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27 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:36 GMT+1



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXXIV - Numero 31 GENNAIO 2016

LEGISLAZIONE

CARICATORI E VETTORI IN ROTTA DI COLLISIONE ALLA LUCE DELL'INCOMBENTE NORMATIVA DI HONG KONG SULLA CONCORRENZA

Le linee di navigazione operative a Hong Kong potrebbero presto avere problemi con la nuova normativa sulla concorrenza, a meno che non venga accettata la loro richiesta di un'esenzione per categoria.

In una dichiarazione rilasciata il mese scorso alla Commissione per la Concorrenza di Hong Kong di nuova istituzione, la HKLSA (Hong Kong Liner Shipping Association) ha sostenuto che gli accordi di condivisione delle navi e gli accordi di discussione sulle navi sono essenziali per lo status di Hong Kong nel mondo marittimo.

L'associazione ha dichiarato che gli accordi - che formano la base delle alleanze di trasporto marittimo di contenitori di uso comune - hanno svolto “un ruolo decisivo nel rendere possibili i traffici e sono un fattore fondamentale che sorregge lo status di Hong Kong quale importante porto e centro marittimo internazionale”.

Preoccupata per l'Ipotesi che le linee di navigazione prive di un'esenzione possano essere sanzionate fino al 10% dei propri ricavi, la HKLSA ha citato la decisione di Singapore di continuare a concedere l'esenzione ai vettori riguardo alla propria normativa sulla concorrenza quale ragione urgente per far sì che Hong Kong faccia la stessa cosa.

“La Commissione per la Concorrenza di Singapore il mese scorso ha raccomandato un'estensione per altri cinque anni fino al 2020 dell'attuale esenzione per categoria di Singapore relativa agli accordi marittimi, citando i significativi vantaggi economici che derivano da questi importanti accordi”.

La HKLSA spera che “la commissione riconosca la necessità di mantenere Hong Kong allineato ai suoi partner commerciali in questa importante area”.

Ci si aspetta che la commissione prenda seriamente in considerazione l'esenzione, dato che una gran parte delle attività containerizzate portuali di Hong Kong fa affidamento sui vettori che partecipano agli accordi di condivisione delle navi.

Inoltre, poiché circa il 70% dei suoi risultati annui relativi ai container è costituito da carichi di trasbordo, uno scenario in cui i vettori che hanno difficoltà a realizzare profitti dirottino le attività nel vicino Shenzhen non è impossibile.

Tuttavia, i caricatori di Hong Kong stanno accogliendo favorevolmente quelle che essi considerano regole che dovevano arrivare già da tempo e si oppongono con veemenza alla concessione di qualsiasi privilegio speciale ai vettori.

Lo HKSC (Hong Kong Shippers' Council) ha pubblicato la propria opposizione ufficiale all'esenzione per categoria, sostenendo che la navigazione di linea non è diversa dagli altri settori e dovrebbe essere soggetta alla medesima normativa sulla concorrenza.

Nella dichiarazione in questione, Willy Lin, presidente della HKSC, ha citato un rapporto del 2002 dell'OCSE con il quale si respingevano le rivendicazioni di unicità del settore del trasporto marittimo di linea.

Lin afferma che il rapporto ha contribuito alla fine delle conferenze dello shipping in Europa ed in Asia.

Lin ha eccepito in particolare in ordine alle domande di esenzione dei vettori sia per gli accordi di condivisione delle navi che per gli accordi di discussione sulle navi.

Ha poi detto di ravvisare qualche fondamento logico per gli accordi di condivisione delle navi, dal momento che essi consentono alle linee di navigazione di razionalizzare le loro flotte e di offrire migliori servizi.

Tuttavia, gli accordi di discussione sulle navi hanno a che fare con i rapporti commerciali e pertanto “non c'è nessun vantaggio per i caricatori nel fatto che le linee di navigazione colludano in relazione a prezzi e addebiti”.

Peraltro, sembra che ci siano poche possibilità di un'applicazione modificata che ometta l'esenzione per gli accordi di discussione sulle navi.

La HKLSA sostiene che gli accordi di discussione sulle navi apportano stabilità alle tariffe ed ai servizi, e che “gli accordi di condivisione delle navi e quelli di discussione sulle navi sono complementari”: entrambi i tipi di discussione sono “necessari per conseguire le efficienze identificate”.

Alla domanda relativa alla minaccia da parte dei vettori di abbandonare Hong Kong se non dovesse essergli concessa l'esenzione, Lin ha risposto: “I caricatori di Hong Kong sono molto risentiti per questo genere di minaccia.

Ritengo che il governo di Hong Kong dovrebbe considerare questa minaccia molto seriamente”.

“In un mondo democratico e dalla libera economia quale Hong Kong, è corretto per un settore del trasporto esprimere una tale minaccia? È corretto per un settore trasportistico tenere in ostaggio tutte le importazioni ed esportazioni di Hong Kong e quindi il suo sostentamento?” si è chiesto.

Lin aggiunge che circa 35.000 fabbriche situate nel delta del Fiume delle Perle appartengono a caricatori di Hong Kong o ne sono gestite.

Questa saga è un'altra fonte di preoccupazioni per i settore portuale di Hong Kong.

Il porto ha fatto registrare diminuzioni mensili della produttività da luglio 2014 e ha concluso il 2015 in ribasso del 9,5% in relazione all'annata per 20,1 milioni di TEU.
(da: theloadstar.co.uk, 22 gennaio 2016)



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