incoraggio i governi a portare lo spirito dell'Accordo di Parigi all'IMO ed a farsi avanti con nuove, creative proposte e di approcciarle in maniera costruttiva e cooperativa”.

Sekimizu afferma che la sfida apportata dall'Accordo di Parigi è stata estesa anche ai progettisti navali ed ai tecnici marittimi allo scopo di sviluppare le soluzioni tecnologiche, a quelli che operano e gestiscono navi, ai lavoratori marittimi ed a quelli che li formano e, ciò che più conta, alle attività dello shipping, che hanno bisogno di far sì che l'investimento in innovative tecnologie a basso contenuto di carbonio vengano incentivate in modo appropriato.

Come è stato sottolineato ancora una volta dall'Accordo di Parigi c'è il chiaro imperativo che lo sviluppo ora debba essere veramente sostenibili.

Quale catalizzatore del commercio globale, il trasporto marittimo internazionale è indispensabile al mondo e i governi membri dell'IMO, gli enti osservatori e la più ampia società civile continueranno a dare impulso ai progressi fatti a Parigi.
(da: hellenicshippingnews.com, 15 dicembre 2015)



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