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24 novembre 2020 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 02:03 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 15 GENNAIO 2016

STUDI E RICERCHE

I VETTORI DOVRANNO TENERE INATTIVA PIÙ CAPACITÀ RISPETTO AL 2009 AFFINCHÉ LE TARIFFE SI RIPRENDANO

Secondo la danese SeaIntel Maritime Analysis, le compagnie di navigazione containerizzate dovranno tenere inattive le navi ad un ritmo più consistente rispetto al 2009 e la maggior parte di tale capacità dovrà rimanere inattiva al fine di assicurare una ripresa più stabile delle tariffe di nolo.

La SeaIntel afferma che l'attuale livello delle tariffe dei nove traffici marittimi a lungo raggio presi in considerazione dallo SCFI (Shanghai Containerised Freight Index) della Borsa Marittima di Shanghai è al di sotto di quello visto nel corso della crisi finanziaria del 2009 fatta eccezione per le tariffe relative al transpacifico.

Secondo l'ultimo Sunday Spotlight della SeaIntel, quando le tariffe di nolo avevano toccato il fondo nel 2009 i vettori avevano cercato di tenere inattive le navi nell'ordine del 10-15% del tonnellaggio globale.

Di conseguenza, le tariffe si impennarono nel 2010 e nell'annata in questione si videro le più alte tariffe di nolo registrate per otto dei nove traffici marittimi a lungo raggio considerati nello SCFI.

Quell'anno si assistette inoltre al maggiore incremento da un anno all'altro dei livelli medi dei noli finora registrati.

Lo SCFI segue le tracce delle tariffe a pronti dei contenitori marittimi da Shanghai a 15 importanti destinazioni nel mondo.

I dati campione per i calcoli dello SCFI vengono raccolti presso un gruppo di 41 compagnie di navigazione di linea e case di spedizione.

Un imponente eccesso di capacità, una più debole domanda di traffici e le basse tariffe di nolo hanno afflitto il settore del trasporto marittimo containerizzato mondiale.

Le linee di navigazione sono ricorse all'annullamento di partenze ed a misure di riduzione dei costi allo scopo di far fronte alla regressione.

L'inattività delle navi, tuttavia, potrebbe ancora dilagare sino ai livelli del 2009.

Gli ultimi dati di Lloyd's List Intelligence mostrano che la flotta containerizzata inattiva si attesta a 303 navi, ovvero il 5,9% della flotta complessiva, che rappresenta il 3,8% - ovvero 746.014 TEU - della capacità containerizzata totale.

"Data la consegna di 1,7 milioni di TEU nel 2015 e la crescita della domanda globale nell'ordine dello 0%, è chiaro che al fine di conseguire una ripresa sarebbe necessaria una più consistente inattività del tonnellaggio" afferma la SeaIntel.

"Per assistere ad una ripresa delle tariffe nel 2016, essa dovrebbe essere indotta da una più consistente inattività della capacità dopo il Nuovo Anno cinese" aggiunge la SeaIntel.

Il Nuovo Anno Lunare cinese inizia l'8 febbraio.

Se i vettori dovessero mettere in scena una ripresa tariffaria simile a quella del 2010 mediante il fermo di sufficiente capacità, ciò significherebbe ricavi combinati aggiuntivi pari a 13 miliardi di dollari USA per quest'anno, afferma la SeaIntel, sottolineando come le previsioni di conseguimento di ricavi siano state fondate sulle stime dei volumi della britannica Container Trade Statistics.

La SeaIntel sostiene che, anche se le tariffe a pronti riferite dalla Borsa Marittima di Shanghai e le tariffe contrattuali incluse negli indici di nolo pubblicate dalla CTS sono correlate, queste ultime mostrano solamente il 50% circa della instabilità delle prime.

Quindi, il conseguimento potenziale dei ricavi è stato ricavato partendo dal presupposto che il 50% degli incrementi delle tariffe a pronti si applicheranno mediamente ad ogni TEU spedito in ciascuno dei nove traffici marittimi a lungo raggio.

La SeaIntel, tuttavia, ha sottolineato come il problema dei vettori nel 2009 sia stato indotto dalla domanda mentre l'attuale regressione sia stata causata in primo luogo dall'offerta.

"Questo significa che al fine di conseguire una ripresa più sostenuta, gran parte della flotta dovrebbe rimanere inattiva: qualcosa che i vettori non riuscirono a gestire nel 2010".

Secondo Alphaliner, la flotta di navi portacontainer inattiva si è attestata a 306 navi che rappresentavano 1,33 milioni di TEU alla data del 14 dicembre, in ribasso di 70.000 TEU rispetto a quindici giorni prima.

Ciò costituisce il primo decremento della flotta inattiva da luglio.

Alphaliner afferma che sono stati il recente aumento del numero di navi vendute per essere demolite e le riparazioni generali di numerose grandi navi, e non l'incremento della domanda, a comportare le minori cifre di capacità inattiva.

La Drewry Maritime Research ha sostenuto a dicembre che le dimensioni della flotta inattiva si sono gonfiate del 52% sino a 900.000 TEU a novembre 2015 rispetto al mese precedente.

Le navi inattive hanno rappresentato il 4,6% della flotta mondiale a novembre.

La Drewry afferma che la flotta inattiva ha raggiunto il culmine nel 2009 quando qualcosa come 1,4 milioni di TEU di capacità navale, che allora rappresentavano l'11% della flotta mondiale, sono stati messi in disarmo.
(da: lloydsloadinglist.com, 6 gennaio 2016)



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